Facce de Zena 

Padre Vittorio Soana lascia Genova. Volontario, psicoterapeuta, formatore, in più di 30 anni ha aiutato oltre mille persone

Dopo molti anni di lavoro con persone affette da problemi di dipendenza e HIV, si è reso conto che, mentre un gran numero di istituzioni lavoravano in questo campo, molte persone comuni, che soffrivano di problemi esistenziali, non trovavano aiuto presso istituzioni pubbliche o professionisti privati, perché non erano abbastanza povere per le prime. né abbastanza ricche per i secondi. Così ha deciso di organizzare nella nostra città un servizio in cui le persone potessero essere aiutate gratuitamente da un gruppo di counselor da lui formati, che ogni settimana ha supportato gratuitamente nella supervisione con elevata competenza e capacità di visione. Il suo obiettivo è stato quello di un volontariato con una formazione altamente qualificata

Padre Vittorio Soana lascia Genova dopo oltre 30 anni di servizio nella nostra città per destinazione ad altro incarico nella compagnia di Gesù a Roma

«La città lo ringrazia per l’aiuto e il supporto che la sua presenza profonda e discreta ha fornito alle persone in difficoltà psicologiche e sociali» dice Milly De Micheli, psicologa e psicoterapeuta, direttrice del corso di formazione, che collabora con Padre Vittorio dal 1988

Vittorio Soana ha oggi 81 anni, è un sacerdote, padre gesuita, nato a Brescia, psicologo iscritto all’albo degli psicologi della Regione Liguria, psicoterapeuta, formato in terapia centrata sulla persona, psicodramma, bioenergetica e analisi transazionale.
Dopo aver acquisito una formazione di taglio rogersiano e bioenergetico, ha appreso l’analisi transazionale a Roma e ha utilizzato questo approccio progettando diverse modalità di intervento ed insegnandole agli operatori delle diverse comunità terapeutiche per tossicodipendenti che operavano in Italia e in altri Paesi come Spagna, Perù, Isole Mauritius.

Ha iniziato il suo lavoro con le persone affette da dipendenze nel 1975, nella ricerca di un intervento efficace per le persone affette da dipendenze, mettendo in atto una delle prime esperienze di riabilitazione nel nostro Paese, ma solo una piccola parte del suo lavoro è stato pubblicato in riviste e libri. È stato un pioniere in questo campo.

Il suo intervento con la persona non si limita alla psicologia, ma abbraccia la comprensione dell’uomo in ogni suo aspetto, culturale, spirituale filosofico e relazionale e oggi anche nell’ottica dell’ecologia integrale.

Già collaboratore a Roma di don Mario Picchi e fondatore delle prime comunità terapeutiche del CEIS a Castelgandolfo e Torvaianica arriva a Genova nel 1982 per aiutare il Centro Solidarietà di Bianca Costa ad aprire le prime comunità (la prima a Mulinetti e poi all’abbazia del Boschetto a Borzoli) e inizia a sviluppare i primi elementi della propria scuola di formazione per gli operatori sociali.

Nel 1985 ha progettato un corso di formazione per tutti gli operatori sociali, educatori e volontari che lavoravano in diverse regioni d’Italia nel campo delle dipendenze, e nel 2000 dà vita all’Associazione JET (Jesuit Encounter Training), tuttora attiva, che da allora porta avanti la formazione di operatori all’intervento ed è frequentata da un gruppo, più ampio di quello a cui inizialmente il corso era rivolto, di professionisti interessati alla costruzione di una relazione efficace nei diversi settori (educativo sanitario, sociale, organizzativo, pastorale…..)

Ha dedicato oltre 30 anni della sua vita a questo progetto e nella sua esperienza ha incontrato più di 1500 persone, trattandole direttamente o in supervisione nei vari centri di accoglienza e riabilitazione che operano in diverse regioni d’Italia.
Si è trasferito nella nostra città nel 1982 per la pianificazione di percorsi riabilitativi per tossicodipendenti presso il Centro di Solidarietà allora presieduto da Bianca Costa, con la quale ha collaborato per molti anni.

«Possiamo davvero dire che Vittorio Soana ha salvato molte vite umane attraverso questo lavoro e attraverso il rapporto personale con molti giovani, vivendo così la sua sua missione – prosegue Milly De Micheli -. Molti hanno potuto ritrovare tramite la relazione con lui il vero senso della vita. Nessuno però conosce tutte queste storie, Ricordiamone soltanto una: un giorno andò a cercare un ragazzo della comunità in cui operava che aveva abbandonato il percorso di recupero; tornò a piedi con lui nella notte attraverso la campagna parlando e camminando per circa quattro ore, perché non c’era il servizio di autobus.
Molti di questi giovani, che ora sono cresciuti e sono diventati uomini e donne, vengono a ringraziarlo anche dopo anni e anni per il suo prezioso aiuto. Ora sono veri esseri umani, con un lavoro e una famiglia ed hanno trovato il senso della loro vita nella relazione con Vittorio. Chi ha lavorato con lui ha visto alcuni di loro venire da diverse parti del nostro Paese per incontrarlo ed è stata un’esperienza difficile da descrivere a parole. Si poteva toccare con mano cosa significa rendersi conto che qualcuno ci ha salvati»

Il servizio del Centro di Counseling dell’associazione JES da lui fondata è iniziato in via di Porta Soprana 4 nel 1998 ed ora è diventato un luogo sicuro per molte persone che possono ricevere consulenza, trovare aiuto ed essere incoraggiate in un momento difficile della loro vita e, se necessario, essere indirizzate alla psicoterapia.

«Vittorio Soana è riuscito inoltre a motivare molti professionisti a utilizzare, come volontari, parte del proprio tempo per questo servizio, che continua secondo gli insegnamenti da lui ricevuti, in modo che molte persone possano trovare un aiuto qualificato e il vero significato della loro vita» prosegue De Micheli.

Vittorio Soana è un sacerdote cattolico, membro della Compagnia di Gesù, ma il servizio da lui realizzato è aperto a tutti, indipendentemente dalla religione o dall’estrazione sociale ed economica e questo è profondamente in linea con i principi evangelici.
Tutti possono andare, tutti sono accettati e ricevono aiuto nel rispetto della loro cultura e del loro quadro di riferimento. Da anni frequentano il centro molte persone che provengono da diversi Paesi, spinti spesso dalla necessità di trovare un lavoro, persone che hanno perso le proprie radici e hanno bisogno di aiuto in una situazione esistenziale molto difficile, ma non possono permettersi un professionista privato.

Ogni anno più di 100 persone ricevono un intervento di consulenza e possono, se necessario, partecipare a un gruppo di autoaiuto dopo un periodo di incontri individuali.

Nei suoi anni di permanenza a Genova padre Vittorio ha aiutato più di 1000 persone di ogni estrazione sociale, molte coppie in difficoltà, giovani, religiosi, sia nel servizio di volontariato sia come psicoterapeuta di altissima qualità professionale e come formatore.
La sua prima attenzione è stata da sempre lo stimolo alla persona verso la valorizzazione di se stessa, l’autonomia nelle scelte e nelle decisioni, unita all’apertura alla speranza.

Nel 2014, a San Francisco, è stato insignito del Premio Hedge Capers che l’associazione Internazionale di Analisi Transazionale ITAA riserva ai membri che si sono particolarmente distinti nell’utilizzo di questo approccio psicologico per scopi umanitari.

Per parecchi anni ha pubblicato riflessioni sociali e religiose sulla rivista “Il Gallo”, allora diretta da Carlo Carozzo.
Tra i suoi interessi di ricerca possiamo annoverare la meditazione Zen e la danza meditativa in cerchio alla quale si è formato a lungo ed ha guidato per oltre 10 anni un gruppo numeroso di persone che hanno scoperto questa forma di spiritualità e la sua ricerca più recente sull’ecologia integrale.

«Dirige oggi, per le edizioni San Paolo, la collana “Percorsi di relazione” in cui ha pubblicato: Il Processo di counseling, Il gruppo di counseling, I fondamentali del counseling e Il counseling educativo, mentre altri due testi sono in preparazione sui temi dell’accompagnamento spirituale e dell’aiuto alle coppie in difficoltà e del sostegno alla genitorialità – conclude la psicoterapeuta -. La sua messa della domenica, alle 11 nella chiesa del Gesù di piazza Matteotti, è stata un punto di riferimento per molte persone che venivano da ogni parte della città per ascoltare la sua omelia, sempre ricca di riferimenti all’attualità, alle problematiche della società e degli uomini di oggi. Spesso si fermavano a dialogare ed approfondire, anche semplicemente davanti ad una tazza di caffè, i profondi contenuti che avevano ricevuto. Chi ha avuto il dono di collaborare con lui in diverse forme può dire, senza retorica, che in ogni incontro ha ricevuto più di quanto si aspettasse in comprensione, saggezza e visione».

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