In evidenza 

Omicidio di vico Mele, ecco perché Scalco è accusato di omicidio volontario con l’aggravante dell’odio razziale

Prima di scoccare dal suo arco la freccia che ha ucciso l’operaio edile quarantunenne Javier Alfredo Miranda Romero, l’artigiano sessantatreenne, durante un alterco con il peruviano ed un suo amico, avrebbe gridato «Andate via immigrati di m…». Quasi tutte le fasi dell’omicidio sono state riprese dallo stesso Miranda prima che cadesse a terra, da un amico, da altre persone che sono accorse e dalle telecamere stradali. Ne parla il colonnello Michele Lastella, comandante del reparto operativo del Comando provinciale di Genova dei Carabinieri

Dalle immagini si capisce che nella strada non c’erano schiamazzi “da movida” e nemmeno il non inusuale baccano dei capannelli di persone che non di rado stazionano anche in piena notte in vico Mele. C’erano solo i due peruviani, che forse discutevano ad alta voce. Questo sarebbe bastato a scatenare la furia omicida. Prima le parole, pesanti, dalla finestra. Poi, dopo che Javier Miranda ha cominciato a riprendere col cellulare le intemperanze dell’italiano, la freccia scoccata (pare, dalla visione dei filmati) mirando direttamente l’operaio. In uno dei video, Evaristo Scalco risponde a una donna che si affaccia dalla finestra, vede la scena e chiede «Perché?», con le parole «Perché offende». Insomma, un battibecco per schiamazzi che per l’artigiano sessantatreenne è valsa la vita di un uomo. Per questo su di lui pesa anche l’aggravante dei futili motivi.

Il pubblico ministero Arianna Ciavattini, che coordina le indagini dei carabinieri, ha disposto l’autopsia che verrà eseguita dal medico legale Sara Lo Pinto.

Se l’accusa di omicidio volontario con le aggravanti dell’odio razziale e dei futili motivi fosse confermata in giudizio, l'”arciere” di vico Mele sarebbe condannato all’ergastolo.

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: