Oggi a Genova 

Rolli, Rubens, Disney, bancarelle e wc chimici a coprire i monumenti. Ecco come Genova accoglie il turismo culturale

Questo fine settimana è ricco di appuntamenti ed è la punta di diamante della cultura e del turismo culturale in città, biglietto da visita e motore di promozione turistica. In piazza Matteotti, però, le bancarelle copriranno la facciata della Chiesa del Gesù (dove ci sono quadri di Rubens e per questo è stata inserita nei percorsi dedicati) e l’ingresso della mostra dedicata a Disney che aprirà nel sottoporticato di Palazzo Ducale venerdì, oltre ad andare a impattare sulla facciata del Ducale stesso. Su cui si staglia anche un wc chimico rosso di cantiere

Il problema non è la manifestazione specifica, le bancarelle francesi di “Bonjour Provence et la France” che sono sempre arrivate in quella piazza, ma il fatto che a Tursi non c’è nessuno che coordini gli eventi e presti attenzione all’estetica e alla funzionalità di tutto quello che si mette in campo. Il risultato è un suq che non si ferma nemmeno davanti al fine settimana culturale per eccellenza, che è anche un week end di forte richiamo turistico e il biglietto da visita della città.

L’estetica Tursi se l’è dimenticata da tempo: brutte fioriere non autorizzate dalla Soprintendenza in centro storico, foreste di ombrelloni spesso marchiati col logo di questa o quella birra (è vietato dal regolamento comunale) anche nei luoghi architettonicamente più pregevoli, un pot pourri di colori (a San Matteo ci sono tavoli micacei e sedie verdi), insegne che sfuggono a ogni controllo anche sui palazzi dei Rolli. E mercati su mercati, non di rado di bassa qualità estetica che si concentrano quasi sempre in piazza Matteotti (dove si apre la scena del contenitore della cultura genovese, Palazzo Ducale) perché gli ambulanti la scelgono in quanto calamita di turisti. Ma si potrebbe parlare anche di cosa è diventata piazza San Lorenzo, tra tavolini ovunque e uno schermo pubblicitario che spara colori e scritte, piazzato proprio sulla facciata della Cattedrale, altra meta per i turisti.

Sembra non ci siano altre piazze: piazza Verdi, piazza della Vittoria e piazza Caricamento non sono ambite e il Comune, invece di mettere dei paletti, distribuire gli eventi e badare al decoro generale, dice “sì” sempre a tutti, sacrificando l’immagine della città.

Sono in molti a pensare che sia venuto il momento di normalizzare i dehors per quantità e qualità estetica (anche perché da mesi è finita la copertura nazionale dei decreti Covid e non ci sono più restrizioni), di smetterla di accontentare tutti i gli ambulanti che vogliono piazzare a Matteotti e solo lì, di ripristinare il decoro delle insegne nel centro storico. E anche di creare un calendario di eventi per evitare che si mischino per genere andando ad affollare i fine settimana che hanno già iniziative trainanti che tutte le altre vanno a parassitare quando potrebbero impreziosire altri weekend e dare un contributo di animazione alla città.

L’ultima “chicca” sono i teloni che propagandano i tour in città per i luoghi di Rubens, fissati alle grate dei palazzi storici con legacci improvvisati, quasi fossero le indicazioni per una sagra dell’entroterra.

Pare che ora gli eventi saranno portati al coordinamento del Tavolo per la cultura del Comune. Per evitare che si ripeta quanto accadrà questo fine settimana, quando si dovrà passare per effluvi di formaggio francese per accedere alla mostra di Rubens e sia la chiesa del Gesù sia l’ingresso della mostra di Disney che aprirà venerdì saranno coperti dalle bancarelle. Questo crea un danno agli eventi culturali che diventano invisibili dalla strada e, quindi, alla città stessa.

Forse sarebbe il caso di cominciare pensare alla Fiera del Libro di dicembre per trovare una collocazione che non impalli la facciata del Ducale con un enorme capannone. I librai sono stati sfrattati da Galleria Mazzini (loro collocazione storica e naturale) per gli eterni lavori e hanno diritto a una sistemazione dignitosa, ma questa non può coprire le facciate dei palazzi più pregiati e di richiamo turistico. Bisogna lavorarci per tempo e trovare una soluzione. Di solito, poi, nel periodo prenatalizio arrivano i chioschi in piazza De Ferrari e nella stessa piazza Matteotti. È proprio impossibile pensare a un Natale che sia un eterno suq?

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