Quartieri 

Cinema Nazionale di Molassana, Piciocchi: «Per recuperarlo servono 5 milioni di euro. Prima pensiamo ai progetti»

Incontro pubblico il primo passo verso la rinascita promosso dal Teatro dell’Ortica. L’appuntamento ha messo le prime basi per un “progetto di comunità”. Bonomi (Teatro dell’Ortica): «Possiamo in questa fase pensare a scelte più innovative e più sfruttabili in diversi ambiti, mantenendo ovviamente la sua vocazione di spazio culturale e di condivisione. Uno spazio della comunità»

Uno spazio restituito alla comunità della Val Bisagno, ma non solo: un luogo di condivisione e di ideazione, a servizio del quartiere e delle sue realtà. Questo è primo disegno che viene tracciato per il Cinema Nazionale di Molassana, il cui futuro è stato discusso in un incontro pubblico organizzato dal Teatro dell’Ortica nell’ambito della rassegna teatrale e culturale “Fuori Tutto”.

Un futuro che è tornato d’attualità dopo che il Comune di Genova ha rilevato al proprietà dello storico edificio degli anni ‘30, aprendo ad una nuova stagione di riqualificazione e di ‘ritorno alla vita’. Durante l’incontro di ieri pomeriggio nell’auditorium di piazza Boero è iniziato il percorso con un primo momento di condivisione tra le realtà territoriali, esperti, studiosi e istituzioni. Uno spazio che è da conservare nelle sue parti monumentali ma da reinventare nelle sue declinazioni anche strutturali. “Il Nazionale – ha sottolineato Mirco Bonomi, presidente del Teatro dell’Ortica – ha una platea di 300 persone, che probabilmente sarà ridotta. La funzione potrà essere differente, era un cinema con palco all’italiana che non per forza deve essere mantenuto. Possiamo in questa fase pensare a scelte più innovative e più sfruttabili in diversi ambiti, mantenendo ovviamente la sua vocazione di spazio culturale e di condivisione. Uno spazio della comunità”.

[Continua sotto]

“La riqualificazione del Cinema Nazionale è una scommessa a cui l’amministrazione credo molto e vuole portare avanti. Servono dei progetti e servono dei soldi – sottolinea il vicesindaco di Genova Pietro Piciocchi intervenuto all’incontro – Le prime stime ci dicono che servono almeno 5 milioni di euro, ma prima bisogna partire dalle idee, e farlo in maniera allargata, condivisa e nello spirito di collaborazione è senza dubbio il percorso da intraprendere. Bisogna sviluppare un progetto in tempi veloci – ha aggiunto l’assessore – quando lo avremo potremo pensare a come individuare le risorse”.

Per fare questo l’idea promossa dal Teatro dell’Ortica insieme alle altre realtà territoriali è quella di costituire una “task force – sottolinea Bonomi – che metta insieme architetti, attori, insegnati, storici ed esperti e magari qualche realtà economica della vallata”.Il team potrà operare a stretto contatto con l’amministrazione comunale, con il Municipio e con un tavolo di lavoro “che dovrà fornire le idee ai progettisti. – auspica Piciocchi – coinvolgeremo il Teatro dell’Ortica, le associazioni, questa è una pagina da scrivere insieme.Il primo passaggio è quello di ottenere una la pre fattibilità in pochi mesi e individuare le risorse necessarie. Sono molto felice di questo incontro perché esprime un senso di comunità che guarda con fiducia al futuro”.

Durante l’incontro è intervenuta Federica Covaia, autrice di una tesi di laurea sul Cinema Nazionale, declinata anche sulle funzioni che questo edificio aveva e potrebbe avere per la comunità: “Mi sono chiesta se gli interessi degli abitanti collimassero con quelli economici e politici. Tramite un sondaggio, ho cercato di capire quale fosse la percezione sulla mancanza di spazi culturali”. La quasi totalità degli intervistati aveva risposto al sondaggio dicendosi favorevole al recupero del Nazionale. “Quello che emerse – spiega Covaia – fu soprattutto un forte senso di comunità, oltre che la richiesta di spazi aggregativi, di parchi, librerie, biblioteche, trasporti e servizi”.

La comunità ritorna nell’intervento di Anna Manca, vice presidente di Confcooperative, che ha rimarcato l’importanza della cooperazione per questo processo di ricostruzioni, ma anche per la gestione del teatro che dovrà essere oculata: “La cooperazione è un’impresa, che ovviamente deve tenere i conti in ordine. Bisogna essere rigenerativi, ridare un senso allo spazio che deve farsi luogo, lasciando alle spalle il passato nonostante la narrazione suggestiva, perché oggi abbiamo bisogno di nutrire il quartiere con un tesoro fatto dalla volontà dei cittadini di farsi parte attiva. Bene che il comune apra le braccia, – continua – il rischio è che gli investimenti, che sono un debito per le future generazioni, portino a cattedrali nel deserto. È necessario quindi dare indicazioni per la ristrutturazione del teatro che corrisponda a un bisogno di comunità”.

Un appello ai futuri progettisti è stato lanciato dal tecnico teatrale Gino Relli di ‘Fuori Scena’: “Mi auguro che l’architetto abbia un grande rispetto dello spazio teatrale, che può essere ripensato, se i progettisti avranno l’accortezza di voler capire e studiare gli spazi si potranno fare moltissime cose”.

«Quando si pensa al futuro le Cooperative di Comunità sono spesso una soluzione, e qui il futuro è connesso strettamente con il passato. Il magnifico edificio tra i simboli del quartiere di Molassana ha visto tempi migliori, ma ora il Comune di Genova lo ha comprato e lo ristrutturerà – ha detto Roberto “Pucci)”La Marca di CulTurMedia Legacoop Liguria e Cooperative di Comunità -. Torniamo ad incontrarci e a fruire del Cinema e del Teatro come è stato da sempre, nel luogo deputato, e ricominciamo con coraggio dopo la pandemia e cercando di immaginare in anticipo la fase post crisi economica. Come? Esempi ce ne sono già in casa nostra: Monticchiello e Perugia, Teatro e Cinema di successo in forma Cooperativa. E per la gestione strumenti innovativi che hanno già preso campo anche qui in Liguria. È il nostro mestiere e ci siamo sempre noi di CulTurMedia Legacoop Liguria e delle Cooperative di Comunità».

L’incontro, trasmesso in streaming sulla pagina facebook del Teatro dell’Ortica e lì rivedibile, si è concluso con un impegno e una presa di responsabilità dei presenti: “Buona fortuna a tutti noi – ha chiosato Mirco Bonomi – Ci vedremo prestissimo per proseguire questo cammino”

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: