Oggi a Genova 

Giardini di Quinto, minore massacrata dal branco. Otto denunciati tra cui tre ragazze che l’hanno presa a calci e pugni

È successo nella notte tra domenica e lunedì. La ragazzina, con l’unica “colpa” di aver tentato di difendere un amico a cui era stata rubata una cassa acustica portatile, è stata vittima di una tempesta di calci e pugni ed è finita al pronto soccorso del San Martino con il naso rotto e 30 giorni di prognosi

Ancora violenza nei giardini di Quinto. Stavolta a fare le spese del branco è stata una sedicenne. Stavolta a scatenare la brutalità di diversi minori e di una maggiorenne è stato il tentativo della ragazzina di evitare che una delle bande che scorrazzano per i luoghi frequentati di sera dai minori si portasse via la cassa acustica wireless di un amico. Un tentativo generoso quanto rischioso di garantire quello che dovrebbero essere, invece, le forze dell’ordine e le istituzioni a garantire: la sicurezza.

Sono stati calci e pugni senza pietà, ripresi da qualcuno dei presenti col cellulare. Sono intervenute le volanti e alla fine la Polizia ha fermato 8 giovani. Ma anche questa volta non c’è stata prevenzione e come accade in centro storico per le risse tra adulti a Pré e alla Maddalena e per i problemi nella movida del centro storico, le forze dell’ordine non sono in grado di mettere alcun freno al fenomeno che dilaga ogni giorno di più e che avrebbe bisogno, oltre che della repressione (che non sta funzionando), anche di iniziative di carattere educativo e sociale che nessuno sta intraprendendo.

La violenza della movida del centro storico, d’estate, trasloca a Levante. Nessuna novità: succedeva prima del lockdown e le avvisaglie della ripresa del problema, che è anche sociale oltre che di sicurezza, si sono viste già lo scorso anno. Senza che nessuno nel frattempo abbia trovato il tempo di analizzare veramente il problema, senza che nessuno abbia tentato o tenti di mettere un freno. Ormai è “Arancia meccanica” tutti i giorni e in tutti i luoghi di ritrovo giovanili, con un’intera generazione a perdersi tra alcol, rabbia e violenza e tutto il resto della società che resta a guardare senza intervenire con iniziative credibili, fatto salvo per qualche commento di disapprovazione sui social. Le famiglie e la scuola dove sono? Dove sono le istituzioni? Le istituzioni non sanno che pesci prendere, le divise non sono in grado di fermare le violenze e intervengono a posteriori. I presidi sono stati organizzati solo nel fine settimana e a nessuno è balenato in mente che i ragazzi non sono travet: in questa stagione sono in pausa scolastica e che per loro tutte le sere sono uguali.

Le aggressioni, i furti, i borseggi, le risse continuano e si moltiplicano. Si sono ormai formate baby gang interetniche (composte anche da molti italiani) che si dedicano alla violenza e ai reati predatori. I luoghi di aggregazione in voga di volta in volta, in mancanza di iniziative sociali e ricreative adatte alla generazione, sono solo posti dove scolarsi birre e superalcolici. Perché i giovanissimi in questa città non hanno molto altro da fare. Eppure nessuno fa qualcosa per invertire una tendenza pericolosa che rischia di esondare presto dai luoghi di ritrovo notturni e di diventare un problema per ogni cittadino e non solo per i ragazzini che frequentano la movida.

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