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Il Comune patrocina djset in piazza Don Gallo. L’amarezza dei residenti: «Tursi non vuol capire il centro storico»

Festa di insediamento dell’associazione che ha comprato il locale affacciato sulla piazza, quello che il Comune si era impegnato ad acquisire per “allargare” l’asilo di via Lomellini. L’associazione che l’ha comperato porta in una zona “ad alta tensione” (per la forte presenza di spaccio) iniziative per l’accoglienza ai minori stranieri. Leitmotiv della giornata musicale (che prevede cori, musica dal vivo e djset a cominciare dal mattino) è: «l’unica regola è divertirsi, lasciandosi trasportare dal ritmo funk, balkan, bass music e calabro-reggae dai bassi potenti e tanta presa bene!!!». L’associazione non ha concordato nulla coi residenti che da anni chiedono che non si faccia musica amplificata perché, a causa degli effetti acustici, diventa invivibile il quartiere. Eppure il Comune, a cui in passato sono state recapitate molte proteste per eventi analoghi, ha patrocinato l’evento. Come dire che delle annose proteste contro la movida in tutti questi anni non ha capito un’acca. L’associazione “Via del Campo e Carruggi”: «Amareggiati per la totale mancanza di comprensione dei problemi da parte dell’assessorato al Centro storico». Il presidente del municipio Carratù: «In quel locale dovevano trovare posto iniziative per bambini. Da anni i cittadini chiedono di evitare il baccano almeno di notte»

Il sindaco Marco Bucci si era impegnato personalmente per il progetto della destinazione ai bambini del locale di piazza Don Gallo, rilasciando anche dichiarazioni ai media. Lo spazio, privato, è stato però venduto dai proprietari a un’associazione. Forse l’Amministrazione non è stata in grado di far pesare adeguatamente, a parità di cifra, l’urgenza del progetto civico invocato dai residenti per i bambini del quartiere. In realtà, si dice che lo spazio sia stato offerto a più associazioni quando Tursi aveva già fatto la propria offerta. Tra queste, una che si occupa di minori disabili, che però l’avrebbe giudicato troppo piccolo per le proprie esigenze. Alla fine, ad aggiudicarselo è stata l’associazione nazionale Defence for Children che si occupa dell’integrazione dei giovani migranti e che ha scelto di sbarcare a Genova e ha deciso di farlo in un luogo che, con vico Largo a Pré, è l’epicentro dello spaccio. I residenti non contestano l’attività dell’associazione, anche se sottolineano che aggregare le problematiche non è un atteggiamento che autorizzi a pensare la soluzione contestuale delle une e delle altre, ma contestano – con forza – il fallimento del “progetto asilo” di cui il quartiere aveva tanto bisogno (l’asilo esistente è, infatti, a un piano alto di un immobile di via Lomellini e senza spazi esterni) oltre al fatto che l’assessorato al Centro storico retto dalla leghista Paola Bordilli non abbia messo in connessione, nell’ambito della delega, la nuova associazione con i residenti e che per questo ne sia uscito un evento rumoroso dal mattino alla sera, fortemente sgradito alla popolazione e, ancora di più, il fatto che l’amministrazione abbia dato il patrocinio all’evento di presentazione che si concluderà con un dj set serale nella piazza.

Come se Tursi non conoscesse affatto, nonostante le reiterate proteste della gente che lì abita, i problemi di acustica che rendono la piazza una potentissima cassa di risonanza. Quando, in passato, ci sono stati eventi musicali amplificati gli abitanti di una vasta zona non sono riusciti a chiudere occhio e persino gli animali, ai primi piani delle case, sono risultati spaventati come durante i fuochi d’artificio o un violento temporale. Insomma, per l’associazione non è esattamente il modo migliore di presentarsi a un territorio in cui si è inserita facendo tramontare un sogno che stava per diventare realtà e mandando a carte e quarantotto una promessa.

Che l’operato dell’assessora Bordilli sia fortemente criticato dalla popolazione della zona non è un mistero. Uno dei più forti punti di contestazione è stata l’incapacità di fatto di frenare le chiusure dei negozi in via del Campo e di dare concretezza anche in quella zona (come in quella est del centro storico, commerciale e turistica, dove gli immobili sono facili da “piazzare”) al progetto di agevolazione alle nuove aperture finanziate con fondi pubblici.

L’associazione “Via del Campo e Caruggi” da tempo ha chiesto un incontro al Sindaco per parlare del problema, ma l‘incontro è stato rimandato già due volte dalla sua segreteria. «Capiamo che Marco Bucci abbia mille problemi da affrontare – dice Christian Spadarotto, presidente dell’associazione -. Speriamo che lui capisca che abbiamo urgenza di un confronto diretto e che l’appuntamento fissato per la terza volta non venga ulteriormente spostato».

«Ben vengano le iniziative a scopo sociale – prosegue Spadarotto -, ma devono essere concertate con la popolazione, che non è ostile e conosce il territorio e i suoi problemi. Piazza don Gallo, nello specifico, è fondamentale per la trasformazione della zona, in cui mancano servizi di base per diverse fasce deboli dalle popolazione, come uno spazio esterno per i bambini. Piazza Don Gallo è uno dei pochi spazi pedonali che possano essere destinati alle attività esterne in sicurezza per i più piccoli e il quartiere aveva bisogno di un altro tipo di destinazione d’uso di questi locali che si affacciano sulla piazza, lo dico col cuore in mano. Che l’evento sia patrocinato dal Comune significa che il Comune era a conoscenza di ciò che stava venendo al posto dell’asilo promesso: per le informazioni che ci erano state date, era certa l’acquisizione da parte del Comune. Cosa è successo? Quale cortocircuito ha impedito la continuazione del “progetto asilo” a favore del progetto che verrà presentato nei prossimi giorni? Sicuramente nel progetto che è stato presentato ci sono cose interessanti, a partire anche dagli artisti che parteciperanno alla giornata di inaugurazione, ma dispiace che non ci sia stato un coinvolgimento preventivo perché sicuramente avremmo cercato di convincere ad abbandonare l’idea del djset amplificato che, francamente, è fuori fuori luogo come, in ogni caso, l’uso dell’amplificazione se non per eventi occasionali legati ad attività di bambini e non certo a djset. Il modo di presentare il progetto stride col territorio, che non è stato coinvolto. Anche in questo l’assessorato ha dimostrato di non avere e di non favorire un dialogo coi residenti. Siamo molto delusi da come è stata gestita tutta questa vicenda: l’asilo era per le famiglie del quartiere una speranza grande e il modus operandi con cui è stata allestita questa “festa” non ci fa ben sperare per il futuro. Inoltre, questa zona è già carica di problemi sociali e forse non era il caso di aggiungere altre problematiche senza aver risolto quelle preesistenti. Un concentramento in questa zona di “disperazioni” non va a vantaggio del territorio, ma nemmeno di chi decide di affrontare qui un problema reale e consistente come quello relativo all’inclusione dei minori stranieri. Ci dovrebbe essere una discussione col quartiere che includa anche questo tipo di attività anzi, soprattutto questo tipo di attività, ma che contestualmente svolga una funzione di ricucitura, di ricostruzione del tessuto sociale».

Un approccio, quello dell'”inaugurazione a ciel sereno, che si presenta come «una giornata di festa rigenerativa aperta alla cittadinanza», ma ha di fatto escluso a priori la cittadinanza stessa, che viene invitata a cose fatte e con due sgradite sorprese: l’aver scoperto così di aver perso l’asilo promesso dall’Amministrazione comunale e un programma della giornata, quella del prossimo 7 maggio, fatto di musica a getto continuo dal pomeriggio alla fine della serata.

Sorpreso anche il presidente del Municipio Centro Est, Andrea Carratù, anche lui leghista: «Ci dispiace – dichiara – perché per quell’immobile avevamo immaginato altri progetti, legati ai bambini della zona, anche con tante associazioni del territorio che stavano preparando progetti “0-6 anni”. Mi dispiace anche che sia stato preparato un programma della prima giornata di manifestazioni non idoneo al luogo, come se non ci fossero già state vibranti proteste per l’amplificazione nella piazza sia di pomeriggio sia di sera». Il Comune ha dato il proprio patrocino a un’iniziativa costruita come tante volte i cittadini hanno chiesto di non fare, perché per gli effetti acustici della piazza ogni appartamento diventa un inferno. «In passato abbiamo già avuto molte proteste per le iniziative con amplificazione – conclude Carratù -. Auspichiamo che le iniziative future siano compatibili con il territorio». In questo caso musica, cori, canti ritmi e djset si succederanno dal mattino fino alla sera.

Il 7 maggio l’associazione Defence for Children International Italia presenta il “Re-Generations Day 2022”.

«Durante l’evento si alterneranno momenti di scambio e riflessione in merito all’esperienza del mentoring per giovani migranti sviluppato nell’ambito dell’iniziativa Re-Generations, un laboratorio ed esibizione di canto corale, musica dal ritmo funk, balkan, bass music e calabro-reggae, per concludere al tramonto con un dj-set finale» si legge nel programma.

«La giornata di festa celebrerà anche l’inaugurazione della nuova sede dell’associazione in piazza Don Gallo, uno spazio che intende proporsi come un importante presidio per la difesa dei diritti delle persone minorenni a Genova – . Per l’occasione, nello spazio sarà allestita una mostra fotografica realizzata da alcuni dei giovani dal mondo coinvolti nei percorsi di mentoring. Re-Generations in questi tre anni ha realizzato la formazione di cittadini volontari per assumere il ruolo di mentor, ovvero punto di riferimento per questi ragazzi che, venuti dal mondo, si sono trovati a Genova in una delicata fase di transizione verso l’età adulta. I mentor sono divenuti così anche elementi di raccordo culturale e sociale tra i ragazzi e la propria comunità, in un processo di cittadinanza attiva da cui hanno tratto beneficio e rigenerazione sia i protagonisti diretti che i contesti sociali con i quali sono entrati in contatto».

Il programma della giornata prevede dalle ore 10 alle 13 un laboratorio di “Circle Singing” – Improvvisazione Corale con l’artista Filomena Menna

A partire dalle 15.30 si terrà la conversazione aperta “Mentoring e percorsi di accompagnamento per giovani migranti: un’esperienza rigenerativa per la comunità” che vedrà protagoniste le persone coinvolte nei percorsi di mentoring di Genova e di altri territori italiani.

Alle ore 17.00, è previsto sulla piazza «un momento di “Circle Singing propiziatorio”, per inaugurare la nuova sede di Defence for Children in piazza Don Gallo con un canto corale e uno scambio tra i partecipanti al laboratorio del mattino e le persone presenti in piazza».

Alle 17.30 si terrà la premiazione dei ragazzi che hanno partecipato alle tre edizioni del torneo di calcio “Re-Generations”.

Poi ricomincerà la musica a nastro, fino alla sera: «Dalle ore 18 – si legge nel programma -, il gruppo “From Arabia to Calabria” (composto da Ayham Jalal – Clarinetto; Midhat Hussaini – Basso Tuba; Alaa Alshaer – Chitarra; Emiliano Matera – batteria e Mario Martini – tromba) accompagnerà la piazza in un viaggio musicale fuori da spazio e tempo, in un’atmosfera magica dove l’unica regola è divertirsi, lasciandosi trasportare dal ritmo funk, balkan, bass music e calabro-reggae dai bassi potenti e tanta presa bene!!! A conclusione della giornata, DJ Set in piazza con DJ Falafel, alias Midhat Husseini, musicista e dj palestinese, che mescola il sapore e il profumo del falafel con la musica araba piccante».

Insomma, anche se per una buona causa, ci sarà baccano in piazza per ore: al mattino, al pomeriggio e la sera. Baccano patrocinato dal Comune di Genova, che delle richieste disperate dei residenti sembra non aver capito granché.

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