Porto 

Pastorino (Leu): «Da centrodestra e Iv inaccettabile attacco ai lavoratori portuali»

Un emendamento propone l’interscambio di lavoratori e il ritorno al tema dell’autoproduzione

«Dal ddl Concorrenza, in discussione al Senato, arriva l’ennesimo inaccettabile affondo contro i lavoratori portuali. Un emendamento del centrodestra, con l’aggiunta di Italia viva, rappresenta un colpo ai diritti del lavoro. Al centro delle proposte ci sono due temi centrali, come quello dell’interscambio di lavoratori e il ritorno al tema dell’autoproduzione. Una posizione che sconfessa, peraltro, quanto sostenuto dal governo». Lo dichiara il deputato Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu.
«Il progetto portato avanti da questi partiti – aggiunge Pastorino – è quello di una deregolamentazione totale del lavoro portuale. E va nella direzione opposta a quella in cui si dovrebbe approdare. Vigileremo su questi inaspettati attacchi ai diritti e daremo pieno sostegno a ogni iniziativa di protesta adottata dai sindacati e quindi a difesa dei lavoratori».

L’Autorità Garante della Concorrenza, nel marzo dello scorso anno, aveva riacceso la battaglia sul tema dell’autoproduzione portuale tra armatori e sindacati. Di fatto, l’Antitrust si era schiera con i primi, chiedendo l’abrogazione del comma 4bis dell’articolo 16 della Legge numero 84 del 28 gennaio 1994. Tale comma consente l’autoproduzione delle operazioni e dei servizi portuali solo nel caso in cui nel porto non vi siano le necessarie attrezzature o maestranze.

L’Autorità sostiene che «il ricorso all’autoproduzione può essere un elemento importante per contenere l’eventuale potere di mercato delle compagnie portuali e stimolare l’efficienza nella fornitura di servizi portuali». Inoltre, «la norma appare suscettibile di ridurre la competitività dei porti italiani rispetto ai porti limitrofi di altri Stati membri”, perché i vettori potrebbero scegliere un porto straniero proprio per la possibilità di svolgervi l’autoproduzione».

Questa richiesta aveva provocato un’immediata reazione da parte dei sindacati, che sostengono il divieto all’autoproduzione. In una nota congiunta, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti ritengono l’indicazione dell’Antitrust «assolutamente inappropriata e ben lontano dalla realtà dei fatti». La norma in vigore, secondo le sigle, non vieta tale pratica, ma «definisce meglio la possibilità di farne ricorso». Secondo i sindacati, il vero nodo è «la forte spinta dello shipping nel difendere il proprio potere di mercato e favorire una liberalizzazione selvaggia dei servizi tecnico nautici e della stessa autoproduzione».

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