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Matteotti come Porta Portese. Tre mercati in un solo giorno coprono il Palazzo della Cultura e delle grandi mostre

Ci sarebbe piazza della Vittoria, ci sarebbe anche piazza Caricamento. Ci sarebbero tante piazze in città. Ma l’assessorato al Commercio, dopo aver impestato tutta Genova di dehors-baraccopoli, secondo i cittadini troppo spesso inusati, sembra veda solo l'”opzione Matteotti”. Così oggi era tutto un “trionfo” teloni di diverso colore a coprire l’accesso della mostra di Monet e Palazzo Ducale, allestita nel Munizioniere, e la facciata monumentale dell’antica dimora del Doge dove è invece allestita la straordinaria mostra “Progetto Superbarocco – La forma della meraviglia”. Ai turisti diamo l’immagine di una città sciatta, che non sa distinguere e difendere i propri luoghi di pregio architettonico, che non si fa scrupoli a coprire con baracconi da fiera di periferia le sue più grandi bellezze

Genova a due velocità. Da una parte quella che sa produrre le straordinarie esposizioni ora aperte a Palazzo Ducale, dove si sta tenendo anche l’importante evento culturale “La Storia in piazza”. Che sa conquistare le pagine dei giornali patinati e dei quotidiani grazie a un’offerta culturale che da tempo non si vedeva. Dall’altra il senso di Paola Bordilli per le bancarelle. Tante, troppe. Oggi ben tre i tipi di banchetti diversi allestiti in piazza Matteotti, in pieno centro. A coprire il Palazzo della Cultura come non avviene in alcun posto al mondo.

La “multifiera” in pieno centro città arriva dopo le polemiche sui dehors (troppi sono malconci, brutti e spesso nemmeno utilizzati). Ancora stamattina una cittadina, a “La Colazione col Sindaco”, ha chiesto ancora una volta di rimuovere i i dehors non usati per rendere i posteggi ai cittadini della Foce, che sono disperati. Dell’appello dei residenti ci siamo occupati qualche settimana fa. E se ne è occupato subito anche il sindaco Marco Bucci che ha affidato a Bordilli, il compito di verificare e rimuovere gli spazi esterni non utilizzati o impresentabili. Forse il Sindaco credeva che fosse tutto risolto, ma non è così: «Mi hanno detto che ne hanno rimossi quattro o cinque» ha detto in diretta streaming sulla pagina FB del Comune. Ma la cittadina ha detto chiaro e tondo che ce ne sono ancora troppi di brutti e non utilizzati, citandone anche alcuni. Risulta anche a noi che il lavoro di razionalizzazione sia stato appena accennato, quasi per poter dire che qualcosa si è fatto, ma il lavoro, dicono i cittadini, è ancora tutto da fare e i giorni passano. Il Sindaco si è preso l’impegno di verificare che l’assessorato competente porti a compimento le sue indicazioni.

L’apoteosi delle brutture, però, si raggiunge in piazza Matteotti, in pieno centro, luogo ad alta frequentazione turistica, dove già normalmente ci sono dehors decisamente poco adatti al luogo a coprire la chiesa del Gesù e lo stesso Palazzo Ducale. Stamattina c’erano anche i tendoni gialli degli agricoltori, c’era un ulteriore mercato con box in allestimento, c’era (e c’è) anche la oggettivamente brutta struttura della Fiera del libro che occupa un’ampia porzione della piazza proprio davanti alla facciata monumentale del Ducale. Intendiamoci, la Fiera del Libro è un’iniziativa storica e apprezzabile. È momentaneamente sfrattata dalla sede storica, Galleria Mazzini, dove i lavori di ristrutturazione durano da anni e anni. Per la fiera di Natale i librai erano tornati nella Galleria, ma ora sono di nuovo in piazza Matteotti. Vero che subiscono da anni i disagi per i lavori, ma è anche vero che la struttura è davvero bruttissima e impattante. Bello e giusto dare posto agli agricoltori che vendono prodotti a chilometri zero, ma è mai possibile che anche quelli vengano piazzati nello stesso giorno e nella stessa piazza? Non ci sono altre piazze in città? Che dire poi dei chioschi per una fiera destinata ad aprire, evidentemente, nei prossimi giorni, mezzi montati e mezzi no?

In definitiva, tra cassette di insalate a chilometri zero e raccolte di fumetti e col cantiere degli altri chioschi in montaggio, piazza Matteotti sembrava una baraccopoli, ben lontana dal decoro che luoghi così importanti per l’immagine della città dovrebbero avere, ben lontana dal decoro che luoghi simili hanno in tutte le città d’arte.

Certamente l’attrazione esercitata dalle mostre e dagli eventi del Ducale conquista il favore dei disparati venditori: è comprensibile che vogliano andare dove c’è più passaggio. Decisamente meno comprensibile è che da parte dell’assessorato non venga posto alcun freno, non venga proposta alcuna alternativa, non si badi né all’estetica dei chioschi né ad evitare che le fiere si sommino l’una all’altra, tanto più in un luogo così pregiato in un momento così delicato come la necessaria ripartenza anche del turismo.

Basta poi scendere in via San Lorenzo per trovare un altro accampamento, anche questa volta per responsabilità dell’assessorato al Commercio che non ha trovato il tempo, tra un comunicato e un’inaugurazione, di attuare il regolamento regionale per gli Operatori del proprio ingegno. Così sui troppi banchetti compare merce di ogni tipo, raramente creazioni artistiche, ma – quando va bene, artigianali – se non addirittura industriali. Con i rispettivi venditori addossati ai palazzi, a volte seduti sui gradini.

L’impatto di insieme è quello di una città sciatta, che trasforma senza pensarci un attimo una piazza monumentale in una baraccopoli, una città di cui nessuno si cura, senza idee per valorizzare le proposte commerciali evitando di sacrificare l’immagine degli eventi che portano alla nostra città turisti, quindi lavoro e ricchezza per hotel, ristoranti, locali e negozi. Chi si facesse un selfie in piazza Matteotti potrebbe postarlo sui social col titolo “Porta Portese” e nessuno si accorgerebbe della differenza. Da Genova Meravigliosa (quella che è grazie alle mostre del Ducale che hanno anche una forte eco in Italia e non solo) a Genova degli accampamenti commerciali, il passo è breve e porta il nome dell’assessore al Commercio: la multibaraccopoli che copre Rubens e Monet è servita.

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