Leggende metropolitane e scaramanzia stanno distruggendo il cagnolino della cattedrale

La denuncia dello storico dell’arte e professore universitario Giacomo Montanari, patron dei Rolli Days: «La storia-bufala del cagnolino morto durante i lavori di San Lorenzo viene propagata sui social e da sedicenti “associazioni culturali”, gente che si professa guida turistica o depositaria dei segreti della Cattedrale oltre che da siti e giornali online. Così tutti toccano l’altorilievo che viene consumato e sta scomparendo»

«Promuovere la città: lo fai molto male – dice Montanari -. Da anni, ormai, ci sorbiamo tutti su gruppi, gruppini, gruppetti sui social o addirittura da parte di sedicenti “associazioni culturali” e persino (ahimè) da chi si professa “guida turistica” o depositario dei “segreti” della città la bufala del “cagnolino dello scultore della Cattedrale”. La povera bestia, effigiata ad alto rilievo, nel marmo della facciata di San Lorenzo, secondo la versione più pervicace (ma ne esistono plurime) sarebbe morta durante i lavori e l’artista lo avrebbe perciò eternamente ricordato nella pietra. Peccato che, a pochi passi dalla Cattedrale, in quello che un tempo era il chiostro del convento di Sant’Andrea, oggi ricostruito vicino a Porta Soprana, si trovi un cagnolino identico. Ohibò! La mortalità dei cani (e dei cani degli scultori assai affezionati) era dunque così alta? La spiegazione è assai più semplice : le raffigurazioni zoomorfe, antropomorfe e fitomorfe, specie se fantasiose e bizzarre, sono in motivo tipico dell’arte del XIII secolo. Nulla di strano, dunque, a trovar capitelli e peducci in forma di cagnolini e via dicendo».

«Mi direte…e perché te la prendi tanto? – prosegue Montanari -. Beh, uno dei motivi è che a forza di raccontare questa (falsa) storia, oggi il cagnolino sta morendo davvero, cancellato dalla mani dei cretini che lo accarezzano per dire “l’ho trovato!” o perché “porta bene”. Un danno, credo irreparabile, che la cattiva divulgazione di molti che si credono “dotti” o geni del marketing hanno e avranno sulla coscienza».

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