PNRR, Bucci: «I fondi a Genova? Arrivano perché qui c’è qualcuno che porta progetti intelligenti e fattibili»

Poi, un messaggio politico: «È questo quello che vogliamo fare oggi: non più le strumentalizzazioni politiche, ma lavorare tutti assieme per lo stesso obiettivo. È questo il futuro della nostra città, è il questo modo in cui noi guadagniamo la visibilità mondiale, ma soprattutto otteniamo i fatti, che sono quelli che contano»

Il convegno “Il PNRR e le opportunità per il territorio”. Stamattina, in collegamento con Laura Castelli, viceministro al Ministero dell’economia e delle finanze, e la partecipazione del presidente della Regione Giovanni Toti, il Comune di Genova presenta i propri progetti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dopo l’introduzione dell’assessore al Bilancio Pietro Piciocchi, il Sindaco ha illustrato la situazione.

«Parliamo di PNRR per dissipare, come si dice, le nuvole o qualunque dubbio che ci sia su quello che sta facendo Genova – ha detto Marco Bucci -. Noi parliamo di 800 milioni qui, ma abbiamo anche investimenti nel porto. In totale il PNRR oggi per Genova vale circa 2 miliardi. A questi dobbiamo aggiungere altri 4 miliardi che sono stati guadagnati (con i bandi statali n. d. r.), dico guadagnati perché qualcuno in televisione ieri diceva “in questo momento piovono soldi dal cielo”. Non è vero, non è così. I soldi sono disponibili per chi li sa cercare, per chi porta progetti intelligenti e fattibili e per chi ha la credibilità e si è guadagnato la credibilità perché le cose riesce a farle. Ecco, allora sì che arrivano i fondi, ma non arrivano se non esistono queste condizioni per cui Genova si è meritata in questi anni questi soldi. Non solo i 2 miliardo del PNRR, ma anche i quattro che sono arrivati. Ne aspettiamo altri due per due progetti importantissimi: la totale ecosostenibilità del porto di Genova e il cloud nazionale con potranno essere fatti qui da noi all’arrivo dei cavi che arriveranno qui a portando l’informazione Internet a tutto il mondo. Due progetti fondamentali di cui aspettiamo ancora approvazione. Ma abbiamo 6 miliardi da spendere su progetti definiti. Faccio un esempio: ci sono 170 milioni per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, ma sapete che invece tutto il tpl è finanziato da circa 900 milioni. Ne aspettiamo altri 200 per Erzelli. In totale ci sarà più di 1 miliardo per cui ci sono fondi PNRR, ma ci sono anche fondi nazionali, dello Stato, su cui noi abbiamo vinto i bandi e che quindi arriveranno assieme. Quindi come vedete la visione totale parla di 6 miliardi da spendere ora e 2 che dovranno arrivare per i progetti che ho detto. È una cifra enorme, mai successo questo per la città di Genova nella storia della città. E quello che io chiamo “Piano Marshall 2.0”, in effetti, è proprio questo: non soltanto dal punto di vista economico – addirittura i soldi che abbiamo adesso, le risorse, sono più di quello che era il piano Marshall negli anni ’50 – ma soprattutto per la missione e l’aspettativa. Cosa vuol dire “la missione” che noi abbiamo? Una missione particolare in questi anni perché i nostri nonni nostri e genitori, negli anni ’50, hanno ricostruito l’Italia che usciva martoriata e distrutta dalla guerra ed è arrivata ad essere alla sesta potenza mondiale. Ce l’hanno fatta, negli anni ’50 e gli anni ’60. Oggi noi abbiamo l’incarico di farlo nei prossimi anni attraverso queste risorse finanziarie. Dobbiamo portare Genova, la Liguria e l’Italia a prendersi ruolo che si meritano nel mondo. Questa è una visione molto globale, è una visione totale di quello che sarà lo sviluppo dei prossimi anni, nonostante le cattive notizie, vedi l’Ucraina, vedi tutte le altre cose che succedono oggi, dall’aumento del costo delle materie prime e dei prezzi delle risorse energetiche. Nonostante tutte queste cose noi dobbiamo vedere più in là in quella che è la visione della nostra città e la visione della nostra Italia, perché dobbiamo prenderci ruolo che ci meritiamo. Dobbiamo farlo non solo per noi, ma soprattutto per le future generazioni per i nostri figli questa è la missione che abbiamo. Oggi, quindi, la nostra amministrazione si candida a fare un lavoro di altissimo livello da questo punto di vista perché il tempo merita questo lavoro di altissimo livello, non si può denigrare. Ed è questo quello che noi vogliamo fare. E ricordiamoci che il fatto che sia siano ottenute, come dicevo prima, tutte queste risorse deriva dal fatto che abbiamo dei grandi progetti, abbiamo dei grandi progetti per il nuovo porto, abbiamo dei grandi progetti per le infrastrutture della nostra città, abbiamo dei grandi progetti per quello che riguarda la possibilità per le aziende di venire a lavorare qui da noi e di venire ad associarsi agli investimenti. Perché, vedete, quello che è successo negli anni ’50 e quello che è successo in ogni parte del mondo quando ci sono stati investimenti statali è che attorno agli investimenti statali c’è sempre stato un effetto di “1 su 4/1 su 5”, ovverosia: un euro investito in infrastruttura statale si porta dietro un volano, se siamo in grado ovviamente di attirarlo, di farlo funzionare, un volano di 3, 4, magari 5 euro di investimenti privati che arrivano attorno all’infrastruttura perché sfruttano la corrente e l’emozione e soprattutto la possibilità economica di far rendere l’investimento privato. Questo è il volano che vogliamo portare in giro. E allora, da 6 miliardi noi ne possiamo ottenere 20/25 qui a Genova perché sono gli investimenti di privati che si vengono ad associare all’infrastruttura che noi stiamo mettendo sul campo. Questo è veramente l’obiettivo di questo progetto. Io voglio solo ringraziare tutti quelli che so che ci hanno lavorato. Allora dico: avete fatto un ottimo lavoro fino adesso e ora c’è da tirarsi su le maniche per fare un altro grande lavoro. Quindi il mio augurio è quello di vedere tutti quanti che lavorano forte, lavorano duro. La città di Genova ha saputo dimostrare al mondo con il ponte, purtroppo partendo da una tragedia, cosa vuol dire lavorare tutti assieme. È questo quello che vogliamo fare oggi: non più le strumentalizzazioni politico, ma lavorare tutti assieme per lo stesso obiettivo. È questo il futuro della nostra città, è il questo modo in cui noi guadagniamo la visibilità mondiale, ma soprattutto otteniamo i fatti che sono quelli che contano. I fatti che sono quelli che permettono di avere una grande città dove tutti vengono a vivere, a lavorare e a trascorre il tempo libero. Questo è il nostro obiettivo. Al viceministro dico che sono molto contento che sia qui. Quando è arrivato qui il presidente del Consiglio Draghi ha portato ottime parole alla città e ha fatto vedere che la città può essere veramente un modello. Noi lo diciamo da parecchio, non perché vogliamo essere più bravi degli altri, ma perché abbiamo dimostrato che le cose riusciamo a farle. Questo è un modello di efficienza, è un modello di semplificazione, è un modello di persone che ci mettono la faccia, ovverosia di persone che si prendono un incarico e lo portano sino in fondo. Questo è quello che Genova ha dimostrato negli anni, nella storia, dai tempi della Repubblica di Genova abbiamo sempre fatto così. Noi abbiamo l’occasione oggi per continuare a fare così e continuare a crescere. Io auguro a tutti quelli che ci hanno lavorato e che continueranno a lavorarci, auguro soprattutto, ci tengo a dirlo, a tutte le persone nuove – voi sapete che il Comune di Genova ha assunto più di 700 persone, quasi 800 l’anno scorso, tutte le persone giovani che hanno ringiovanito completamente tutta la struttura dell’amministrazione comunale – a tutti i giovani e meno giovani che verranno a lavorare su questi progetti – e ne dovremmo assumere tantissimi – di prendersi lo spirito lo spirito, la passione e ovviamente la competenza di come abbiamo fatto fino a ora e dimostrare, venendo a lavorare da noi, che sono ancora più bravi di come noi siamo stati. Ecco questo è veramente l’obiettivo: costruiremo veramente una generazione, una società, una società civile nella nostra città che non sarà seconda nessuno».

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