Al Ducale appare il Manifesto de “La forma della Meraviglia”, la parte genovese della Mostra “Superbarocco”. Aprirà il 27 marzo

Inedita collaborazione delle Scuderie del Quirinale, le gallerie della Presidenza della Repubblica, con Palazzo Ducale e il Comune di Genova. La mostra romana aprirà il 26 marzo. L’assessore Grosso: «Un’emozione vedere il primo segno del progetto al quale tutti assieme abbiamo lavorato»

«Per tutti noi che abbiamo lavorato a questo importante progetto insieme alle Scuderie del Quirinale è un’emozione vedere il manifesto della mostra Superbarocco appeso oggi qui, a Palazzo Ducale, proprio dove tra qualche giorno aprirà l’esposizione genovese! – scrive Grosso sulla sua bacheca Facebook -. Quest’anno in città ci attende una programmazione culturale di assoluto rilievo, dall’arte antica a quella contemporanea a Villa Croce, oltre alla riapertura dei musei chiusi per ristrutturazione: Palazzo Rosso, Sant’Agostino e Chiossone. La Wolfsoniana sta già proponendo da qualche giorno un nuovo allestimento arricchito da opere della collezione Tacchini. Al Munizioniere del Ducale è aperta la straordinaria mostra dedicata a Monet. Ringrazio Palazzo Ducale e tutto il personale dell’Assessorato e dei Musei comunali per aver permesso alla città di guardare alla stagione che sta cominciando come a un grande momento per la Cultura e l’attrattività turistica di Genova».

Nel manifesto genovese è un quadro di Anton Van Dyck, il ritratto di Maddalena Cattaneo, oggi alla National Gallery of Arts di Washington. In quello della mostra romana (che il cui titolo gioca su “Superba” e “Barocco”), si vede il ritratti della madre, Elena Grimaldi Cattaneo. Nelle tre foto sotto si vede il ritratto di un altro figlio di Elena, Filippo. Tutti i ritratti sono di Van Dyck e tutti sono, ora, a Washington.

Quello di Elena Grimaldi Cattaneo (nata Grimaldi e poi andata in sposa a Giacomo Cattaneo) è considerato uno dei primi ritratti eseguiti da Van Dyck a Genova e ciò sia per ragioni stilistiche sia perché, come si diceva, i Cattaneo potrebbero essere una delle famiglie genovesi con la quale il pittore poteva aver avuto contatti già nelle Fiandre. Il quadro è quindi generalmente datato tra il 1623 e, al massimo, i primi mesi del 1624.

Probabile committente dell’opera fu il marito della dama effigiata, come lascia pensare tra l’altro la circostanza che il Van Dyck, presumibilmente nell’ambito della stessa commissione, realizzò anche i ritratti dei due figli bambini di Elena Grimaldi Cattaneo (Maddalena e Filippo) che erano collocati ai lati della tela ritraente la donna.

Il dipinto rimase in possesso della famiglia Cattaneo sino al 1906 quando fu collocato sul mercato antiquario lasciando così l’Italia. Dopo vari passaggi di proprietà l’opera fu infine donata, nel 1942, al Museo di Washington sua sede attuale.

Curatori delle due mostre: Jonathan Bober della National Gallery of Art di Washington, Piero Boccardo e Franco Boggero.

NB: la mostra non aprirà il 17, come erroneamente scritto in precedenza (errore dettato dalla lettura della foto del manifesto dove – nella foto – il numero appare poco leggibile) ma il 27 di marzo. Ce ne scusiamo con i lettori.

Con Progetto Superbarocco, nel 2022 Genova celebra uno dei periodi di maggiore splendore della sua storia, quando tra Sei e Settecento la Repubblica raggiunse l’apice della sua potenza e conobbe un momento di singolare vivacità non soltanto come potenza economica e finanziaria, ma anche come capitale culturale e artistica.  Progetto Superbarocco offre al visitatore appassionato d’arte e cultura due grandi appuntamenti: la mostra “La forma della Meraviglia”, a Palazzo Ducale, e la rassegna di mostre diffuse in tutta la città “I Protagonisti. Capolavori a Genova 1600 – 1750”. Il tutto, in sintonia con la grande mostra delle Scuderie del Quirinale a Roma, uno straordinario omaggio a Genova e alla sua stagione più splendente. La forma della meraviglia – Capolavori a Genova tra 1600 e 1750 racconta del momento eccezionale in cui Genova si arricchiva di opere di sorprendente qualità, realizzate da celebri artisti stranieri come Rubens, Van Dyck e Puget, e da brillanti talenti locali come Bernardo Strozzi, Valerio Castello, Gregorio De Ferrari. Attraverso una selezione rigorosa di una o due opere particolarmente emblematiche per ogni artista, si seguono passo passo le tappe di un percorso che, partendo dal ruolo chiave svolto all’inizio del Seicento da Giovan Battista Paggi, si chiude a metà Settecento con l’esperienza visionaria di Alessandro Magnasco. La rassegna I Protagonisti. Capolavori a Genova 1600 – 1750 si connette idealmente all’esposizione romana e a La Forma della Meraviglia per celebrare insieme, in contemporanea, questa straordinaria stagione artistica proprio attraverso i suoi protagonisti, artisti di fama e successo anche sulla scena nazionale e internazionale, capaci di realizzazioni meravigliose in pittura, scultura, nella coinvolgente grande dimensione dell’affresco e in quella piccola, preziosa, del disegno, del tessuto, della maiolica. Le sedi e gli artisti “Protagonisti”: 

  • Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, dove verranno presentate tele inedite e nuovi restauri di Orazio De Ferrari
  • Musei di Strada Nuova con le esposizioni dedicate ai pittori Gioacchino Assereto e Gregorio De Ferrari, quest’ultima ricca anche di bellissimi progetti su carta dell’artista, di grande raffinatezza; e con la mostra Superbe Maioliche, ricostruzione di imbandite tavole barocche
  • Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola con le bellissime tele di Giovan Battista Castiglione il Grechetto
  • Museo Diocesano, dove Adorna d’oro, d’argento e di seta racconta il lusso e la sontuosità dei tessuti del Seicento genovese
  • Museo di Palazzo Reale, dove è protagonista la scultura di Filippo Parodi nello spazio della dimora barocca
  • Palazzo Nicolosio Lomellino, dove la statuaria diventa arredo da giardino, con le sculture marmoree di Domenico Parodi
  • Palazzo Tobia Pallavicino, con Lorenzo De Ferrari e la splendida Galleria Dorata, di cui vengono presentati anche i disegni
  • Palazzo Andrea Pitto (già Cambiaso Centurione ), dove l’attenzione è concentrata su Bartolomeo Guidobono
  • l’Albergo dei Poveri, nella cui chiesa, sull’altare maggiore, s’innanza a gloria eterna la splendida Vergine in marmo scolpita da Pierre Puget
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