Bimba di 8 anni prima profuga ucraina in una scuola genovese, a Voltri. La madre, infermiera, torna in patria

Oggi il bombardamento del reparto pediatrico dell’ospedale di Mariupol. Tra le vittime ci sarebbero anche partorienti. Intanto, in Liguria, sono 474 i cittadini ucraini che fino a oggi hanno ricevuto assistenza medica e effettuato tamponi nelle strutture dedicate della nostra Regione

La mamma la ha portata in salvo, accompagnandola fino a Genova, ma ora deve, vuole, tornare in Ucraina. Fa l’infermiera e non se la sente di abbandonare il suo Paese in un momento in cui chi fa il suo lavoro è essenziale. Proprio oggi a Mariupol i colpi di mortaio hanno colpito, durante il cessate il fuoco, il reparto pediatrico di un ospedale ed è stata strage di donne e bambini. Tra le ricoverate alcune erano in travaglio.
La mamma della piccola di 8 anni tornerà indietro, con la morte nel cuore, dopo averla affidata a un istituto gestito da suore a Voltri. Lì la bimba frequenterà anche la scuola.

Intanto, fa sapere la Regione, gli ambulatori di prima accoglienza prevedono l’esecuzione di valutazioni clinico-sanitarie, compreso un eventuale sostegno psicologico, una eventuale presa in carico specialistica e l’attivazione delle opportune misure sanitarie in caso di riscontro di malattia infettiva.
Negli ambulatori si potrà effettuare lo screening TBC e l’anamnesi vaccinale, oltre a ricevere la vaccinazione anti-Covid e le vaccinazioni di routine previste dal Piano nazionale prevenzione vaccinale per i minori di 18 anni e quelle previste come prioritarie per i maggiorenni.
Potrà essere attivata la presenza di mediatori linguistico-culturali per di facilitare l’accesso alle vaccinazioni.
«Regione Liguria si è attivata fin da subito per mettere in campo tutti gli strumenti e le risorse necessarie per fronte a questa emergenza umanitaria – commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -, sia dal punto di vista più strettamente sanitario che sul fronte dell’accoglienza. Gli ambulatori di prima accoglienza, oltre all’esecuzione di tamponi e alla possibilità di somministrare vaccini anti Covid, potranno fornire un importante sostegno psicologico e, nel caso fosse necessario, una presa in carico sanitaria specialistica a seguito delle prime valutazioni mediche. Dal punto di vista dell’accoglienza, la Protezione civile regionale, attiva fin da subito, resta in costante contatto con il Dipartimento Nazionale e con la Prefettura».

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