Bucci: «Non mi dimetto da commissario. Non c’è incompatibilità
Il primo cittadino, che si ripresenterà alle Comunali «Lo sono adesso, non vedo perché non potrei esserlo domani. Ho una lettera del ministero e un parere dell’Avvocatura dello Stato. Non lascerò mai sia per principio sia per etica»

Marco Bucci non lascerà l’incarico di commissario straordinario alla Ricostruzione del ponte che si estende ora al miglioramento delle infrastrutture e della portualità. Il Sindaco è irremovibile e risponde con decisione sia a quanto detto dal candidato di centrosinistra e M5S Ariel dello Strologo sia alle perplessità di alcuni partiti di maggioranza che temono lo stop a colpi di carta bollata per il primo cittadino uscente.
Per Bucci tutta la differenza sta tra commissario prefettizio alla gestione di un Comune (viene incaricato, ad esempio, quando un’amministrazione viene congelata per mafia o quando il sindaco viene arrestato, come a Genova avvenne per il sindaco Claudio Burlando ai tempi delle Colombiane, poi risultato estraneo ai fatti che gli erano stati contestati perché è stato stabilito che fossero mai stati commessi) e commissario straordinario, ad esempio a seguito di calamità naturali per la gestione sia dell’emergenza sia dei fondi per riparare ai problemi portati da un’alluvione, un terremoto o una mareggiata. «Anche Toti lo era quando è stato eletto – dice il Sindaco – e non ci sono stati problemi».
Marco Bucci dice di non temere il congelamento della sua candidatura: «ho una lettera del Ministro e un parere dell’Avvocatura dello Stato che dice che non è vero che esista incompatibilità». Poi aggiunge che se di incompatibilità si dovesse trattare (nel caso del commissario prefettizio e non straordinario) sarebbe questione non di incandidabilità, ma di ineleggibilità. «Quindi mi posso candidare – dice -. Se poi, alla fine, se vinco qualcuno tentare di dire “era ineleggibile”, Vediamo se qualcuno lo dirà. Sta di fatto che è molto meglio vincere coi voti dei cittadini piuttosto che per cavilli burocratici». Spiega, poi, che sono «sono tantissimi di questi casi (quelli di elezione di commissari straordinari n. d. r.) e comunque se io sono commissario e sindaco adesso non vedo perché non posso esserlo domani: La cosa è proprio inaccettabile».
«Ho letto, poi, che qualcuno dice che io farei lo scherzetto e darei le dimissioni – prosegue il Primo cittadino – Io non darò mai le dimissioni da un un lavoro che la città mi chiede di fare, che il governo di fare. Le darò soltanto se sarò malato o se ci sarà proprio l’impossibilità tecnica e pratica».


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