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Bucci: «Genova interrompe qualsiasi rapporto con Mosca fino alla fine della guerra». Stop anche al prestito di opere al Museo Statale

Il sindaco Marco Bucci: «La decisione sarà formalizzata domani in giunta. Interromperemo qualunque rapporto». Stop, quindi, anche al prestito dei capolavori genovesi al Museo Statale di Mosca per una mostra in preparazione nella capitale russa, oltre ai molti altri progetti di collaborazione in tutti i campi. L’onda social del mugugno travolge il Teatro Govi per la coda delle polemiche più che giustificate per l’annullamento, da parte dell’Università Bicocca di Milano di un corso su Dostoevskij, puro evento culturale e didattico poi ripristinato. Ma l’evento nella struttura di Bolzaneto presumeva il coinvolgimento del consolato russo, espressione diretta del governo che sta bombardando i civili ucraini e sta mandando a morire in un aggressione dissennata i propri figli


ICOM* Ukraine, ICOMOS** Ukraine e Blue Shield*** Ukraine hanno scritto un documento per chiedere
a ICOMOS e UNESCO di:
– cambiare il Paese ospitante della 45ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale

a ICOMOS, ICOM, UNESCO, BSI, musei e altre istituzioni culturali di:
– fermare i progetti comuni con i musei statali russi, in primis l’Ermitage statale, e altre organizzazioni russe che sostengono, anche con le loro azioni, la politica statale della Russia sui territori occupati e portano ancora nei vostri paesi la cultura e una narrazione storica imperiale della Federazione Russa.

*ICOM, International Council of Museums, è la principale organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i musei e i suoi professionisti. 
**ICOMOS, il Consiglio internazionale per i monumenti e i siti è una organizzazione internazionale non governativa che ha principalmente lo scopo di promuovere la teoria, la metodologia e le tecnologie applicate alla conservazione, alla protezione e alla valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse culturale.
***BLUE SHIELD è un’organizzazione internazionale fondata nel 1996 per proteggere il patrimonio culturale mondiale da minacce come conflitti armati e disastri naturali.

Qui il link alla pagina ICOM ITALIA dove sono scritte le richieste accolte dalla decisione del Sindaco.


Tutto è cominciato con le polemiche sulla decisione dell’Università Bicocca di stoppare un ciclo di lezioni su Dostoevskij dal titolo “La grande Russia portatile. Viaggio sentimentale nel paese degli zar, dei soviet, dei nuovi ricchi e nella più bella letteratura del mondo”. Lo scrittore Paolo Nori lo ha denunciato in un video dopo aver ricevuto una mail dall’istituzione: «Caro professore, stamattina il prorettore alla didattica mi ha comunicato la decisione presa con la rettrice dì rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è quello dì evitare ogni forma dì polemica soprattutto interna in quanto momento dì forte tensione», c’era scritto. Dalla denuncia di Nori è partita l’ondata di sdegno per la soppressione di un evento formativo legato alla letteratura abolito per una forma di “paraculismo” estremo ed è stato ripristinato a seguito della valanga di critiche ricevute.

Sull’onda di questo, è partito l’attacco alla decisione del Teatro Govi di annullare (ne abbiamo dato notizia sabato) il Festival Internazionale di Musica e Letteratura Russa. Non perché il tema sia scomodo ma perché tra gli organizzatori c’è il consolato russo, diretta e formale espressione e rappresentanza del governo Putin in Italia.

«L’evento è stato annullato, con l’avvallo del Municipio 5 Valpolcevera, come presa di posizione in quanto tra gli organizzatori spicca il Consolato Russo, ed è contro ciò che esso rappresenta politicamente che va la nostra iniziativa, non certo verso gli artisti che si sono dimostrati comprensivi nei nostri confronti e che speriamo di poter ospitare appena la situazione dovesse migliorare – spiegano al Teatro Govi -. Un evento che noi tutti avevamo accolto con grande entusiasmo e a cui tenevamo davvero tanto. Ci sentiamo però in dovere di rinunciare per affermare a gran voce la nostra posizione: Il Teatro Govi è un luogo di cultura, pace e speranza che non vuole aprirsi a chi preferisce le bombe alle parole. Siamo consapevoli che essere di nazionalità russa non significhi automaticamente essere guerrafondai e siamo consapevoli che in una guerra a soffrire siano i popoli di tutte le fazioni coinvolte, ma in questo terribile clima mondiale preferiamo prendere una posizione netta, nella speranza che si ritorni alla Pace nel più breve tempo possibile».

C’è, poi, anche la collaborazione dell’Amministrazione comunale per la realizzazione di una mostra di capolavori genovesi presso il Museo Statale di Mosca, curata dal moscovita Andrey Bliznyukov, storico dell’arte che studiato tra le università di Mosca e di Firenze ed è Membro del consiglio direttivo dell’Associazione culturale Italia Russia di Firenze. La decisione del sindaco Marco Bucci congela anche questo progetto insieme alle molte altre collaborazioni tra la città e il paese governato da Vladimir Putin: «Con Mosca interrompiamo i rapporti sino alla fine della guerra – dichiara il Primo cittadino -. Qualunque rapporto. Domani in Giunta lo formalizzeremo».

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