Frana sulla SS35, appello di cittadini e commercianti: «Due settimane e nulla si muove»
Stefano Molinari, che in zona fa il macellaio e vive con la famiglia: «A due settimane dalla frana sulla statale dei Giovi, tra Ronco Scrivia e Borgo Fornari, non abbiamo ricevuto chiarimenti né, tantomeno, un programma di interventi. Intanto le nostre aziende hanno subito un calo anche del 70% e chi ha dipendenti non sa più come fare. La situazione si sovrappone alla crisi Covid»


«A ormai due settimane dall’ennesima frana e conseguente chiusura del tratto tra Ronco Scrivia e Borgo Fornari, non abbiamo ricevuto né chiarimenti né programmi di interventi – dice Stefano Molinari, residente di Borgo Fornari e titolare di una macelleria -. La situazione, sia per la cittadinanza che per le attività è ormai insostenibile. Come se non bastasse, grazie alle nuove norme per la limitazione del diffondersi della peste suina, si è precluso anche il passaggio pedonale tra le due località, in quanto l’unica strada asfaltata di collegamento è quella interessata dalla frana. Parlo a titolo personale, in qualità di cittadino e titolare di una piccolissima impresa interessata direttamente. Il disservizio e il calo del fatturato è notevole (in alcuni casi fino al 70% in meno) e si va a sommare ai fattori contingenti legati a covid e aumento materie prime. Non so quanto le nostre attività potranno continuare a reggere, in particolare quelle con dipendenti! L’aspetto più avvilente di questa situazione è il senso di abbandono e di impotenza di fronte a un intervento di ripristino che al momento non pare nemmeno preso in considerazione. Unico segnale in due settimane: tratto autostradale gratuito! Un po’ pochino per poter salvaguardare le nostre attività. Non so di chi sia la responsabilità e non sono assolutamente un tecnico, come la maggior parte dei miei concittadini, però tutti noi abbiamo gli occhi e, in questi mesi, dopo l’ultima riapertura della strada, non abbiamo notato interventi significativi, atti a evitare la nuova frana inesorabilmente annunciata. Non chiediamo molto, solo sapere se e quando la strada sarà riaperta e la tempistica dei lavori di ripristino. Abbiamo attività e famiglie, non possiamo continuare a vivere nell’incertezza! La mia non è un’accusa nei confronti di alcuno, solamente una richiesta di aiuto, di modo che chi di competenza si faccia sentire, magari battendo qualche pugno sui tavoli che contano, perché purtroppo se non si urla mi pare di capire che non si venga ascoltati».


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