Corvo pasticcione: dietro alla bufala del comunicato (mai inviato) tutti i veleni interni a Tursi

Nel mirino della consigliera Dem Cristina Lodi, come ormai molto di frequente accade negli ultimi tempi, l’assessore Barbara Grosso, accusata di aver inviato un comunicato stampa invece di rispondere alla sua interrogazione in Consiglio. Solo che il comunicato ai giornali non è mai arrivato, semplicemente perché non è mai partito. Era pronto per essere mandato se il “question time” fosse arrivato al punto 10 dell’elenco, dopo la risposta in aula. Ma le interrogazioni a risposta immediata che precedevano hanno impegnato troppo tempo e la discussione si è fermata al numero 9. Chi ha passato alla Lodi il comunicato mai mandato? Comunque sia arrivato nelle mani della consigliera di opposizione, certamente è partito da qualcuno che sta all’interno della macchina comunale: un politico o un qualsivoglia personaggio dell’entourage. Tanto maldestro da essersi scoperto. È ormai certo quel che prima si sospettava solamente e cioè che ci sia un corvo pronto a fornire alla Lodi, ad altri consiglieri di minoranza come ad alcuni media quel che potrebbe nuocere a Bucci. Un altro pezzo dei veleni di Palazzo Tursi che ormai sono il segreto di Pulcinella

In gergo giornalistico “corvo” significa “vile e subdolo propalatore (divulgatore inopportuno, scorretto, indiscreto), rigorosamente anonimo, di segreti e maldicenze – vere o inventate  – con modalità diffamatorie e ostili, al fine di far fallire un’impresa alla quale lo stesso corvo partecipa, risultandone così un traditore.

Ma andiamo per gradi. Cristina Lodi ha proposto ieri l’ennesima interrogazione diretta all’assessore Barbara Grosso. Va così: spesso i consiglieri comunali di maggioranza o minoranza non distribuiscono interrogazioni in maniera equa alla giunta, ma prendono di mira principalmente alcuni assessori. A volte a ragion veduta, perché hanno specifiche competenze su certi settori (e magari la cifra della politica fosse sempre la competenza), altre volte perché hanno in odio umano, prima che politico, questo o quell’amministratore, altre volte ancora perché riescono ad avere informazioni di prima mano – anche se non necessariamente corrette – sull’operato del medesimo e non su quello di altri.

Grosso ieri era occupata in impegni istituzionali all’esterno del consiglio e aveva delegato un collega, il vice sindaco Massimo Nicolò, a rispondere. L’interpellanza di Lodi era al decimo punto della lista delle interrogazioni a risposta immediata. A volte ci si arriva, altre volte no. Dipende da quanto tempo impiegano gli altri colleghi a esporre le loro interrogazioni, da quanto tempo ci mette di turno l’assessore a rispondere, da quanto altro tempo impegna il consigliere per la replica. Ci sono consiglieri verbosissimi, altri molto sintetici e argomenti complessi e altri piuttosto semplici. Poi, non si può negare che la risposta non scritta, ma in diretta streaming, consenta anche di far sapere ai cittadini la propria attività e che ci sia chi trasforma l’occasione in spot elettorale. Accade che consiglieri di maggioranza facciano interrogazioni per dare la possibilità ai propri assessori di rispondere in pubblico o che in consiglio arrivino interrogazioni che non c’entrano nulla con l’attività dell’amministrazione comunale e del Comune. Ma ne parleremo dopo.

Di fatto, le risposte alle domande all’ordine del giorno degli “articoli 54” (si chiamano così le interrogazioni a risposta immediata) ieri si sono fermate alla numero 9, più in alto di altri consigli, e fuori ne sono rimaste ben 7. Quando l’interpellanza non viene discussa, il consigliere può scegliere tra la risposta scritta e la ricalendarizzazione nel consiglio successivo. Accade a ogni consiglio. La discussione può arrivare anche alla numero 11 o 12, difficilmente oltre. Ma alla 10 ci arriva spesso.

Improvvisamente, però, ieri sera è arrivata nelle mail dei media un comunicato da parte di Lodi che contesta un comunicato che, però, Grosso e il Comune non hanno mai inviato. Scrive, tra le altre cose:


Se in Sala rossa non è giunto nessun chiarimento da parte della giunta su una questione di vitale importanza per molti cittadini, nelle mail dei giornalisti è però arrivato un comunicato stampa in cui l’assessore comunale alle Politiche per l’Istruzione dichiara di rispondere alla consigliera comunale del PD. Questo atteggiamento è imbarazzante e vergognoso.


L’imbarazzo c’è, ma per motivi assai diversi. Il cronista cerca di capire, perché alla sua mail non è arrivato nessun comunicato dell’Amministrazione in proposito. Guarda nella casella spam, sente altri colleghi (nemmeno loro hanno ricevuto nulla), sente il responsabile dell’ufficio stampa, il portavoce del Sindaco, Federico Casabella: la mail dell’assessore non è mai arrivata, semplicemente perché non è mai partita. La cosa poteva finire così, con una risata del cronista sulla gaffe dell’auto candidata sindaco per il centro sinistra, magari con qualche accusa di mentire da parte della maggioranza alla consigliera di opposizione. Ma il cronista è curioso per mestiere a quel punto chiama l’assessore Grosso e scopre che un comunicato era stato preparato, sì, ma da inviare dopo la discussione in Consiglio, in previsione di un comunicato della consigliera di opposizione che avrebbe esposto le sue ragioni. La cosa strana è che la risposta di Lodi è scritta come se quel comunicato lo avesse proprio letto. Non pensando affatto che Lodi sia visionaria né che legga le risposte della giunta nella palla di vetro, il cronista chiama il consigliere Pd, la quale afferma di aver ricevuto il comunicato dal genitore di un bimbo disabile (il tema dell’interrogazione era, appunto, quello dei bimbi disabili nelle scuole), notoriamente vicino a Lodi e al consigliere Pd regionale Pippo Rossetti. Quest’ultimo ha manifestato in piazza davanti alla Regione col papà davanti alla sede della Regione portandone l’appello nell’assemblea legislativa regionale. Quel papà a sua volta dice a Lodi di averlo ricevuto dalla ex assessore leghista a Scuola e Servizi Sociali dei primi anni della giunta Bucci, Francesca Fassio, ormai responsabile della Curia per quanto riguarda i minori disabili. Almeno, è questo che riferisce Lodi. Se è vero, chi glielo ha passato? E, se non è vero, che giro ha fatto il comunicato-non comunicato? Nel frattempo il cronista si fa mandare da Lodi il testo del comunicato mai inviato che lei ha ricevuto e lo spedisce a Grosso che lo riconosce come quello preparato e mai diffuso.

Comunque sia arrivato a Lodi, il comunicato è partito da Tursi, non dall’assessore Grosso, ma da qualcuno di molto superficiale che ha ritenuto di farlo girare. Possibile che questo sia avvenuto perché, in realtà, al tema posto (che riguarda la Asl e non il Comune e che è comune a tutta Italia, lo tratteremo in un articolo a parte) non è stata trovata una soluzione immediata (che però, come vedremo, è vicinissima grazie agli ultimi sviluppi odierni).

Una volta la politica era un’altra cosa: non che certe cose non si facessero, ma si facevano con più stile, meno raffazzonate, meno superficiali. Anche per fare il corvo bisogna essere capaci.

Nel frattempo, alcuni media hanno pubblicato il comunicato di Lodi senza cercare la replica di Grosso e senza nemmeno accorgersi che nella mail non avevano alcun comunicato dell’amministrazione comunale. È la stampa 2.0, bellezza.

Certo, poi Lodi non si è preoccupata di verificare la fonte (un genitore che, tra l’altro, non è dirigente di alcuna associazione non è certo quel che si può considerare la fonte ufficiale di un comunicato della civica amministrazione). Anche per fare opposizione “no limits” serve un pizzico di prudenza e avvedutezza se non si vogliono fare figure come questa. Elementare, Watson: non ci vuole un genio di investigatore a capire che qualcuno, dall’interno, fa filtrare le cose e nemmeno corrette. Guardacaso proprio tanto spesso su questioni di competenza della Grosso. Chi può essere? Non è affatto detto che sia qualcuno dell’ufficio stampa. Certo è che nel recente passato molti comunicati sono usciti senza i nomi di alcuni assessori ma solo l’ambito di competenza, certi altri con la citazione di certi assessori di competenza marginale e senza quelli di competenza specifica. Gli errori sono sempre a favore di alcuni e a sfavore di altri. Si è chiacchierato di frequenti incursioni di certi assessori nell’ufficio Comunicazione, ad esempio, ma certo questo non costituisce più di un semplice sospetto. E un sospetto non vale una prova. Comunque, al fenomeno è stato recentemente messo un freno. Certo, tutta la questione è una circostanza innaturale a cui Bucci dovrebbe comunque mettere definitivamente fine, se non altro per eliminare il sospetto.

La situazione in giunta è questa: tra diversi assessori, non solo donne, si stanno sprecando le scortesie, i confronti aspri, i dispettucci, le maldicenze che colpiscono persino il Sindaco e senza nemmeno troppa attenzione a spargerle in giro in modo che non venga a saperle. Proprio per l'”ambiente” tra assessori, e non certo per Marco Bucci (anche se c’è chi lo va raccontando sempre nell’ambito della campagna di costruzione di una realtà parallela con cui avvelenare il clima) sono in diversi a dire in camera caritatis che alla fine del mandato non saranno più della squadra anche se glielo chiedessero. Può il corvo essere un tassello di questa guerriglia interna sotto traccia che rischia di nuocere parecchio alla causa comune della coalizione? Possibile. Il centrodestra ha imparato molto presto dalla sinistra uno degli atteggiamenti che lo hanno portato alla sconfitta nel 2017: le divisioni interne e i veleni incrociati. Ma questa è un’altra storia. Il fatto rilevante in tutto questo “pasticciaccio brutto de via Garibaldi“, un po’ tragedia della qualità della politica, un po’ (sic) operetta, è che esiste indubitabilmente un disegno interno che prende di mira alcuni assessori e costruisce attorno a Bucci a volte il personaggio di uomo iracondo senza alcun criterio (certo, coi suoi “u cria”, ma tante volte ha ragione ed è decisamente più diplomatico di quanto sembri), altre volte quello di un uomo malato e allo stremo delle forze che potrebbe non ricandidarsi, circostanza da lui smentita. Sono state messe in giro, con nome e cognome, persino voci di un altro candidato sindaco e di un candidato vice sindaco. È ormai evidente che Bucci, prima che all’opposizione deve guardarsi dai veleni della sua maggioranza, non necessariamente riferibili a partiti, ma a gruppi interni a questi o a singoli soggetti, anche in alleanza tra di loro.

Di certo, ora, si sa che il “corvo” è una realtà, anche se della sua esistenza si aveva già avuto il sospetto per certe informazioni arrivate ad alcune testate a danno sempre degli stessi assessori quando, addirittura, non addirittura contro Bucci e persino contro Giovanni Toti. Genova è piccola e i nomi di chi dice le cose in camera caritatis quasi mai restano un segreto. Intrighi da basso impero, veleni e campagna elettorale no limits (e spesso senza criterio) a destra e a sinistra restituiscono la situazione della scena politica genovese.

Intanto, ieri sera, Lodi è stata da noi informata che il comunicato non è mai partito e che quindi aveva scritto sul nulla, commentandolo duramente. «Apprendo che il comunicato non è stato mai mandato e chiederò spiegazioni a Federico Bertorello (il presidente leghista del consiglio comunale n. d. r.) – dice la consigliera Dem -. Proprio lui mi ha detto che la mia interrogazione sarebbe stata messa in basso nella lista per richiesta dell’assessore Grosso. Anche su questo voglio delle risposte». A parte che se si vuole “imboscare” un’interrogazione non la si mette al punto 10 (dove si rischia di discuterla) ma molto più in basso, a parte che il vice sindaco Nicolò era in possesso e pronto a leggere la risposta da leggere al posto di Grosso (impegnata per la grande mostra sul Barocco che si terrà tra qualche mese), l’assessora ha chiamato Bertorello, per verificare la circostanza riferita da Lodi e lui ha negato. Questi i fatti. Non siamo in grado di individuare quale sia la verità.

Questa la replica ufficiale dell’assessore Grosso a Lodi


Alla fantasiosa nota stampa diramata ieri dalla consigliera Lodi, rispondo con alcune precisazioni. Come la consigliera sa (o dovrebbe sapere) l’ordine di discussione degli articoli 54 viene stabilito dal presidente del Consiglio comunale e non certo dagli assessori deputati a rispondere alle interrogazioni. Appare dunque “originale” l’affermazione di Cristina Lodi, secondo la quale mi sarei deliberatamente sottratta alla discussione e, anziché rispondere in aula consiliare al quesito sui certificati 104 per l’accesso ai servizi 0/6 dei bambini meno abili, avrei preferito farlo attraverso un fantomatico comunicato stampa, in realtà mai inviato e che esiste solo nella realtà parallela in cui si muove la consigliera Lodi. Non stupiscono, ormai, gli attacchi gratuiti sferrati a ciclo continuo dalla consigliera del PD che, evidentemente a corto di argomenti, cerca di ritagliarsi una fetta di visibilità pre elettorale. Per quanto mi riguarda, preferisco impiegare tempo ed energie lavorando per la città


Questa brutta vicenda è un gioco di specchi dove tutto cerca di apparire diverso da quello che è. Ma emerge comunque la “trama” e, al di là di destra e sinistra, e non è un bel film. Il titolo? Il potere logora chi non ce l’ha (o chi tenta di averne di più). Particolarmente squallido, poi, che tutto si giochi sul problema di bimbi disabili, a testimonianza che ormai non c’è limite.

Sotto: articolo in cui si parla del problema specifico con l’intervista al direttore generale della Asl3, Luigi Carlo Bottaro

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: