Oggi è il blue monday, il giorno più triste dell’anno. Pseudoscienza e uso pubblicitario di un’invenzione recente

a man and woman sitting on the wheelchair

Secondo questa teoria, nel blue monday le persone si sentono maggiormente depresse perché inconsciamente il cervello realizza che sono finite le festività natalizie e che i mesi successivi saranno caratterizzati dalla quasi totale assenza di giorni festivi. Il blue monday del secondo anno di Covid, con i divieti imposti per l’avanzare della peste suina, la situazione psicologica rischia di peggiorare. Siete d’accordo?

a man and woman sitting on the wheelchair

Il termine inglese blue monday (“lunedì triste”) indica un particolare giorno dell’anno, solitamente il terzo lunedì del mese di gennaio, ritenuto essere il giorno dell’anno più triste per gli abitanti dell’emisfero boreale. Il concetto è stato originariamente reso pubblico nel 2005 all’interno di un comunicato stampa del canale televisivo britannico Sky Travel, in cui si affermava di avere calcolato la data utilizzando un’equazione. L’intera idea rientra nell’ambito della pseudoscienza, e l’equazione che ne è alla base viene ritenuta priva di alcun fondamento.

L’individuazione di questa data viene attribuita a Cliff Arnall, psicologo presso l’Università di Cardiff. In un articolo apparso su The Guardian, il medico e divulgatore britannico Ben Goldacre riportò che il comunicato stampa venne sottoposto sostanzialmente in forma già scritta a diversi accademici dall’agenzia Porter Novelli, la quale offrì loro del denaro per farne assumere la paternità. Successivamente lo stesso giornale pubblicò un comunicato con il quale l’Università di Cardiff prendeva le distanze da Arnall.

Secondo lo studioso gallese, il blue monday è il giorno in cui i pensieri suicidi si fanno più concreti e molte persone decidono di farla finita proprio la terza settimana di gennaio. Il lunedì è comunque sempre una brutta giornata: il week end è terminato e ricomincia un’altra settimana lavorativa. Studi precedenti hanno accertato che la maggior parte delle persone perde almeno un’ora di sonno la notte di domenica, pensando che il giorno dopo deve tornare a lavorare. La notte in cui si dorme meglio, invece, è quella del venerdì, perché il week-end è alle porte. Non bisogna però abbandonarsi fatalisticamente alla disperazione. La soluzione, secondo il professor Arnall, c’è e consiste nel farla finita con un atteggiamento da eterni scontenti. «È noioso e voi risultate noiosi. Focalizzatevi – consiglia Arnall – sulle cose positive: smettetela di vedere le persone con cui non vi trovate bene, cominciate a dire di no alle richieste assurde e fate del volontariato».

La data viene generalmente fatta coincidere con il terzo lunedì del mese di gennaio, che cade tra il 15 e il 21 del mese, ma può anche ricadere sul secondo o quarto lunedì dello stesso mese oppure durante l’ultima settimana.

In seguito il concetto è stato ripetutamente riutilizzato da altre compagnie per scopi pubblicitari (ad esempio per la spingere all’acquisto di viaggi e vacanze “scacciacrisi”), oltre al tentativo di applicarlo alle tendenze dei messaggi nei social media. Alcuni esperti legali lo hanno definito il “lunedì del divorzio” (divorce monday), notando che durante il mese di gennaio viene intrapreso il maggior numero di procedimenti per il divorzio rispetto agli altri mesi dell’anno.

Si scopre, alla fine, che è la solita bufalona pubblicitaria per spingere al consumo consolatorio (di viaggi, nella fattispecie). Un po’ come San Valentino per vendere i noti cioccolatini con la frase contenuta nell’incarti argentato con le stelline blu o la festa della mamma per spacciare rose. Un po’ è vero che quando si realizza la fine delle feste non fa piacere, ma, certamente non in una giornata di sole come questa.

Arnall ha affermato anche, in un comunicato stampa commissionato dall’azienda produttrice di gelati Wall’s, di avere calcolato il giorno più felice dell’anno. Questa data tende a ricadere vicino al solstizio d’estate nell’emisfero nord. Tra i parametri considerati da Arnall figurano l’attività all’aperto, la natura, l’interazione sociale, i ricordi legati alle estati precedenti, la temperatura e l’attesa delle vacanze. E via di business.

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