Maxi multa e sequestro della moto allo youtuber genovese che si vanta di non rispettare il Codice della strada

Matteo Canepa ha su Instagram più di 17mila iscritti, mentre su youtube ne ha addirittura 151 mila: guadagna dalle visualizzazioni e dai prodotti che sponsorizza sui suoi canali. Nei suoi video si vede una compilation di comportamenti scorretti e pericolosi a bordo di moto e auto. A lungo si è vantato di non essere mai stato pizzicato o, anche se fermato, di riuscire a evitare le sanzioni. Il 1º gennaio, però, un agente di Polizia locale lo ha fermato, non ha sentito ragioni e lo ha sanzionato per 430 euro più multe varie e gli ha sequestrato la moto per 60 giorni

Nel solo video di presentazione sul canale youtube passa una doppia linea continua in via Merano, fa il pelo a una donna anziana sull’attraversamento pedonale a Voltri non rallentando, sorpassa sulla destra, supera continuamente la doppia linea continua, stacca le mani dal manubrio gesticolando per accompagnare quanto dice nelle immagini.

Nei vari video contenuti nel canale si vedono impennate sul Fasce a 109 km/h, gente che va senza casco (sempre sul Fasce) guidando la sua moto e con lui come passeggero, transiti sui marciapiedi, tachimetri che superano di gran lunga i limiti imposti dal codice della strada.

In un video terrorizza la madre guidando l’auto a velocità che lei stessa ritiene eccessiva, in un altro impenna con la moto con una ragazza a bordo, in altri ancora convince un amico col 125 a entrare in autostrada e istiga gli amici a impennare di notte su una strada urbana e passa accanto a un’auto in marcia a forte velocità e spacca lo specchietto del veicolo che affianca, per poi scappare a tutta birra.

I suoi video e le sue foto sono tutti tesi a celebrare le regole di sicurezza non rispettate da lui e dagli amici. È così che guadagna con le visualizzazioni, ponendosi come uno dei leader web della compagine di adolescenti e post adolescenti che “si ribellano al sistema” non rispettando il codice della strada, mettendo in pericolo se stessi e gli altri. Su Instagram si vedono immagini di impennate sul Faiallo. In diversi video gli amici, scherzando, sottolineano che la sua moto non è a norma (per loro è un vanto).

In altro video viene fermato da un’agente della Polizia locale a velocità non consentita in tratti urbani. La sua moto, inoltre, non ha le frecce. Lo dice anche un amico in un altro video che non le ha: evidentemente avere le frecce non fa “figo”. «Stai a vedere che oggi a casa con la moto non ci torno» dice Matteo nel video, perché è consapevole di aver messo in atto comportamenti che potrebbero portare anche al sequestro. Invece l’agente lo grazia per la velocità «sarebbero cinque punti… capisco che…» dice la donna. Lui la prende in giro dicendo che lo sa che lì non può andare forte, che ci sono le uscite delle scuole e strade pedonali. Poi, sempre nel video, dice «Via, via, via, prima che mi chiedano del Db Killer, via prima che mi chiedano se la la moto è in regola».

Matteo se l’era sfangata un’altra volta – fermato dai Carabinieri – e anche da loro era stato graziato. Le immagini e l’audio del video sono imbarazzanti.

In un altro video ancora, impenna a pochi metri dalla Polizia di Stato, che lo ferma. Poi anche i poliziotti lo graziano, certamente ignorando che il suo è un metodo per fare visualizzazioni e che finiranno su Youtube.

Il primo gennaio scorso, però, un altro agente di Polizia locale, questa volta del reparto Pronto Intervento, ha notato che ha tolto il DbKiller. Ha notato anche le altre irregolarità della moto e il fatto che, come si vede in molti video, guidava con una sola mano. Inoltre, il poliziotto della Locale non si è fatto “intortare” dalla sua gentilezza e dalle scuse che lui stesso racconta tese a farla franca: un metodo che più di una volta gli ha assicurato l’impunità. Risultato: 430 euro di multa più altre sanzioni varie per tutte le irregolarità e sequestro del veicolo per 60 giorni. Lo annuncia lo stesso youtuber sulle sue storie di Instagram.

Insomma, Matteo sa benissimo che modifiche alla moto e comportamenti non sono a norma e sono vietati, eppure si permette anche, su un video su Instragram, di richiamare l'”attenzione” dei suoi molti follower contro la Polizia locale, solo perché per una volta non è riuscito a prendere per il naso le divise. Dice che l’orario di ufficio dell’Ufficio contravvenzioni va solo dalle 8 alle 13. «Ho scoperto che i poveretti lavorano solo dalle 8 alle 12. Ah! Ah! Ah!», dice nel video. Dice anche che intende recuperare la moto prima dei 60 giorni grazie al pagamento delle sanzioni. Abbiamo una brutta notizia per lui: per il Codice della Strada, legge nazionale, non solo non potrà recuperare la moto prima dei 60 giorni, ma quando l’avrà recuperata dovrà anche prenotare un bell’appuntamento alla Motorizzazione Civile (dove dovrà portare la moto in regola, con il Db Killer e le frecce, ad esempio) per la revisione straordinaria senza la quale non potrà circolare pena il sequestro per la confisca definitiva del motociclo.

Il Db-killer (letteralmente in lingua inglese assassino di decibel) è un dispositivo meccanico montato nel silenziatore della marmitta. Serve per limitarne le emissioni sonore, in modo da poter far rientrare gli scarichi aftermarket nei limiti sonori imposti dalla legge, quindi a non dare fastidio ai cittadini. Il dB Killer è per molti niente altro che un odioso tappo che limita le prestazioni della moto, ma solo quelle che in realtà non hanno alcuna influenza sulla guida. È abitudine comune infatti circolare con lo scarico senza dB Killer solamente per il piacere di sentire quanto casino fa la moto dalle espressioni spaventate e disturbate degli altri utenti della strada. C’è un motivo infatti per cui il dB Killer è montato su tutti i silenziatori, di primo impianto o aftermarket. Per ottenere l’omologazione, uno scarico motociclistico deve rientrare entro un limite di emissioni sonore misurate in decibel. Questo limite dipende dalla cilindrata della moto va da 75 dB e fino a 80 dB per le moto di cilindrata superiore a 175 cc. La parete forata del dB Killer costringe il passaggio dei gas di scarico attraverso dei fori calibrati di dimensioni ridotte abbattendone così il rumore. Una marmitta moto senza dB-Killer produce lo stesso effetto di una marmitta auto bucata, ma a parte il rumore e una variazione della velocità di espulsione dei gas di scarico (non sempre benefica per l’efficienza della combustione), le prestazioni cambiano poco e niente.

Matteo, nelle storie del suo account Instagram, annuncia, inoltre, che venerdì prossimo uscirà un video in cui racconterà con le immagini prese in diretta grazie alla telecamera che aveva sulla moto e coi suoi immancabili commenti di quando è stato fermato dagli agenti. I giovani motociclisti lo riconoscono e lo salutano e lui se ne vanta sui suoi video. Otterrà un sacco di visualizzazioni dal popolo di adolescenti e post adolescenti disposti ad ammirarlo e forse ad imitarlo per la “fierezza” nel mancato rispetto delle regole. È così che guadagna su Youtube. Alla faccia della sicurezza stradale. Anche la sua.

Immagine da un video pubblico dello youtuber

Tutte le immagini dell’articolo sono screenshot dai video pubblici o dai post/storie pubblici di Matteo Canepa su Youtube o su Instagram

Aggiornamento: abbiamo avuto una lunga conversazione telefonica con Matteo. Abbiamo deciso insieme che faremo un video per parlare di quanto è accaduto. Il video sarà pubblicato su GenovaQuotidiana e sul suo canale.

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