comune 

Lo strano trio M5S – Grimaldi – Cgil contro i depositi chimici a Ponte Somalia

Diverse le motivazioni, unico l’obiettivo: fermare il progetto del sindaco Marco Bucci

«In queste settimane si sta consumando l’acceso dibattito sul trasferimento dal quartiere di Multedo ad altra destinazione delle aziende Carmagnani e Superba in luogo più sicuro e più consono allo sviluppo del polo chimico genovese – dicono Camera del Lavoro, Filctem Cgil Genova, Filt Cgil Genova -. La Cgil si è sempre dichiarata a favore di investimenti che tenessero conto delle esigenze di ammodernamento ed espansione delle due aziende, strategiche nel settore a livello locale e nazionale. La sfida che si ha di fronte come collettività è quella di riuscire a coniugare la produzione, e quindi l’occupazione, con uno sviluppo compatibile con le esigenze delle aziende e della sostenibilità ambientale. La Cgil non entra nel merito del sito produttivo individuato dall’amministrazione comunale ma è evidente come questa soluzione rischi di compromettere l’occupazione già presente in questo luogo. La Cgil sosterrà con convinzione ogni soluzione condivisa con la città, a tutela di tutte le lavoratrici e i lavoratori diretti ed indiretti coinvolti nell’operazione e che garantisca il massimo della sicurezza possibile anche per cittadine e cittadini».

Il M5S, sostiene la mobilitazione «contro i depositi chimici a San Pier d’Arena organizzata dal Municipio II Centro Ovest per domani 23 dicembre, dalle 17.30 alle 19.30 in piazza Montano, indetta per ribadire il no allo spostamento del petrolchimico nel Centro Ovest». Previsto anche il sit in di protesta dei lavoratori portuali.

Secondo i pentastellati, ora, è valida solo l'”opzione zero”, cioè chiudere tutto. I grillini cavalcano la posizione della Alis, Associazione Logistica dellIntermodalità Sostenibile, secondo la quale a Genova i depositi potrebbero esplodere come a di Beirut dove nel 2020 avvenne proprio all’interno del porto un violento incendio in un magazzino di prodotti esplosivi.

Sparring partner di Cgil e pentastellati è il gruppo armatoriale Grimaldi. Quattro le aziende che chiedono l’area di Ponte Somalia: 77mila metri quadrati che fanno gola, ovviamente, a molte imprese.

«Come M5S, nel 2017 avevamo aperto un ragionamento sulla valutazione per il dislocamento nella Diga, ma in questi anni il Comune non ha fatto fare uno studio di fattibilità – dicono i pentastellati -. Ha perso tempo e ora, se dovessimo considerare la sicurezza della città, non resterebbe che l’opzione zero. Dal giorno dell’annuncio del Sindaco in pochi giorni abbiamo assistito alle opposizioni di terminalisti, sigle sindacali, Enac, Municipio, comitati, associazioni, cittadini, ma nonostante questo Bucci procede testardamente per la propria strada che prevede l’impiego di 30 milioni di soldi pubblici a favore di un privato – recita una nota dei pentastellati – Al netto delle eventuali opzioni, è doveroso ricordare che i depositi sono industrie insalubri di prima classe come risulta dal D.M. 5 settembre 199. Non solo: sono classificati industrie Seveso, alle quali si applica il DLgs 105/2015. Risulta quindi contestabile che il Comitato di Gestione dell’AdSP abbia già deciso dove ricollocare gli impianti senza avere impostato una procedura, compresa quella prevista dalla normativa Seveso III. Da qui, la nostra opposizione alla deliberazione del Comitato, che risulta dunque illegittima. E da qui, il nostro Odg (che ieri in seduta di Bilancio è stato vergognosamente dichiarato inammissibile, perché qui il Sindaco le prova tutte pur di imporsi!) per impegnare la giunta a esprimere un parere negativo contro la delibera approvata il 15 dicembre dal Comitato e di presentare formale istanza perché AdSP avvii una procedura di annullamento in autotutela».

Related posts