Sciopero no green pass Fisi non costituzionale. I dipendenti che hanno aderito sono assenti ingiustificati

Il sindacato autonomo di Eboli ha dato per un mese (allo stato attuale, ma con possibili proroghe ulteriori) la copertura a tutti i lavoratori no vax/no covid pass che volessero aderire. Ora la Commissione di garanzia dichiara con una lettera formale a Ministeri, Amministrazioni e aziende private che quello non è neppure da considerarsi sciopero, che l’astensione è comunque incompatibile con la salvaguardia dei servizi essenziali perché di fatto “ad oltranza”, anche se proclamata in diverse tranche. Ora i datori di lavoro potranno procedere contro i dipendenti che sono da ritenersi assenti ingiustificati

Lo sciopero era cominciato il 15 ottobre ed era stato prolungato in più tranche e ora sarebbe in scadenza il 15 novembre (quindi un mese dopo la prima giornata), con il sospetto che la Fisi intendesse continuare, non si capisce con quale seguito reale dei lavoratori che hanno sì diritto allo sciopero, ma per le giornate saltate non percepiscono stipendio.

In realtà, spiega il presidente della commissione Giuseppe Santoro Passarelli, non è nemmeno da considerarsi sciopero, è «incompatibile con la salvaguardia degli altri beni protetti» ed esula dall’articolo 40 della costituzione. Insomma, non è uno sciopero, motivo per cui, in prosecuzione delle modalità fino ad oggi attuate, le dichiarazioni di astensioni dal lavoro non saranno nemmeno più esaminate perché non costituzionali. Esiste anche una sentenza della Cassazione che specifica come il lavoratore non possa scegliersi le giornate in cui astenersi tra quelle coperte dall’agitazione proclamata (in questo caso, un mese tondo tondo).

In Liguria questa agitazione non ha messo all’angolo i servizi pubblici e le aziende private (gli iscritti Fisi sono soprattutto al centro-sud, anche se il sindacato ha dato copertura al gruppuscolo di portuali di Trieste che ha bloccato i varchi del porto del Friuli Venezia Giulia), ma sono saltate operazioni ed esami sanitari programmati, causando anche l’allungamento delle liste d’attesa della sanità.

Queste le disposizioni della Commissione per enti e aziende: «L’assenza dei lavoratori che aderiscano alla protesta deve ritenersi ingiustificata a tutti gli effetti di legge, con la possibilità, per le aziende e le amministrazioni che erogano servizi pubblici essenziali, di attivare nei confronti dei lavoratori i rimedi sanzionatori per inadempimento, previsti dal diritto dei contratti»

Il sindacato Fisi è quello che ha proclamato lo sciopero non autorizzato a Trieste a cui ha aderito un piccolo gruppo di portuali (integrati da centinaia di no green pass) e da cui la maggior parte dei lavoratori del porto ha preso le distanze. Ma chi è al vertice della “Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali” con sede a Eboli? A capo delle categorie sanitarie e nella segreteria del piccolo sindacato c’è il medico Pasquale Mario Bacco, già candidato per la Fiamma Tricolore e per CasaPound, produttore di teorie cospirazioniste e complottiste. L’azienda di cui Bacco è fondatore, comproprietario e amministratore delegato vendeva dpi e test anti covid mentre in una conferenza stampa alla Camera (organizzata da una ex grillina no vax espulsa dal M5S e fatta passare da alcuni sulla rete come un’audizione alla Camera) dichiarava che nessuno sarebbe morto di Covid e che le mascherine sarebbero inutili.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: