Il Premio Paganini Giuseppe Gibboni sventa furto davanti al Carlo Felice

A raccontare la storia è Laura, la figlia della donna derubata: «Avrei voluto offrirgli il caffè, ma, come tutti i supereroi, aveva assunto la sua altra identità e, con un abito scuro e un violino in mano, era andato a vincere»

«Sabato scorso, davanti al Teatro Carlo Felice, un ragazzo ha sventato il furto della borsa di mia mamma. Ha gridato “Ehiii!” e ha riportato la borsa a noi ignare e chiacchieranti – racconta Laura -. L’ho cercato, dopo la sorpresa, perché avrei voluto offrirgli il pranzo, il caffè ma lui era già sparito. Come tutti i supereroi, aveva assunto la sua altra identità e, con un abito scuro e un violino in mano, era andato a vincere il Premio Paganini. Grazie Giuseppe Gibboni, e grazie ai suoi sostenitori presenti che ci hanno svelato la sua identità di Supereroe».

Una bella storia a lieto fine, dunque, che vede nel ruolo di protagonista un ragazzo di 20 anni appassionato di musica fin da bambino, figlio di un violinista e di una pianista, violinista lui stesso, un semisconosciuto tranne che per gli appassionati fino a quando, ieri sera, non ha vinto il Premio Paganini, primo Italiano dopo 24 anni, imponendosi al grande pubblico.

Pur dovendo prestare molta attenzione alle sue mani nell’imminenza di un concorso così importante, non si è tirato indietro e si è esposto al potenziale pericolo di farsi male al suo più prezioso strumento di lavoro, le sue dita. È riuscito a strappare la borsa rubata al malvivente che l’aveva presa e a renderla alla legittima proprietaria.

Il sindaco Marco Bucci, venuto a conoscenza della notizia, invierà una nota istituzionale al musicista.

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