Centro destra e centro sinistra si fanno i dispetti in Comune e Regione. Battaglia sugli ordini del giorno

Per portare nei Consigli comunale e regionale un ordine del giorno “fuori sacco” (cioè proposto in zona Cesarini, quando i temi della convocazione sono già stati decisi) serve l’unanimità. I partiti dei diversi schieramenti giocano a non concedersela a vicenda e poi a lamentarsi a mezzo stampa che non gli è stata concessa dalla parte avversa. Gli ordini del giorno si discutono, comunque, nella successiva riunione, ma nel mezzo ci sta il can can politico tanto simile a pura e semplice campagna elettorale. Come se i due schieramenti contrapposti non facessero la stessa, identica, cosa, oggi l’uno, domani l’altro

Stavolta è il centrodestra in Regione a lamentare la mancata adesione del centro sinistra all’ordine del giorno sui totalitarismi. La settimana scorsa è stato il centrosinistra in comune ha lagnarsi del mancato via libera della maggioranza alla discussione sullo scioglimento di Forza Nuova dopo i fatti di Roma.

Oggi, dicevamo si lamenta il centrodestra in Regione, il 13 ottobre scorso se ne era lamentato il centrosinistra a Tursi. Ma entrambi gli schieramenti giocano allo stesso gioco: negarsi il via libera alla discussione immediata e poi rinfacciarselo a vicenda a colpi di note stampa ai media e dichiarazioni in favore di telecamera.

Il caso di oggi in Consiglio regionale

Oggi la nota congiunta è dei capigruppo regionali Stefano Balleari (FdI), Stefano Mai (Lega), Angelo Vaccarezza (Cambiamo!), Claudio Muzio (Forza Italia).

Ora più che mai è necessario contrastare odio e violenza in tutte le loro manifestazioni. Pertanto, oggi in consiglio regionale il centrodestra ha sottoscritto un ordine del giorno (primo firmatario Stefano Balleari di FdI) che impegna la giunta a esprimere la sua totale adesione ai principi contenuti nella Risoluzione europea contro ogni totalitarismo, a celebrare il 23 agosto come la Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari coinvolgendo le scuole sul territorio, a promuovere la documentazione del tragico passato totalitario per le vicende che hanno interessato la Liguria e ad affermare la cultura di una memoria condivisa che respinga i crimini dei regimi nazisti, comunisti, fascisti e stalinisti e di altri regimi totalitari e autoritari del passato come ribadito dal Parlamento europeo. Tuttavia, i colleghi di minoranza non hanno sottoscritto l’ordine del giorno “fuori sacco” e quindi, mancando l’unanimità delle firme, oggi non è stato possibile votarlo in aula. Verrà calendarizzato e discusso secondo i tempi del consiglio regionale, che certamente non saranno brevi. È mancata l’occasione per condannare unanimemente, da destra e da sinistra, gesti di violenza e di odio che fanno certamente male alla nostra democrazia.


Il caso del 13 ottobre in Consiglio comunale

Una settimana fa la nota sullo stesso tema degli ordini del giorno “negati” era partita a parti invertire: era infatti dei capigruppo comunali di Lista Crivello, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva , Gruppo Misto/Psi

Quest’oggi i gruppi di minoranza hanno proposto, durante la conferenza capigruppo, un ordine del giorno riferito all’attacco squadrista contro la sede della CGIL Roma. Il documento chiedeva al Sindaco e alla Giunta di:
– condannare il gravissimo assalto alla sede nazionale della CGIL, ad esprimere vicinanza e piena solidarietà al segretario nazionale Maurizio Landini e al segretario della camera del lavoro di Genova Igor Magni;
– chiedere al Governo lo scioglimento di Forza Nuova e di tutti quei gruppi e movimenti, dichiaratamente fascisti, che in questi anni hanno organizzato manifestazioni di piazza violente, con scontri con le forze dell’ordine e come in questa circostanza con l’assalto della sede della CGIL nazionale, quale scelta definitiva contro gli attacchi squadristi e neofascisti, una risposta istituzionale forte e decisa nei confronti di chi insulta da sempre i valori democratici della costituzione che trova al suo interno il valore dell’antifascismo quale valore fondante;
– rappresentare la città di Genova alla manifestazione nazionale di CGIL – CISL – UIL di sabato 16 ottobre a Roma.
I capigruppo di maggioranza, come previsto dal regolamento, non hanno condiviso l’ordine del giorno e quindi il voto sarà rinviato di una settimana, svuotando il significato di un appello che votato dal Consiglio Comunale di Genova prima della manifestazione nazionale della CGIL – CISL -UIL di sabato prossimo a Roma avrebbe avuto un significato rilevante, tanto più se condiviso in maniera trasversale.
Tale scelta della maggioranza di centrodestra di Marco Bucci dimostra che anche in questa occasione non si vuole, una volta per tutte, prendere le distanze e contrastare, senza alcuna ambiguità, i movimenti eversivi di stampo fascista.


Per la cronaca, quest’ultimo ordine del giorno è arrivato regolarmente in consiglio comunale oggi ed è stato bocciato dalla maggioranza che l’ha bocciato, esattamente come avrebbe potuto fare la settimana scorsa.

L’ordine del giorno del centrodestra approderà in consiglio regionale la prossima settimana, quando, visto la totale adesione dei capogruppo alla nota congiunta, non è difficile prevedere che la maggioranza se l’approverà, servisse anche senza i voti della minoranza.

Andando indietro nel tempo si possono trovare infiniti episodi simili da entrambe le parti. È forse venuto il momento di smetterla. Per tutti.

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Fare una bella moratoria? Portare un ordine del giorno non concordato ciascuno e finirla lì? Così, tanto per non doversi chiedere perché più di metà dell’elettorato non vota più.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: