Donna morta di parto, venerdì l’autopsia disposta dal magistrato

Secondo la prima relazione degli ispettori Alisa inviati dalla Regione non ci sarebbero errori nelle procedure sanitarie né fragilità professionali nello staff che ha seguito il parto di Marika Galizia, la ventisettenne che ha perso la vita dopo aver dato alla luce il bambino ora ricoverato al Gaslini

Il sostituto procuratore della procura di Savona, Chiara Venturi, ha disposto l’autopsia sul corpo di Marika Galizia, la giovane arbitro morta nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Paolo di Savona dopo aver dato alla luce il figlio.

«La paziente è stata ricoverata in mattinata di ieri per il parto al termine di una gravidanza nella norma, in salute e con tutti gli esami di routine regolari – spiega, in una nota, la Asl2 – . Lo stato di salute della paziente si è aggravato improvvisamente durante il decorso del parto ed è stato disposto l’immediato trasferimento in rianimazione. Il decesso è sopravvenuto durante la notte».

Secondo una prima ricostruzione, resa nota nel pomeriggio dal presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti e dal direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi, non ci sarebbero stati errori nelle procedure sanitarie né fragilità professionali nello staff che ha seguito il parto e le successive condizioni della donna. «Venerdì l’autopsia ci dirà certamente altro» ha detto Toti. È stata costituita una commissione in Alisa guidata dal direttore sanitario Michele Orlando.

L’ipotesi che si fa strada è quella dell’embolia polmonare, un evento rarissimo che nel mondo Occidentale, ha detto Ansaldi, si verifica una volta ogni 3/5 anni.

Il presidente della Commissione regionale Salute e Sicurezza Sociale Brunello Brunetto, che è medico, si è recato all’ospedale San Paolo per parlare con i colleghi e tentare di ricostruire cosa sia successo.

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