Corteo con atti vandalici, anarchici chiusi dalla Polizia in piazza Lavagna. La manifestazione si chiude senza incidenti

La tensione era palpabile fino al primo mattino, quando molte zone del centro storico, come piazza della Meridiana, erano già presidiate dai mezzi delle forze dell’ordine. L’annunciata manifestazione di protesta ha fatto tappa prima, in mattinata, davanti al Tribunale, poi, dalle 17, è partito il corteo da piazza Banchi. È stato interrotto dal Questore per danneggiamenti lungo il percorso, in piazza Lavagna, dove la Polizia ha fatto chiudere i locali e ha sgomberato i dehors. I manifestanti, ridotti a una cinquantina, sono rimasti chiusi nello spiazzo nei vicoli. La Polizia, a lungo, non ha permesso a chicchessia di uscire senza farsi identificare. Intanto fuori si stava raccogliendo una folla, chiamata attraverso i tam tam delle messaggerie. Alla fine la trentina di anarchici rimasti è stata fatta uscire senza identificazione verso via della Maddalena, ma certamente sono stati fotografati e identificati per le eventuali successive misure

In mattinata, un’ottantina di contestatori aveva manifestato davanti al tribunale contro il pm della Dda Federico Manotti che questa mattina ha discusso la sorveglianza speciale per un anarchico di 47 anni che non si era dissociato dall’attentato contro il manager di Ansaldo Roberto Adinolfi e altre azioni violente della frangia più estremista. Un provvedimento che gli anarchici non digeriscono: sono pronti a contrastarlo in ogni modo.

Stamattina gli slogan erano tutti contro Manotti e contro la sorveglianza speciale. Il Pm nel recente passato aveva già deciso la sorveglianza semplice per due anarchiche.

Stamattina gli anarchici fuori dal tribunale gridavano «La nostra lotta continuerà, non ci fai paura», personalizzando l’attacco proprio contro il pubblico ministero.

Il procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto ha dichiarato che le richieste di applicazione della misura di sorveglianza nei confronti di alcuni anarchici non è una decisione del solo Manotti ma «è una scelta condivisa da tutta la procura in base a parametri di pericolosità di alcuni soggetti» aggiungendo che «La personalizzazione di un singolo pubblico ministero è del tutto fuori luogo perché il medesimo magistrato come previsto dalle norme rappresenta l’intero ufficio della procura che ha deciso di chiedere, in modo collegiale, di chiedere le misure a carico di alcuni esponenti dell’area anarchica». In sostanza, Pinto ha intelligentemente spersonalizzato la scelta spalmando la decisione su tutta la Procura, che ha fatto quadrato attorno a Manotti.

Gli anarchici, finito il presidio al Tribunale (blindato dalle forze dell’Ordine), hanno imboccato via XX Settembre per gettarsi poi nel centro storico, dove si sono concentrati alle 17 e hanno iniziato il corteo, lasciandosi andare ad atti di vandalismo.

Per questo il corteo è stato interrotto in piazza Lavagna per decisione del Questore Vincenzo Ciarambino. Le 4 strade afferenti alla piazza sono state chiuse dai poliziotti in tenuta antisommossa. Sono stati svuotati i dehors e sono stati fatti chiudere i locali per ragioni di pubblica sicurezza, tra le proteste di qualche avventore costretto a farsi identificare, come tutti i presenti, per uscire dall’area.

Nel frattempo il tam tam attraverso le messaggerie ha richiamato persone anche di posizioni più moderate attorno alla piazza cinta d’assedio dalla Polizia. Nel frattempo, i presenti nella piazza insultavano in ogni modo i poliziotti senza che questi accennassero a raccogliere le provocazioni.

Alla fine, dopo ore, nella piazza è rimasta una trentina di anarchici che hanno rifiutato di farsi identificare. Gli è stato concesso di uscire dal via della Maddalena. Non è difficile immaginare che siano stati tutti fotografati e identificati in quel modo. Non sarà difficile risalire agli autori degli atti vandalici ripresi dalle telecamere comunali e private.

Forse alcuni abitanti non hanno capito il perché dello spiegamento di forze e che non si trattava del solito corteo del sabato degli antagonisti. Alcuni, anche tra gli avventori, si sono lamentati, molti abitanti hanno criticato lo spiegamento di forze mentre i commercianti, dopo i primi atti di vandalismo, erano spaventati.

Un esercente della piazza denuncia che il suo locale sarebbe stato imbrattato e che la figlia e i suoi collaboratori sarebbero stati minacciati dagli antagonisti.

Alla fine, la gestione da parte di Riccardo Perisi, dirigente della Digos, di un corteo che poteva presentare non pochi problemi di ordine pubblico, ha permesso di evitare incidenti. Non si registrano feriti né atti di violenza contro le persone.

Questo il volantino che spiega il motivo della manifestazione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: