Alzheimer, bonus caregiver di 20 ore, mozione approvata all’unanimità a Tursi

Presentata da Vince Genova, impegna sindaco e giunta anche a valutare percorsi formativi gratuiti organizzati dal Comune insieme alla Regione, Alisa e Asl competenti

Fornire un supporto psicologico a tutti coloro, familiari e caregiver, che seguono questi malati attraverso la creazione di gruppi di auto-mutuo aiuto; emettere un bonus familiare/caregiver di 20 ore al mese per consentire al congiunto le varie pratiche e incombenze che si rendono quotidianamente necessarie durante il compito di accudimento di questi malati; favorire percorsi e orari preferenziali negli uffici comunali dei vari Municipi. Sono in estrema sintesi i punti attorno a cui ruota la mozione presentata (e approvata) oggi in consiglio comunale da Marta Brusoni, capogruppo di Vince Genova, per assistere e supportare tutti i familiari con malati di Alzheimer. La mozione, che fa seguito alla delibera presentata nei mesi scorsi per l’introduzione della figura del Garante degli Anziani, prosegue il lavoro svolto dalla capogruppo di rivolgere attenzione all’anziano e «impegna il sindaco a valutare la possibilità di fornire adeguato supporto ai familiari/caregiver attraverso iniziative formative, attuate con corsi gratuiti organizzati dal Comune insieme alla Regione, Alisa e le ASL competenti sul territorio di tutti i Municipi della città metropolitana». 

L’esigenza nasce dal fatto che molti familiari, che assistono un malato di Alzheimer, non solo provano il dolore di vedere una persona cara disgregarsi a poco a poco ma anche l’angoscia di sapere che a questo declino e a tale sofferenza non c’è scampo. «Molte delle persone che assistono i malati di Alzheimer sono anziane, temono anche di morire prima, intrappolate in un incubo – motiva la mozione Marta Brusoni -. E in questo dramma le persone si sentono spesso molto sole». Il vero dramma che colpisce i careviger, ovvero le persone che assistono il malato, in molti casi si rivela un incubo senza fine. «Spesso si sentono vittime di un martellamento costante, la ripetizione ossessiva di frasi come “Quando usciamo?”, “Quando mi porti a casa mia?” e, naturalmente, si trovano nell’abitazione dove hanno passato gli ultimi 30 anni – aggiunge la capogruppo di Vince Genova -. A questo spesso si aggiunge la solitudine sociale che talvolta crea, tra il malato e il caregiver principale, dinamiche molto complesse. Si crede che i malati di Alzheimer siano aggressivi, ma l’aggressività non è una componente della malattia, deriva dai conflitti che si creano. Una persona che non riesce a ricordare talvolta è rimproverata e reagisce».

La malattia di Alzheimer, che ha un esordio prevalentemente dopo i 60-65 anni, è la forma più grave e frequente di demenza ed è progressivamente invalidante tale da rendere nel tempo le persone affette completamente non autonome «Negli ultimi anni tale malattia si sta progressivamente sempre più diffondendo tra la popolazione italiana e che la Liguria, con il 28.5% di soggetti oltre i 65 anni, è al primo posto per prevalenza di casi di demenza – aggiunge Brusoni -. A questo proposito era già stato attivato dal Municipio Medio Levante un punto di ascolto e assistenza per i familiari di soggetti affetti da malattia di Alzheimer. Per questo motivo desidero ringraziare per il supporto fornito l’assessore Patrizia Arrighetti del Municipio Medio Levante e il professor Paolo Tanganelli, specialista in Neurologia del dipartimento Asl3 di Genova, ideatore e responsabile del Progetto “Famiglia Serena” per i famigliari di malati di Alzheimer sponsorizzato dalla Provincia di Genova e dalla Fondazione Carige».

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