Oggi a Genova 

Federmoda Cna dà adesione e patrocinio a Genova Jeans: arrivano produttori italiani

Giacchetta, presidente regionale: «Genova può diventare punto di riferimento della produzione di jeans italiani. Parteciperemo con una show room Federmoda Cna in via Pré». Il sindaco Marco Bucci si sta impegnando personalmente per mettere rimedio alle falle organizzative dell’evento

Genova Jeans, un’idea non nuova, ma buona. L’uovo di Colombo. La parte migliore di questa idea per la città è senza dubbio quella di Marco Bucci di avviare attraverso l’evento i temporary store che possono rivitalizzare via del Campo e via Pré, abbandonate nel corso degli anni dal commercio italiano. La strada di infilare nelle vie degradate del centro storico sotto il profilo commerciale aziende nuove, inesperienti e ancora malferme è già stata percorsa molte volte da svariate giunte passate ed è sempre fallita: non esiste una sola attività aperta con quei fondi (tanti fondi) ancora aperta. Servono punti di riferimento forti, di richiamo. Questo lo diciamo noi: se l’amministrazione comunale avesse la forza e la capacità di fare di via del Campo e via Pré un outlet e/o una vetrina di temporary store l’intera zona si risolleverebbe non solo commercialmente.

Qualche punto è stato previsto dall’organizzazione portata avanti dall’associazione Genova Jeans che ha organizzato tutto insieme all’assessore ai Grandi Eventi Paola Bordilli, sui quale ricade quindi l’intera responsabilità dell’organizzazione stessa. Qualcuno, ma pochi, con l’inserimento, corretto e doveroso, di un negozio genovese tradizionalmente legato al jeans come Lucarda, ma anche quello di Pescetto, che francamente col jeans c’entra poco, essendo stato per molto tempo esclusivista Hermes e, comunque, di abbigliamento poco casual.

Curiosamente, non erano stati coinvolti gli artigiani italiani, artigiani per appartenenza di categoria e non per grandezza delle aziende, solide e che offrono centinaia e centinaia di posti di lavoro e operano oggi nei distretti del Veneto, delle Marche, della Lombardia.

A questa distorsione ha messo rimedio in zona Cesarini lo stesso sindaco Marco Bucci che ha contattato direttamente Massimo Giacchetta, presidente regionale Cna. Il quale, a tempo di record, ha coinvolto Federmoda Cna il cui presidente nazionale, Antonio Franceschini, ha subito aderito con entusiasmo, concedendo anche il patrocinio all’evento e, spiega lo stesso Giacchetta, «contribuirà con la presenza di alcune aziende italiane del settore con un’esposizione di modelli in via Pré». È stato fatto quello che si poteva fare in un tempo ristrettissimo, con l’intento di partecipare in maniera più articolata nel prossimo futuro.

«Cna aderisce – conferma Giacchetta – perché ritene che l’evento debba riuscire ed essere riproposto in maniera permanente. La produzione artigiana del jeans italiano deve avere un palcoscenico a Genova, nel centro storico di Genova. Si deve evidenziare che esiste storia un filiera italiana del jeans, magari non Genova, per ora. Un storia gloriosa che ha prospettive future anche per Genova. Possiamo pensare che la nostra città diventi un punto di riferimento della produzione dei jeans italiani».

Alla composizione della polemica con gli artisti donatori delle opere per la mostra di arte contemporanea al Metelino, alla Darsena, sta lavorando l’assessore alla Cultura Barbara Grosso. La loro non era certo una polemica politica (le opere le hanno donate a questa giunta), ma il desiderio di mettere in luce che nessuno li ha coinvolti nell’evento e soprattutto nessuno ha spiegato i dettagli del consistente impegno di spesa. Grosso li sta contattando per mettere rimedio. Grosso sta anche lavorando per rimediare a un altro problema: la contestazione degli abitanti della zona di via del Campo che, a fronte delle passate promesse dell’organizzazione, si è trovata estromessa e contemplata solo nella mappa dei punti espositivi. Anche per questo stanno arrivando soluzioni organizzate in tempo record per mettere rimedio a una probabile contestazione.

Comunque la si guardi, questa iniziativa, che pure è positiva per la città, presenta enormi falle di organizzazione e comunicazione e la corsa contro il tempo è quella di mettere pezze a quello che l’organizzazione non ha fatto o fatto male. Il peggior nemico di Genova Jeans è interno.

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