Genova Jeans, gli artisti-donatori chiedono di ritirare le opere

Lettera all’associazione e al Comune di 13 artisti: «A fronte delle notizie, ignari dei dettagli dell’intera operazione in cui nostro malgrado saremo coinvolti attraverso l’utilizzo delle nostre opere, esprimiamo fermamente il nostro dissenso a che i nostri nomi vengano associati in qualsiasi modo a questa esposizione e chiediamo quindi che le nostre opere non vengano esposte in mostra finché tutti i dubbi non vengano chiariti»

Gli artisti non possono ritirare da soli le opere dalla mostra perché hanno firmato al donazione, ma chiedono a Genova Jeans e al Comune che non vengano esposte fino a sopraggiunti chiarimenti.

Ecco la lettera degli artisti

In questi giorni apprendiamo dagli organi di stampa notizie preoccupanti relative alla trasparenza dell’organizzazione dell’evento “Genova Jeans” di cui non abbiamo ricevuto notizie ufficiali, nonostante sia previsto l’utilizzo delle opere da noi a suo tempo donate alla città “…opere di grande rilievo che ci sono state donate da artisti di fama internazionale…”. 

Ognuno di noi ha deciso di donare le opere che compongono parte della collezione del Comune di Genova spinti da un istinto di rinnovamento e ispirati da una delle tradizioni più antiche del Mediterraneo che ha contribuito a far conoscere ed apprezzare Genova nel mondo.  Non ci siamo risparmiati per realizzare opere ex novo o donare pezzi già realizzati, alcuni di noi a proprie spese si sono occupati della spedizione delle stesse, per  valorizzare una città depositaria di una tradizione culturale e artistica a livello internazionale, da troppo tempo assopita e tormentata da bagarre politiche che hanno tolto alla comunità artistica una perla del contemporaneo come Villa Croce.

Dai giornali scopriamo inoltre che a fronte di queste donazioni esiste un budget faraonico per la comunicazione dell’evento, l’ospitalità e addirittura per la cena di gala, quest’ultima  assolutamente anacronistica di questi tempi, come se il Covid non fosse mai esistito o non continui a circolare. 

A fronte di queste notizie, ignari dei dettagli dell’intera operazione in cui nostro malgrado saremo coinvolti attraverso l’utilizzo delle nostre opere, esprimiamo fermamente il nostro dissenso a che i nostri nomi vengano associati in qualsiasi modo a questa esposizione e chiediamo quindi che le nostre opere non vengano esposte in mostra finché tutti i dubbi non vengano chiariti. 

In attesa di un Vostro riscontro, porgiamo i nostri saluti

Simone Berti,

Henrik Blomqvist, 

Letizia Cariello, 

Roberto Coda Zabetta,

Ettore Favini, 

Giovanni Gaggia, 

Goldschmied&Chiari, 

Claudia Losi, 

Gabriele Picco, 

Gianni Politi,  

Vedovamazzei, 

Serena Vestrucci, 

Cesare Viel 

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