Chat no vax scatena il branco contro Toti. Un filo rosso collega ultradestra populista e complottisti

Nemmeno di fronte alla morte di un uomo, il sindaco Di Capua, a due orfani, a una vedova si ferma la macchina del fango della quadrupla V, un movimento di cui tirano le fila personaggi con chiari intenti politici che strumentalizzano le persone più credulone, deboli, spaventate. Non è la prima volta. All’inizio dell’Ottocento e fino ai primi anni del ‘900 ci fu una guerra contro il primo dei vaccini inventati, quello contro il vaiolo, malattia oggi completamente eradicata. All’epoca l’informazione era in mano solo alla stampa, dove comparivano vignette satiriche sui bufalari e sui propri adepti e chiarendo proprio che di bufale si trattava. Ora chi strumentalizza gestisce in prima persona i canali: i social e le chat, dove la propaganda viene costruita con un minestrone “ideologico” che prende qua e là, decontestualizzandoli, brandelli di sub cultura, esoterismo, cinema e fumetti, soffiando sulla paura del popolo, la paura delle paure: la paura della morte. E intanto, in maniera strisciante, assume connotati politici preoccupanti perché costruiscono “opinione pubblica” tessendo bufale sulla menzogna e impedisce di traguardare la messa in salvo della salute della collettività. Vediamo chi e cosa c’è dietro al movimento delle 4 V

Tra le pagine prese di mira, oltre a quelle dei media (odiatissimi, perché mettendo alla berlina le bufale non si adeguano e anzi di oppongono al “progetto” di captazione del consenso dei vertici del movimento e non a caso tra gli aggrediti dal branco alle manifestazioni ci sono i giornalisti) ci sono quelle dei politici. Più di tutte, quella di Giovanni Toti, che sta, contestualmente, prendendo una netta posizione “illuminista” a favore del vaccino e prendendo le distanze dall’estrema destra populista, tra le altre cose “vigna” e “motore” dei vertici no vax, quelli che si muovono per tutta Italia per guidare le manifestazioni di piazza. Sono sempre gli stessi, basta guardare i video delle varie proteste e seguire la cronaca delle denunce quando queste non vengono prevantivamente segnalate alla Questura o praticano blocchi stradali o interruzione di pubblico servizio dei mezzi di trasporto pubblico.

La manovra “no vax” del movimento delle 4 V è squisitamente politica, con uno spiacevole retrogusto sovversivo, e tanti di quelli che si stanno facendo usare non se ne accorgono.

Ieri il via agli stormi di hater dell’azione no vax ha preso il via dalla chat Telegram delle 4 V, che fa capire ai numericamente molti (ma proporzionalmente alla popolazione italiana pochissimi) soldati dell’esercito negazionista, anti vaccinista, anti green pass (gli stessi che stanno impestando i siti di recensioni di bar e ristoranti di giudizi falsi per gettare discredito sui pubblici esercizi che lo chiedono e, quindi danneggiarli) che, aggiungendosi agli account palesemente fake (falsi) sono arrivati a insultare e criticare Giovanni Toti sotto il suo post di cordoglio per la morte del sindaco di Chiavari. È bastato far capire nella chat che Marco Di Capua, morto ieri a 50 anni, un mese fa aveva ricevuto la seconda dose di vaccino. E “la bestia” no vax, metodologicamente (e non solo) figlia di quella che aveva portato Trump alla presidenza degli Usa e a quelle di alcuni personaggi politici europei e italiani, si è scatenata.

Lo ripetiamo: i no vax sono un manipolo, quattro gatti rispetto alla popolazione genovese, ligure e italiana, ma ognuno, sui social, fa rumore per mille. Centinaia e centinaia sono gli account falsi, a cui poi si aggiungono quelli che abboccano alla teoria antivaccinista che nasconde qualcosa di ben diverso e ben poco si preoccupa della salute pubblica. Caso vuole, proprio ieri Toti si era schierato a favore dell’obbligatorietà del vaccino. Proprio ieri, nel Tigullio, un’ospite no vax di una Rsa è l’unico di quelli che il virus lo hanno contratto (ma sono vaccinati) ad essere finito intubato in rianimazione mentre gli altri sono asintomatici o paucosintomatici. Vero che col vaccino si può contrarre la malattia da una variante, vero anche che non si finisce, salvo rarissimi casi di persone dalla salute giù molto compromessa, in rianimazione e tantomeno in una bara. Normalmente si rimane sintomatici o paucosintomatici. Ma questo i no vax non lo dicono. E nemmeno dicono che è vero che un vaccinato può infettare, ma con una carica virale più bassa. L’unica vera soluzione è l’immunità di gregge. E siccome i danni fatti dalle bufale dei no vax alla percezione dell’opinione pubblica sono purtroppo consistenti e si rischia di non arrivarci all’immunità di gregge, si sta valutando l’obbligatorietà. Questo rinforza le armi mediatiche dei no vax che urlano alla dittatura sanitaria, senza alcun rispetto per le vittime della Shoah si presentano in manifestazione con la stella gialla riservata, nei campi di concentramento nazisti, agli ebrei, producono immagini con la svastica sulla faccia dei vaccinisti, politici e personaggi pubblici.

Dalla storia abbiamo imparato poco e niente

Nel 1902, in seguito a un’epidemia di vaiolo, la città di Cambridge, Massachusetts, obbligò tutti i cittadini a vaccinarsi. Henning Jacobson si rifiutò sulla base dell’idea che questa legge violasse il suo diritto di curare il proprio corpo. Vi fu un procedimento legale fra Jacobson e la città a seguito del quale il cittadino fu condannato. Jacobson si appellò alla Corte Suprema degli Stati Uniti la quale, nel 1905, confermò la sentenza di Cambridge, elaborando il principio secondo cui, in caso di minaccia alla salute pubblica, il bene pubblico fosse superiore alla libertà individuale. Tale sentenza rappresenta ancora oggi una pietra miliare nella giurisprudenza americana in caso, appunto, di conflitto fra diritti individuali e “public good”. 

Fra il 1967 e 1979, l’Organizzazione mondiale della Sanità condusse una campagna di vaccinazione a livello universale grazie alla quale, il 9 dicembre 1979, questa malattia fu trionfalmente dichiarata “eradicata”. Ancora oggi, il vaiolo è la sola e unica malattia del tutto scomparsa nella popolazione umana. E questo, appunto, grazie alla vaccinazione.

Illustrazione del 1802 di James Gillray (caricaturista, stampatore ed incisore famoso per le sue acqueforti con soggetti di satira politica e sociale) che ironizza sugli antivaccinisti che credevano che il vaccino contro il vaiolo trasformasse i vaccinati in mucche. Da tempo il vaiolo è completamente debellato. Le bufale pseudomediche che mettono a rischio la salute della collettività, purtroppo, no.

L’arma della mistificazione

L’arma mediatica dei no vax è ora targare come morti per vaccino ogni decesso di chi si sia vaccinato. Pochissimi sono i casi reali, legati principalmente ad Astrazeneca e alla fascia della popolazione delle donne giovani. Ma ogni morte in età non anziana viene legata dal gruppo, generalmente, ai vaccini. I no vax fanno il filtro “vaccino” sulla pagina social dei deceduti, trovano il post (ormai è vaccinata larga parte della popolazione) e lo ripropongono nelle loro chat. I casi non si possono escludere ma, a parte che è opportuno aspettare l’autopsia e non basarsi su un post social, in larga scala, anche se è brutto a dirsi, è un calcolo di “costi(per pochi privati)-benefici (per la collettività)”. Se a fronte di un decesso ci sono migliaia di vite salvate il vaccino è positivo per la collettività. Non lo è per la persona deceduta e per la sua famiglia, lo è per tutte quelle a cui si evita la morte e per le loro famiglie. Sono 4 milioni e mezzo di morti nel mondo, quasi 129mila in Italia. Tutto sta nel fare il confronto tra i pochi morti per vaccino che potevano essere salvati dal vaccino. Col vaccino, infetti, la gran parte di queste vite potevano essere salvate. Purtroppo c’è voluto un anno perché fosse studiato e messo in produzione e all’inizio le dosi erano scarse.

Le 4 V, un simbolo che mette i brividi

Da dove viene la doppia W cerchiata del movimento strisciante che raccoglie scontenti, complottisti e semplicemente persone impaurite? In realtà sono 4 V: V.V.V.V. acronimo della citazione in latina “Vi veri universum vivus vici” (Con la forza della verità, vivendo, ho conquistato l’universo). La si vede nel film “V for Vendetta“, film tratto da una serie a fumetti di culto di Alan Moore, dove però la scritta non compare. In V per Vendetta si afferma che sia una frase usata dal Dr. John Faust e di conseguenza tanti pensano che venga da qualche racconto su Faust (quello che fa il patto col diavolo nel dramma in versi di Johann Wolfgang von Goethe), ma non è così.
La frase, oltretutto, per come è scritta nel film è errata. In latino non esiste la parola veniversum, ma universum, solo che la U veniva rappresentata graficamente come una V, quindi un latino al massimo avrebbe scritto vniversvm. Tutto è costruito su equivoci dettati dall’ignoranza.

La stessa frase e tratta da un testo di Aleister Crowley, esoterista e scrittore nato nell’ultimo quarto dell’Ottocento e attivo all’inizio del novecento. Esperto di oroscopi (per quello entrò in contatto con Fernando Pessoa, inscenando poi un falso suicidio, di cui il poeta portoghese fece scrivere da un amico giornalista sul Diario De Noticias, a Boca do Inferno, un tratto della costa di Cascais dove si infrangono violente le onde producendo un muggito che tradizionalmente viene interpretato come il sussurro del diavolo, e questo solo per riconquistare una bionda diciannovenne che lo aveva lasciato), aveva messo su una setta in Sicilia. Aveva messo su l’Abbazia di Thélema, una sorta di comune dove viveva insieme ai suoi seguaci. L’Abbazia era una casa isolata, situata allora come adesso alla periferia della cittadina siciliana di Cefalù. la presenza di donne e bambini nel gruppo aveva alimentato tra la popolazione locale le più svariate voci su messe nere, riti orgiastici e, addirittura, sacrifici umani. Si spinse al massimo ai sacrifici animali. Si faceva chiamare “La Bestia”, ma negava l’esistenza del diavolo come quella di Dio. Nonostante questo, risulta essere alla base di dottrine sataniste oltre che esoteriche da chi si usa la sua “dottrina” per come gli conviene.


È su tutte questa “cultura ad aures“, mistificazione infrastrutturata sulla mancata conoscenza delle cose, che il movimento mondiale delle 4 v costruisce la propria immagine.

Condivide lo stesso simbolo delle 4 V “QAnon“, una teoria del complotto di estrema destra smentita e priva di fondamento secondo la quale esisterebbe un’ipotetica trama segreta organizzata da un presunto “deep state” (identificabile in alcuni poteri occulti) che avrebbe agito contro l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i suoi sostenitori, i quali avrebbero all’opposto assunto il potere con l’obiettivo di scardinare il nuovo ordine mondiale, considerato colluso con reti di pedofilia a livello globale, pratiche ebraiche oscure, cabale occulte, e in generale avente per obiettivo il dominio mondiale. Nessuna delle accuse che sono state diffuse dai QAnon si è dimostrata fondata sui fatti.

Non è un caso che in molte città la protesta no vax e no green pass sia guidata dall’estrema destra populista che fa riferimento diretto alla “politica” trumpiana e ai suoi metodi. Il filo rosso che collega ultradestra populista, complottismo e contestazione no vax nel mondo non è poi così invisibile.

Ora, qui, nel mirino c’è Giovanni Toti, “colpevole” di non assecondare il complottismo, di combattere per i vaccini che possono mettere in salvo i cittadini ma, soprattutto, di non fare carte con l’ultradestra populista che, fallita l’esperienza dei forconi e dei gilet gialli, ora tenta di passare dalla via no vax e no covid pass per raccogliere consensi. Che, per quanto il branco “gridi” sui social, sono sempre, comunque, pochissimi.

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