Torna Slow Fish, ecco il programma online, ma anche di persona, forchetta e bicchiere in mano

Un mese di appuntamenti digitali e iniziative diffuse a Genova e in Liguria, a partire dal 3 giugno, e 4 giorni tutti da vivere in sicurezza nel centro storico di Genova dal 1º al 4 luglio

Slow Fish 2021: I cicli dell’acqua

Slow Fish, la manifestazione biennale dedicata a tutti gli ecosistemi legati all’acqua e ai loro abitanti, ci aspetta anche in questo 2021 con un mese di appuntamenti digitali a partire dal 3 giugno e con quattro giorni da vivere in presenza e in sicurezza nel centro storico di Genova dall’1 al 4 luglio.

Giunta al traguardo della decima edizione, Slow Fish 2021 è stata fortemente voluta dagli organizzatori, Slow Food e Regione Liguria, e da tutti i partner istituzionali – Ministero della Transizione Ecologica, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova in primis – e privati che hanno scommesso su una delle primissime manifestazioni in presenza a livello nazionale. Un segnale di ottimismo e di ripartenza lanciato a tutti i soggetti legati a questo evento e a ciò che esso rappresenta. Innanzitutto il mondo della piccola pesca italiano e la rete Slow Fish a livello internazionale che si riconosce nella visione di Slow Food, ma anche la ristorazione e l’ospitalità alberghiera, tra le più colpite dalla crisi innescata dalla pandemia.

Come sempre il cuore di Slow Fish lega la sua anima più gastronomica all’educazione dei cittadini di tutte le età, proponendo quest’anno una narrazione incentrata sulle connessioni tra tutti i soggetti coinvolti nei Cicli dell’acqua, partendo proprio dalle buone pratiche delle comunità che hanno saputo adattarsi ai cambiamenti degli ecosistemi.

Una manifestazione dal programma ricco e articolato che offre molteplici occasioni di partecipazione, dove ognuno può trovare il format più adatto ai propri interessi e alle proprie esigenze. Ecco le tappe principali.

Dal 3 al 30 giugno la manifestazione propone molti eventi digitali – Food Talk e Come si fa?, Sea Tales e Pesci fuor d’acqua, oltre alle conferenze internazionali, che affronteranno temi di attualità – gratuiti e sottotitolati in italiano e inglese su http://www.slowfish.it. Mentre da Levante a Ponente la Liguria si anima di eventi fisici diffusi, organizzati in collaborazione con la rete territoriale di Slow Food Liguria: ecco allora che i cuochi liguri propongono piatti ad hoc legati alla campagna Slow Fish, i produttori dei Presìdi Slow Food liguri aprono le porte delle loro aziende ai visitatori nell’ultimo week-end di giugno, sabato 26 e domenica 27; mentre il sistema turistico regionale arricchisce il programma con tour guidati nei borghi e visite nelle città.

Dall’1 al 4 luglio nel centro storico di Genova ritroviamo la manifestazione a cui siamo affezionati con gli espositori, le aree istituzionali regionali che presentano le migliori esperienze del proprio territorio insieme a ristoratori e pescatori, e dei partner dell’evento, i Food Truck e i birrifici, i Laboratori del Gusto e gli Appuntamenti a Tavola.

Inoltre, quest’anno Genova è il punto di riferimento per tutti i soci italiani. Infatti il 3 e 4 luglio si svolge il Congresso nazionale di Slow Food Italia, un momento importante per l’associazione per decidere insieme la linea politica, le progettualità fondamentali, la governance per i prossimi quattro anni. Arrivano per questo appuntamento nel capoluogo ligure oltre 250 delegati provenienti da tutta Italia, mentre altri 500 delegati (e tutti gli altri soci e attivisti di Slow Food) possono seguire il Congresso collegandosi live con Genova.

Slow Fish 2021 è resa possibile grazie a tante aziende che hanno voluto sostenere l’evento e con esso la ripartenza economica e turistica e una rinnovata socialità: i main partner BBBell, FPT Industrial, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA), Reale Mutua e UniCredit; gli in kind partner Bormioli Rocco, Bormioli Luigi, BSD Liebherr e S.Bernardo; i green partner PoolPack, Amiu e Ricrea.

Digitale e internazionale:

ecco il programma di Slow Fish al via il 3 giugno su http://www.slowfish.it

A dare il La a Slow Fish 2021 è il calendario di appuntamenti fruibili gratuitamente online a partire dal 3 giugno: un mese in cui tutti gli appassionati gastronomi ed ecologisti che vogliono capire quali conseguenze genera il modo in cui ci rapportiamo al nostro cibo – come lo produciamo, lo distribuiamo, lo scegliamo, lo consumiamo – possono accedere al programma digitale della piattaforma http://www.slowfish.it per assistere a Conferenze, Food Talk e a molti altri format innovativi ideati da Slow Food. Il tutto disponibile gratuitamente e sottotitolato in italiano e inglese per consentire una partecipazione che superi ogni confine fisico e che quindi ci permette di coinvolgere pescatori, artigiani ed esperti da ogni angolo del mondo, con i loro temi e le loro esperienze. Oltre al sito, parleranno di Slow Fish anche i social di Slow Food, Facebook, Instagram, Twitter e ovviamente YouTube con #slowfish2021.

Ecco un assaggio di cosa propone il palinsesto digitale dell’evento:

Slow Fish: un mare di approfondimenti digitali

Le connessioni: questo il fil rouge dei webinar organizzati all’interno del programma digitale di Slow Fish 2021, che anche in questa edizione affronta le tematiche più attuali relative ai cicli dell’acqua, tema della decima edizione della manifestazione. Gli appuntamenti sono gratuiti su registrazione, necessaria per accedere al webinar fruendo del servizio di interpretariato e per poter interagire con i relatori.

Si comincia nella Giornata Mondiale degli Oceani, l’8 giugno, con Il futuro degli oceani, un webinar internazionale in cui i relatori, esponenti del nuovo advisory board di Slow Fish, si interrogano su ciò che sarà dei mari che ricoprono il 70% del nostro pianeta: cinque oceani interconnessi tra loro che, mai come oggi, è fondamentale considerare un bene comune da amministrare in quanto tali.

Il 14 giugno tocca ai legami tra le acque dolci e il mare. Nell’appuntamento Biodiversità sommersa: una rete di connessioni, si analizza la funzione dei fiumi, che solitamente portano (o dovrebbero portare) al mare acqua dolce pulita, fondamentale per gli ecosistemi marini, dal plancton ai coralli. Un equilibrio messo a dura prova dagli scarichi urbani e industriali e dall’uso in agricoltura di pesticidi e sostanze nocive che alla fine arrivano nei corsi d’acqua. Attraverso storie provenienti dalle comunità della rete Slow Fish del mondo esploriamo gli sforzi collettivi intrapresi sulla terraferma per prendersi cura del mare. E per contro mostriamo cosa succede quando questo sforzo collettivo non esiste.

Dal 16 giugno tre appuntamenti affrontano Il pesce ai tempi del Covid, analizzando i cambiamenti nelle abitudini alimentari e i gusti degli italiani a tavola mettendo a confronto Milano e Genova (16 giugno), Venezia e Bologna (23 giugno) e San Benedetto del Tronto e Palermo (30 giugno). Al mercato ittico il pescato locale o del Mediterraneo oscilla fra il 25/30%, mentre il resto è importato. Durante il 2020 la chiusura delle attività di ristorazione ha avuto

ripercussioni sulla pesca locale e su tutto il mercato del fresco, riducendo l’attività costiera in Italia e in Europa; d’altra parte abbiamo assistito a un maggiore successo dei prodotti surgelati, congelati o lavorati provenienti dalla pesca industriale o dall’acquacoltura. Se la riduzione dell’attività della pesca costiera ha potuto dare un po’ di tregua alla biodiversità delle coste mediterranee, mettendo però in ulteriore crisi i piccoli pescatori, non si può dire altrettanto di quella industriale, visto l’aumento rilevato dei prodotti di surgelazione. Nei tre webinar attivisti, esperti, pescatori confrontano le proprie esperienze, facendo emergere un quadro sfaccettato e molteplici scenari.

L’inquinamento da plastiche in mare è purtroppo un tema ricorrente a Slow Fish, e anche quest’anno ne parliamo nel webinar Classificazione residui marini: come il pescatore può smaltire i residui pescati in mare? in programma il 21 giugno. Le politiche attive di contrasto e riduzione della plastica in mare e, più in generale, dei marine litter, rappresentano, per la UE, fattori cruciali da affrontare per perseguire e raggiungere, entro il 2050, gli obiettivi presenti nel piano di economia circolare europeo. Ciononostante, la raccolta e l’avvio a recupero, trattamento e smaltimento dei “rifiuti marini” raccolti dai pescatori, presentano a oggi criticità burocratiche e operative anche in conseguenza dei nuovi orientamenti normativi. In quest’ottica nasce un confronto che ha lo scopo di evidenziare le novità introdotte dalle norme che regolano questi fenomeni e, più in generale, per fornire spunti di riflessione sul ruolo della pesca e dei pescatori nei processi di economia circolare.

Di cambiamento climatico nel Mediterraneo e dei suoi effetti sugli ecosistemi si parla invece il 28 giugno. Il clima sta cambiando – ed è innegabile – ma, se non fosse per mari e oceani che sequestrano circa un quarto della CO2 rilasciata, gli effetti di questo cambiamento sarebbero ancora più evidenti. Oltre a fornirci cibo e risorse, mari e oceani sono il nostro principale alleato contro il cambiamento climatico, ma sono anche tra i primi a pagarne il prezzo. Questa capacità di assorbire la CO2 e il calore in eccesso, infatti, non è senza conseguenze, poiché porta da un lato all’acidificazione delle acque, dall’altro a un innalzamento del loro livello.

Il 30 giugno è la volta di Foodnected, un progetto finanziato dalla Fondazione MAVA che guarda ai paesi del Mediterraneo e intende riunire agricoltori, pescatori, produttori e consumatori, condividendo un codice etico e attività di sensibilizzazione sulle implicazioni ambientali e sociali del modo in cui il cibo viene prodotto e consumato, all’insegna della tutela degli ecosistemi locali. In questo appuntamento si presentano le linee guida alla base delle attività del progetto.

Il 3 luglio, nell’appuntamento Giardini di alghe o monocolture di alghe? Se le alghe diventano i nuovi campi di mais…, raccoglitori di alghe da tutto il mondo si confrontano sul valore ecologico, economico e culturale di queste piante acquatiche, condannando sistemi di allevamento non sostenibili che spesso mettono a dura prova la vita delle comunità costiere e mostrando invece che è possibile un’economia delle alghe giusta dal punto di vista ambientale e sociale.

Studenti, insegnanti e genitori a Slow Food per saperne di più!

Come da tradizione, si partecipa a Slow Fish per imparare. Anche in questa edizione abbiamo pensato a diversi appuntamenti, dedicati alle scolaresche, agli insegnanti e ai genitori che da nord a sud vogliono approfondire le tante domande sul mondo del mare.

Cominciamo il 3 giugno alle 10,30 con un webinar dedicato agli studenti delle scuole di tutta Italia, dalla materna alla secondaria di primo grado. Noi e il mare: l’ecosistema mare e l’impronta dell’uomo. Un’immersione nell’ecosistema mare alla scoperta dello stretto legame tra l’uomo e l’acqua. Quanto incidono le nostre azioni quotidiane – anche quelle compiute a distanza – sulla salute del mare? Cosa fanno i biologi marini per aiutare le specie marine? Cosa hanno in comune le creature marine e gli umani? E soprattutto cosa possiamo fare tutti noi per non rovinare una risorsa così preziosa? Queste sono solo alcune delle domande che esploriamo con il contributo dei biologi marini dell’Acquario di Genova che, attraverso alcune semplici attività, ci aiutano a conoscere alcuni aspetti dell’ecosistema marino. Durante l’appuntamento vengono premiate le classi vincitrici del contest Acqua, bene prezioso.

Il secondo appuntamento Le nuove geografie: interdipendenza tra l’ecosistema terrestre e marino è invece pensato per insegnanti, educatori e genitori, il 17 giugno alle 11. Un webinar destinato ad approfondire la conoscenza degli ecosistemi costieri e l’impatto delle attività antropiche su di essi.

Il “focus” per questa esplorazione dell’ecosistema terrestre e marino e della loro interdipendenza è il Mediterraneo, con la sua fascia costiera e la flora e la fauna che lo popolano. Senza dimenticare il ruolo svolto dall’essere umano e la sua interazione costante con il mare.

Le Food Talks

Sono stati tra gli appuntamenti più apprezzati dal pubblico internazionale che ha seguito la maratona digitale di Terra Madre Salone del Gusto, la grande scommessa di Slow Food durante la pandemia con oltre 1000 eventi fisici e digitali in sette mesi, che hanno raggiunto più di 10 milioni di account social in 202 Paesi del mondo. Le Food Talks, realizzate con il sostegno di UniCredit, sono il format che propone video della durata di 10 minuti, trasmessi in streaming in lingua originale e sottotitolati, durante i quali pescatori, antropologi, ecologisti ed esperti, fanno emergere la propria visione sul futuro di mari e oceani e ne raccontano le principali problematiche, ma anche le possibili soluzioni. E la bellezza.

Qualche esempio degli appuntamenti in programma? Ci addentriamo nel Mar dei Caraibi, per vedere quanto ancor oggi il problema della pirateria sia diffuso. Sulle coste statunitensi scopriamo un mondo di biodiversità che dobbiamo proteggere. In Canada, visitiamo un giardino di alghe e ne scopriamo i benefici per l’ambiente, e gli usi in cucina. In Irlanda focalizziamo la nostra attenzione sul salmone selvaggio, mentre in Francia esploriamo i sistemi di gestione

collettiva della risorsa grazie al Presidio della Prud’homie. Edgar Jay Stevens, Jacquelyn Ross, Amanda Swinimer, Didier Ranc e molti altri sono chiamati a delineare un quadro collettivo del futuro che vogliamo.

I Come si fa?

Un viaggio alla scoperta delle tecniche di cucina e delle tradizioni che, dal Nord al Sud Italia, hanno fatto grande la cucina di pesce. Con i video Come si fa? ognuno di noi ha la possibilità di imparare e riprodurre a casa propria le ricette delle cuoche e dei cuochi che fanno parte della rete di Slow Fish. Un assaggio di quello che vedremo? Partiamo dai cuochi dell’Alleanza Slow Food, Pino Maggiore, del ristorante Cantina siciliana, con cui impariamo i segreti del tradizionale couscous alla trapanese e Adriana e Nino di Casa e Putia, a Messina. Mentre ci spostiamo decisamente a nord con lo chef del Collettivo Mediterraneo, Fabio Tammaro dell’Officina dei sapori di Verona, e Viviana Varese, dello stellato Viva di Milano.

Ma non è tutto, con i Come si fa? un viaggio intorno al mondo è garantito a ogni click! Perché non andare a Bahia, in Brasile, per scoprire cos’è e come si prepara il pescado amerindio? E quali ingredienti prevede il pesce si ma’ o app la cucinato secondo la ricetta del popolo akha in Thailandia? Dall’altro lato del mondo ci aspetta il granchio nero, Presidio Slow Food colombiano, accompagnato dal bami, una polenta fatta con tapioca, burro e sale.

Le Sea tales

Il mare non è solo lo scrigno di grandi tesori da gustare grazie alla sapienza degli chef, è mestiere e tecniche di pesca tramandati di padre in figlio e oggi a nostra disposizione per conoscere un pezzo di mondo in più, per imparare a rispettare culture e tradizioni anche molto diverse da noi. Le Sea Tales, novità assoluta del programma di Slow Fish 2021, utilizzano la fotografia per dare voce ai protagonisti delle comunità dei pescatori di piccola scala, raccontandone stili di vita e tecniche. Grazie agli scatti di Carla Milone visiteremo le fabbriche del ghiaccio in Birmania e le acque sacre del Gange in India, conosceremo le pratiche di pesca lungo la costa dello Stato di Cearà in Brasile e le usanze diffuse nelle isole del lago Fitri in Ciad.

Pesci fuor d’acqua

Un nuovo format al debutto per questa edizione di Slow Fish. Con le interviste doppie di Pesci fuor d’acqua mettiamo a confronto mondi solo apparentemente lontani grazie al contributo di ricercatori, cuochi e produttori. Che cosa hanno in comune un esperto di plancton e un’apicoltrice? Perché il “mondo piccolo” è così importante sia che si scelga di stare con i piedi per terra sia che si abbia a che vedere con l’universo acquatico? Quali sono i parallelismi tra le ricchissime cucine della tradizione che uniscono legumi e specie ittiche definite neglette o povere? E, infine, una delle più grandi minacce della biodiversità in agricoltura sono i brevetti sui semi. Da cosa dobbiamo difendere il grandissimo patrimonio di specie animali e vegetali che custodisce il mare? Sono tutte domande a cui possono dare risposta i protagonisti di Pesci fuor d’acqua.

In cucina con Slow Fish

Anteprima assoluta per il pubblico digitale di Slow Fish è l’appuntamento In Cucina con Slow Food, a lezione con i cuochi dell’Alleanza, un ciclo di appuntamenti realizzato con il sostegno di Pastificio Di Martino, disponibile a partire dal prossimo autunno. In questa preview, lunedì 28 giugno alle 18, dedicata ai prodotti ittici, i fortunati partecipanti entrano nella cucina di Pamela Veronese dell’Osteria Arcadia di Santa Giulia (Rovigo) per un laboratorio live e interattivo in cui scoprire come eseguire un perfetto spunciotto di alici fritte a “scotadeo”, come vanno di moda in Veneto. E mentre si chiacchiera di metodi di pesca che rispettano gli ecosistemi e di come orientarsi nella scelta del pesce, la cuoca vi guida nella preparazione delle linguine con le cozze, e la cena è servita!

Coinvolti in questo progetto anche Acqua S.Bernardo, sostenitore dell’Alleanza dei cuochi Slow Food, e Arcobaleno, azienda di cui useremo i grembiuli in cucina… con Slow Food.

Ma non finisce qui, perchè a Slow Fish non si finisce mai di imparare, e così anche i social media ufficiali si trasformano in strumenti per saperne di più su stagionalità, specie sostenibili, come ad esempio il pesce azzurro, o insostenibili, come la filiera del salmone allevato, sugli aspetti nutrizionali dei prodotti ittici e sui falsi miti da sfatare che riguardano il rapporto tra il cibo e la salute, uno dei temi più attuali che l’associazione tratta grazie al sostegno di Reale Mutua, main partner dell’evento oltre che Sostenitore ufficiale di Slow Food Italia.

Il programma diffuso in Liguria

Su www.slowfish.it tutti gli appuntamenti e le modalità di prenotazione Il piatto di Slow Fish

Sono oltre 70 i locali liguri che si impegnano a raccontare i temi della pesca sostenibile e del rispetto delle risorse della terra e del mare ai loro avventori attraverso l’iniziativa Il piatto di Slow Fish. Ristoranti e trattorie segnalati nella guida Osterie d’Italia pubblicata da Slow Food Editore e cuochi che, grazie alle loro scelte di approvvigionamento e di gestione sostenibile, fanno parte dell’Alleanza Slow Food. Nell’ultimo anno hanno sofferto più di altri settori e, dunque, proprio con loro vogliamo inaugurare la ripartenza, mettendo in evidenza quelle piccole accortezze che possono restituire equilibrio agli ecosistemi: come l’impiego di prodotti ittici locali, pescati secondo la stagione, e la predilezione di specie neglette; l’esclusione di tonno e salmone dal proprio menù; la segnalazione dei produttori e il racconto della provenienza degli ingredienti, e la cucina no waste grazie alla valorizzazione di parti meno pregiate dei prodotti.

Slow Fish è… assaggio di Laboratori del Gusto, passeggiate, visite in azienda

Non sono mai mancati in una manifestazione Slow Food e, come da tradizione, tornano a Genova i Laboratori del Gusto con un ricco programma dall’1 al 4 luglio e tante ghiotte preview tutte da gustare. Ecco qualche anticipazione, ma il programma è in continua evoluzione: stay tuned su http://www.slowfish.it.

Dà il via alle danze il 6 giugno la Condotta Slow Food La Spezia – Golfo dei Poeti con un ciclo laboratori di degustazione dedicati alle acciughe, agli ormai famosi “panini d’amare” e ai muscoli del Parco Naturale Regionale di Montemarcello, oltre a visite in cantina e passeggiate a Tramonti e Santa Teresa.

Avete detto olio? Slow Fish dedica diversi appuntamenti a questo prodotto cardine del nostro Made in Italy, indispensabile in abbinamento al pescato ma non solo. Cominciamo il 4 giugno con la presentazione della Guida agli Extravergini di Slow Food Editore, organizzata da Slow Food Regione Liguria e Condotta Slow Food Giovanni Rebora – Genova negli spazi di Eataly Genova. Il giorno dopo ci spostiamo a Borgomaro per una passeggiata tra gli uliveti con degustazione organizzata dalla Condotta Slow Food Riviera dei fiori – Alpi marittime.

Il 30 giugno, sempre Eataly Genova ospita il laboratorio di assaggio, organizzato da Apol in partnership con la Regione Liguria, per imparare qualcosa di più sul “mondo segreto” dell’extravergine e aumentare la competenza sulla filiera. Nella stessa giornata si tiene il lancio di OIE, il nuovo marchio “eroico” degli olivicoltori liguri per rafforzare il legame con ristoratori e negozi del territorio.

Mentre ogni giovedì alle 18,30 il nuovo QBA Craft Beer, Food & Beershop di Genova (in via Malta 15R) ospita tre Laboratori del Gusto, occasione unica per imparare gustando, finalmente di nuovo in presenza! Si parte il 10 giugno con Michele Senno de L’Anciua, per degustare tre delle sue

specialità in barattolo, per proseguire con Lorenzo Bo, nipote dello storico pescatore e ristoratore Giulio Dasso, che propone affumicati realizzati con il pesce pescato da lui, utilizzando legna di alloro e rosmarino; nell’ultimo appuntamento invece tiriamo fuori i muscoli in compagnia dei contadini del mare, la cooperativa di allevatori di molluschi che nel Golfo di La Spezia conta oltre 80 soci. Per ogni appuntamento QBA, main partner di Slow Fish 2021, propone una selezione di birre sapientemente abbinate.

La Condotta Slow Food Giovanni Rebora – Genova organizza per il 18 giugno uno speciale laboratorio per celebrare l’incontro tra due realtà dell’eccellenza ligure, che hanno unito testa e cuore per creare un prodotto unico nel suo genere la “sciacchetriple”, una birra in stile belga tripla rifermentata in caratelli di sciacchetrà. Per l’occasione il Birrificio Maltus Faber di Genova ospita l’azienda agricola Possa di Riomaggiore.

E se è vero che Slow Fish è un evento dedicato al mare, niente di meglio delle degustazioni (a base di Presìdi Slow Food) letteralmente sul mare. Appuntamento il 26 giugno e il 4 luglio al Porto Antico di Genova, con gli Aperitivi sul battello organizzati dai locali della Rete Contatto in collaborazione con il Consorzio Liguria Via Mare.

Presìdi aperti: sabato 26 e domenica 27 giugno in tutta la Liguria

A Slow Fish 2021 ritorna, dopo l’edizione nazionale di ottobre 2020, l’appuntamento con Presìdi aperti, un intero weekend, sabato 26 e domenica 27 giugno, in cui i produttori liguri che fanno parte del progetto Slow Food a tutela della biodiversità aprono le porte delle aziende agricole e dei laboratori di trasformazione, per condividere con il pubblico una parte della loro quotidianità e permettere ai visitatori di ascoltare i loro racconti, assaggiare i loro prodotti, conoscere da vicino le storie dei custodi della biodiversità.

Su http://www.slowfish.it le aziende che partecipano e iniziative proposte.

A spasso per il centro storico di Genova con Slow Fish!

Quella del 2021 è senza dubbio un’edizione straordinaria, sia perché quest’anno Slow Fish è una delle prime manifestazioni del calendario nazionale che si possono svolgere in presenza, sia perché, proprio per rispettare le norme di sicurezza che prevedono il distanziamento ed evitano gli assembramenti, per la prima volta l’evento penetra nella città coinvolgendo non solo l’area del Porto Antico, sede storica delle precedenti edizioni, ma vie e piazze del centro cittadino. Infatti sono quattro le aree del capoluogo ligure coinvolte quest’anno: oltre a piazza Caricamento possiamo trovare stand espositivi e attività promosse da Slow Fish anche in piazza De Ferrari e nella vicina piazza Matteotti, oltre che in piazza della Vittoria. Basta lasciarsi guidare negli itinerari cittadini alla ricerca di Casa Slow Food, gli stand della Chiocciola allestiti nelle quattro piazze in cui si può acquistare con i Mercati della Terra; degustare con l’Enoteca e i Laboratori del Gusto; imparare con le attività di educazione per bambini e famiglie in visita; conoscere Slow Food a partire dalle Condotte locali, i gruppi di soci che in ogni angolo del mondo organizzano momenti di approfondimento e conoscenza durante tutto l’anno.

Ci invita a riflettere anche l’installazione artistica ospitata a Slow Fish grazie al main partner FPT Industrial, Consider yourself as a guest (Cornucopia), realizzata dal celebre artista americano Christian Holstad utilizzando rifiuti di plastica. L’opera è stata presentata alla Biennale Arte 2019 a Venezia e ad Artissima 2019 a Torino. Tra i luoghi di Slow Fish 2021 anche il nuovo QBA Craft Beer, Food & Beershop, imperdibile per tutti gli amanti della tradizione brassicola e di nuove sperimentazioni culinarie, proprio a base di birra. E per condividere le esperienze vissute a Slow Fish anche sui social, in tutte le aree della manifestazione la connessione wi-fi per il pubblico è garantita dal main partner BBBell.

Ma vediamo nel dettaglio cosa possiamo trovare nei quattro giorni di Slow Fish.

Il mare delle regioni a Slow Fish

Un dialogo tra terra e mare sempre più intenso in cui le ricadute, siano esse positive o negative, delle azioni dell’uomo sulla prima incidono sul secondo, che ce ne restituisce tutti i frutti, dolci e amari. Ed è con questa consapevolezza che le regioni italiane vengono a raccontare i loro progetti di tutela e promozione, i loro borghi marinari, le loro tradizioni e i loro prodotti a Slow Fish. Dal Nord al Sud Italia, dai padroni di casa, la Liguria, alla Regione Calabria, dalla Puglia alla Campania. E quindi, pinne, forchette e occhiali… tutti pronti per un viaggio virtuale nelle regioni d’Italia a Slow Fish!

Partiamo dai padroni di casa, la Regione Liguria, che diventa essa stessa palcoscenico della manifestazione grazie agli eventi diffusi che animano il programma per un mese intero, da Levante a Ponente. Mentre, nei giorni genovesi dell’evento in presenza, la Regione dà voce a tutti i protagonisti della filiera del mare: pescatori, artigiani, ristoratori che insieme rappresentano i diversi ecosistemi e le diverse anime di tutta la regione, in uno spazio vestito da poesia, colori e personaggi magici.

Si presenta a Slow Fish come una rete, una comunità in cui tutti – istituzioni, pescatori, artigiani e cuochi, ricercatori e società civile – fanno la loro parte per garantire alle generazioni future ciò che hanno di più prezioso: il mare incantato, le tradizioni della piccola pesca e la gastronomia che se ne nutre, le aree protette e le iniziative che la pongono all’avanguardia della sostenibilità. La Puglia, con l’assessorato regionale all’Agricoltura e Slow Food Puglia, racconta i propri progetti nello stand genovese attraverso gli incontri, le degustazioni e le cene che coinvolgono gli osti della Comunità per i sistemi locali del cibo e i Presìdi della pesca, con gli espositori che propongono trasformati ittici, conserve e oli. Tra i temi con cui la Puglia contribuisce al dibattito della manifestazione, il ruolo dei parchi costieri come registi del cambiamento, e i nuovi progetti di tutela, come la cozza nera del Mar Piccolo di Taranto e l’Oasi Blu del Golfo di Taranto.

La Calabria, una delle regioni più verdi d’Italia percorsa da nord a sud da splendidi monti, è circondata per quasi la sua totalità dal mare. Una regione marinara con un’anima montana che non poteva mancare con le sue tradizioni e suoi prodotti del mare a Slow Fish. La Regione Calabria, con l’assessorato all’Agricoltura e in collaborazione con Slow Food Calabria, anima uno spazio in cui si alternano Cuochi dell’Alleanza che propongono show cooking e degustazioni; incontri con pescatori ed esperti che si confrontano sui temi centrali per il mondo della pesca e della vita in mare mentre uno spazio espositivo accoglie artigiani del cibo con prodotti che arrivano dalle coste calabresi.

Campania e mare rappresentano da sempre un binomio inscindibile. Un legame forte che unisce gli abitanti di questa regione al suo mare e ai suoi prodotti. Le isole e le coste sono meta turistica apprezzata in tutto il mondo. Il mare e i suoi abitanti, la pesca e i pescatori sono protagonisti dello stand della Regione Campania animato da Slow Food Campania con laboratori di degustazione, comunità della pesca che raccontano la loro attività, confronti e dibattiti e ospita 8 produttori che trasformano il pescato.

Giocando s’impara

Tra un appuntamento e l’altro non perdete il percorso interattivo Fish‘n’Tips in Casa Slow Food, per arricchirvi di tante informazioni preziose sulla biodiversità marina, sulle nostre scelte alimentari, sull’effetto dei cambiamenti climatici sulle acque di mari e oceani. Mettetevi alla prova con Grande Blu – il gioco di carte ideato da Planet Idea e realizzato con carta Alga Favini. E per innescare una partecipazione attiva dei più piccoli in visita alla manifestazione insieme alle famiglie ci sono i chiodini di Quercetti, il gioco che ha reso famosa l’azienda torinese con figure a tema appositamente realizzate per Slow Fish.

Mercati della Terra

Piazza Matteotti è la casa dei Mercati della Terra, la rete internazionale di mercati che seguono i principi Slow Food e che propongono cibi buoni, puliti e giusti, locali, freschi e stagionali, che rispettano l’ambiente e il lavoro dei produttori e sono venduti a prezzi equi, per chi compra e per chi produce. A Slow Fish sono presenti alcuni Mercati in rappresentanza dei progetti attivi in Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana.

Food Truck e birrifici

Non potevano mancare anche in questa edizione Food truck e birrifici, che tornano ad animare l’evento con preparazioni veloci – da originali bruschette alle focacce, dall’immancabile fritto ai paninetti gourmet – accompagnate da specialità brassicole, per rinfrescare le giornate genovesi con il meglio della produzione italiana. Curiosi di scoprirne qualcuna in anteprima? Tra i dieci truck con cibi di strada della tradizione regionale italiana, segnaliamo Scottadito, uno street food itinerante su Ape Piaggio, nato nel 2012 a San Benedetto del Tronto (Ap) che a Slow Fish propone una speciale versione locale della classica fish&chips. E dalla Liguria i coraggiosi Camugin, che hanno continuato a raccontare la loro terra (e il loro mare) anche durante la pandemia, a suon di acciughe del golfo impanate e fritte e panissa. E l’abbinamento perfetto? C’è l’imbarazzo della scelta tra i dodici birrifici selezionati per questa edizione di Slow Fish. Tra tutti ne citiamo due: il locale Maltus Faber che racchiude in sé lo spirito avventuroso dei marinai genovesi e la cura dei dettagli dei monaci trappisti belgi; e la squadra del Birrificio del Forte, nato nel 2011 a Pietrasanta (Lu), che anno dopo anno ha costruito una solida voce che potremo assaggiare, forte e chiara, a Genova.

Enoteca

E per brindare alla ripartenza e alla ritrovata socialità, niente di meglio di una piacevole sosta in Enoteca dove scegliere tra oltre 300 etichette delle aziende vitivinicole che fanno parte del Club della Banca del Vino di Pollenzo e selezionate tra quelle recensite dalla guida Slow Wine. Per farci guidare tra le diverse etichette, possiamo affidarci ai sommelier della Fisar, da sempre al fianco di Slow Food nella realizzazione di questo importante spazio.

Laboratori del Gusto

Non mancano di certo i Laboratori del Gusto, per riprendersi il piacere di imparare e approfondire temi e prodotti stimolando i sensi e per ascoltare le storie di chi quei prodotti li ha realizzati. Sei appuntamenti tra venerdì 2 e domenica 4 luglio per fare il giro d’Italia accompagnando ogni specialità ittica con un buon calice. Vogliamo stuzzicare la curiosità? Avete mai assaggiato i salumi di mare abbinati ai vini rifermentati? Siete pronti per una sfida all’ultima ostrica tra Puglia e Liguria? E cosa ne dite di una full immersion tra le conserve di pesce – dall’alaccia salata di Lampedusa alle alici di Menaica, dal mosciolo selvatico di Portonovo alla tinca di Ceresole – prodotte con i Presìdi Slow Food?

Appuntamenti a Tavola

Per concludere la vostra visita a Slow Fish, tornano gli Appuntamenti a Tavola con quattro cene ospitate da Eataly Genova, presso il ristorante Il Marin e il bistrot Ancioa. I posti sono ovviamente limitati per permettere di vivere in sicurezza una piacevole serata, ma siamo sicuri ne valga la pena! Insieme a Marco Visciola, resident chef de Il Marin, troviamo Jacopo Ticchi della Trattoria da Lucio di Rimini, impegnato in una cena no waste a quattro mani: il primo noto, tra l’altro, per la sua finanziera di mare e il secondo per il suo obiettivo di recupero dei cosiddetti

scarti ittici trasformati in manicaretti frollati, marinati, stagionati… E poi in un appuntamento ospitiamo Marco Ambrosini del milanese 28 posti bistrot, uno dei protagonisti del Collettivo Mediterraneo, progetto che racconta la multiculturalità del bacino che ci ospita, la biodiversità, le esperienze di donne e uomini che hanno costruito la nostra storia come abitanti del Mare Nostrum. Mentre torniamo in Adriatico con il cuoco gastronomo Pierangelo Orselli, di Slow Food Ravenna, che organizza una cena di mare con protagonisti la cozza selvaggia e i prodotti delle pialasse ravennati.

In copertina: foto di Alessandro Vargiu

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