Taxi, tariffe gonfiate e maxi prelevamenti dalla carta dei clienti: licenza sospesa per 5 tassisti

La Commissione taxi del Comune ha deciso per il tassista che ha rubato 143 euro a una cliente dalla tessera per anziani e disabili concessa dalla Regione la sospensione più lunga: 60 giorni. Per le tariffe gonfiate, a seconda della gravità, sono state decise sospensioni da 50 a 2 giorni

Il caso più grave è stato quello di un tassista che, partito con la cliente da piazza Fontane Marose e dopo aver fatto un percorso breve (tanto che il tassametro segnava 7 euro) ha prelevato dalla carta a scalare della donna ben 150 euro. Non c’è nemmeno il dubbio che abbia sbagliato digitando uno zero in più, in buona fede: la cifra è molto diversa, pari a 21 volte quella reale indicata dal tassametro che la cliente pensava di pagare. Lei, però, una volta tornata a casa, ha consultato i movimenti della carta, quella rilasciata dalla Regione Liguria quale “bonus taxi” in emergenza COVID 19 dedicata ad anziani, disabili, donne incinte e si è accorta del furto. È tornata in piazza Fontane Marose dove ha trovato il tassista e ha preteso di essere rimborsata. Poi è andata a denunciare il conducente alla Polizia locale che, dopo le indagini, oltre a procedere penalmente, ha portato il caso in commissione dove pochi dei suoi colleghi, di fronte a prove inconfutabili e a un reato particolarmente abbietto (i soldi sono stati sottratti dalla carta concessa dalla Regione a una persona che per età o per disabilità fisica o per le proprie condizioni fa fatica a camminare e per questo ha usato il taxi), si sono dimostrati disposti a difendere il ladro. Che, appunto, non potrà esercitare per ben due mesi. C’è da dire che c’è stato tra i rappresentanti sindacali anche chi pretendeva che questo e altri colleghi poco corretti, poi sanzionati pesantemente con molti giorni di fermo, non subissero alcuna conseguenza: un atteggiamento sindacale di catenaccio vecchio e obsoleto, che va a discapito non solo dei clienti-utenti, ma anche dell’appeal turistico della città (le truffe ai turisti finiscono spesso nei forum online) e alla stessa categoria che viene mal vista a causa della disonestà di pochi.

Bisogna dire anche, però, che, salvo rari casi, la categoria (che partecipa alla commissione con una vasta delegazione sindacale) non pare ormai disposta a “coprire” chi infrange la legge e le regole. Spesso davanti alla proposta di sospensione per i casi più gravi si è schierata per punizioni severe, in qualche caso un po’ meno di quelle proposte dai rappresentanti dell’Amministrazione (che comunque sono state imposte), qualche volta analoghe a quelle proposte. Questo è un buon segnale, segno che la categoria non è disposta a tenere le parti di quelli che rubano o truffano, rovinando l’immagine di tutti.

Dopo una serie di controlli messi in atto dalla Polizia locale a seguito di parecchie segnalazioni e denunce di cittadini (decisamente in aumento rispetto al passato), sono stati diversi i tassisti pizzicati recentemente a truffare o derubare i clienti.

Addebiti non regolari sulle carte taxi distribuite dalla Regione ad anziani, disabili e donne incinte: in tanti ci avete chiesto come fare a segnalare. Chi pensa di aver notato difformità tra il tragitto percorso e i prelevamenti dalla carta e ha elementi che possano portare ad individuare i responsabili può contattare il reparto Giudiziaria della polizia locale alla mail larmanini@comune.genova.it

Quaranta giorni di sospensione sono stati imposti al tassista che nella tratta Aeroporto-via Dodecaneso è riuscito a truffare quasi 10 euro effettuando un percorso più lungo, alterando la tariffa (imponendo quella extracittadina al posto di quella urbana), posizionando il tassametro in modo che i clienti non potessero vederlo. Peccato che sia stato seguito da un’auto borghese della polizia locale con un tassametro a bordo tarato come quello dei tassisti genovesi che a fine corsa segnava 21,85 euro ai quali si doveva aggiungere il supplemento aeroporto (2,50 euro), per un totale di 24,35 euro. Il tassista, invece, ha chiesto e incassato 33,70 euro. Gli è stata anche contestata la rimozione del tassametro registrato e piombato con uno diverso, mai comunicato e omologato. Non potrà girare la chiave dell’accensione per 40 giorni.

Più pesante la sospensione di un soggetto recidivo, con in corso un’altra sospensione di 30 giorni per aver “imboscato” il tassametro in modo che i clienti non potessero vederlo e con diverse altre sospensioni della licenza per alterazioni tariffarie alle spalle. Insomma, uno che di lavorare onestamente non sembra avere proprio intenzione, tanto che alla prossima rischia direttamente il ritiro definitivo della licenza. Questa volta, sempre per aver manomesso e spostato il tassametro) si è aggiudicato la sospensione per 50 giorni (da aggiungere ai 30 precedenti). La maggior parte dei suoi colleghi in commissione si è detto d’accordo con la sospensione proposta dall’Amministrazione.

Non ha precedenti, invece, il tassista che tra l’aeroporto e la stazione della metropolitana di Brin è riuscito a rubare al cliente 4,55 euro (da 17,45 reali a 22 euro). Anche in questo caso è stato seguito da un’auto della Polizia locale con tassametro a bordo. Non potrà lavorare per 5 giorni.

Si è messo nei guai per 2,70 euro il tassista che tra l’Aeroporto e Ponte Morosini ha chiesto 17,70 euro invece dei 15 di tariffa minima dal “Colombo”. La cifra risultante dal tassametro della polizia locale era di 14,60 euro compreso il supplemento, ma dall’aeroporto esiste (purtroppo per gli utenti) la tariffa minima. La sospensione, in questo caso, è di 2 giorni.

Per una cifra ancora più esigua (appena 1,60 euro rubati su 8,35 di tariffa regolare sul tragitto piazza Tommaseo-via Sapeto) porterà traccia sul curriculum (e sarà valutato come precedente negativo in caso di ulteriori episodi di illegalità) un tassista che è stato ammonito verbalmente.

Nel caso in cui sospettiate irregolarità, esponete comunque quanto vi fosse accaduto alla Polizia locale, anche se non disponete di prove, ricordando di segnalare il numero del taxi. Magari voi non rivedrete i vostri soldi, ma scatteranno i controlli (intensificati proprio a causa dell’aumento delle denunce) anche con agenti in borghese e tassametro a bordo dell’auto senza livrea. Farete un favore a voi stessi, agli altri utenti, ma anche ai tanti tassisti che lavorano onestamente al contrario di pochi loro colleghi disonesti. Le inosservanze che si configurano anche come reato di furto o di truffa portano alla denuncia penale e, dopo questa, anche alla sospensione a lungo termine o addirittura alla revoca della licenza.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: