Terrile accusa: «Corsi di krav maga per minori a pagamento col contributo del Municipio»

Il presidente del Centro Est Carratù: «I proponenti hanno vinto un bando e dalla valutazione, in capo solo ai tecnici, sono esclusi presidente, assessori e consiglieri». Può un ente pubblico patrocinare e finanziare un’attività a pagamento di una palestra che fa capo a un’associazione? L’iniziativa che si terrà in area pubblica propone due lezioni a pagamento (10 euro) destinate a bambini e adolescenti dagli 8 ai 17 anni (quindi minori). Ma di ludico nel krav maga non c’è molto: non è uno sport né un’arte marziale, ha una filosofia che enfatizza l’aggressività fisica ed è, semplicemente, una tecnica di combattimento. «Prevede l’attacco a parti “sensibili” del corpo come occhi, gola o genitali, non ammesse nelle discipline sportive» spiega il capogruppo Pd a Tursi. Bullismo e cyberbullismo, contro cui il progetto presentato in Municipio sarebbe orientato, si dovrebbero disinnescare in ben altro modo

«Sembra incredibile, ma è proprio così. Per combattere il fenomeno del bullismo il Municipio I Centro Est patrocina e finanzia un corso di arti marziali, in collaborazione con docenti esperti I.K.M.O. nel settore didattico, comportamentale, gestionale e di difesa personale – dice Alessandro Terrile, capogruppo del Pd in consiglio Comunale -. I.K.M.O. è l’organizzazione che diffonde la pratica del kraw maga, un sistema di combattimento ravvicinato e autodifesa sviluppato negli anni ’30 e poi successivamente adottato dalle forze di difesa israeliane negli anni ’50. Tra le altre arti marziali ha una particolarità: non può essere praticato in forma sportiva perché punta soprattutto a zone del corpo (genitali, carotide, occhi, ecc.) ritenute normalmente intoccabili, ed è privo di ogni regola poiché studiato per difesa e scopi militari. Ai corsi all’aperto, si legge nel volantino, “è invitata tutta la cittadinanza, nel rispetto delle normative e distanze anti Covid-19, ma soprattutto adolescenti minorenni, che potranno avere informazioni comportamentali ed anche provare delle tecniche di difesa personale in caso di aggressione singola o di gruppo. Per fermare il bullismo il Comune decide di insegnare ai ragazzini come si mena, anzi come si possono colpire le zone vitali dell’aggressore. Siamo fuori di ogni senno. Se non bastasse c’è il paradosso: i corsi su come fare a botte saranno tenuti in piazzale San Francesco d’Assisi. Interrogheremo la Giunta per chiarire in forza di quali criteri e con quale trasparenza Comune e Municipio hanno deciso di finanziare un’attività del genere».

Nel progetto presentato non sembra ci sia traccia di partecipazione di psicologi dell’età evolutiva o pedagogisti: si parla solo di «docenti nel settore della difesa personale e comportamentale» scelti dallo staff per raggiungere l’obiettivo di «avvicinare il mondo dello sport/difesa personale» e la «socializzazione e sviluppo dell’aspetto ludico dello sport». Il progetto si chiama “Stop al bullismo” ma, di fatto, parla di «fermare» con la forza eventuali aggressioni, non di prevenire il fenomeno con progetti sociali e didattici portati avanti da psicologi e pedagogisti e non certo da istruttori di krav maga.

In realtà nel progetto presentato e finanziato da Municipio non c’è traccia dell’iniziativa annunciata da un volantino diffuso, che sembra promuovere semplicemente un “open day” all’aperto (causa Covid) e a pagamento dell’associazione con palestra a Carignano. Nel progetto si parla genericamente di una collaborazione con le scuole, senza però che nessuna sia stata coinvolta (e citata) nel progetto stesso. È stato diffuso il volantino che porta il nome del Municipio parlando di partecipazione finanziaria e patrocinio, ma nel progetto non si legge di alcuna attività di questo genere che pare più che altro un tentativo di agganciare frequentatori per futuro corsi strutturati (l’iniziativa propagandata dal volantino parla appena di due lezioni di 4 ore all’aperto).

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