Oggi a Genova 

Disastro del Mottarone, Perocchio in carcere per prevenire la fuga. Il piccolo Eitan ora respira da solo

Secondo la Procura, sussisteva «il pericolo concreto e prevedibilmente prossimo della volontà» del direttore d’esercizio della funivia piemontese (ma anche di quella di Rapallo ferma da due giorni per revisione), come degli altri due indagati, «di sottrarsi alle conseguenze processuali e giudiziarie delle condotte contestate, allontanandosi dai rispettivi domicili e rendendosi irreperibili»

La procura temeva che i tre decidessero di scappare, un rischio «che diverrà sicuramente ancora più accentuato al disvelarsi delle cause del disastro». Sta scritto nel decreto di fermo di Perocchio e di Luigi Nerini e Gabriele Tadini, rispettivamente amministratore unico e capo servizio della Ferrovie del Mottarone srl che gestivano la funivia dove domenica è avvenuta la tragedia in cui hanno perso la vita 14 persone, tra cui 2 bambini.

Tadini ha ammesso che il sistema di frenata della teleferica sarebbe stato stato deliberatamente manomesso inserendo le “forchette” per evitare che in caso nuovi episodi di malfunzionamento (per riparare il quale non sarebbero state stanziati gli investimenti necessari) il freno d’emergenza bloccasse l’operatività dell’impianto con le ripercussioni economiche del caso. Per questo, la cabina, domenica scorsa, sarebbe scesa a forte velocità per 100 metri. Arrivata al traliccio sarebbe stata catapultata in aria per ulteriori 54 metri per poi cadere sopra alcuni alberi.

Tadini ha anche detto che sia Nerini sia Perocchio sarebbero stati informati dell’inserimento delle forchette. Perocchio, invece, ha negato di esserne a conoscenza.

Se le ragioni del crollo fossero confermate, ha detto il procuratore di Verbania Bossi, le pene previste sarebbero molto pesanti. I periti dovranno anche analizzare la scatola nera dell’impianto che registra movimenti e velocità.

Migliorano le condizioni di Eitan, il bimbo di 5 anni che nella tragedia ha perso mamma, papà, fratellino di 2 anni e 2 bisnonni e ha riportato la frattura di tutti e quattro gli arti, traumi addominale e toracico e una commozione cerebrale. A salvarlo potrebbe essere stato il gesto protettivo del padre che gli ha fatto scudo col suo abbraccio da traumi ancora peggiori. Il piccolo, ricoverato all’ospedale infantile di Torino, è stato estubato e respira autonomamente. È anche riuscito a parlare con la zia Aya, sorella del padre, medico che lavora da tempo in Italia.

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