Aspi e Spea potrebbero essere indagate per Galleria Bertè, falsi report viadotti e barriere
Le aziende aggiungerebbero alle 21 persone indagate a vario titolo per inadempimento di contratti di pubbliche forniture, crollo colposo, falso e attentato alla sicurezza dei trasporti
La Procura, al temine delle indagini sul crollo del Morandi, si impegna sui tre filoni di inchiesta collaterali che potrebbero essere riuniti in una sola. Si parte dalla galleria Bertè dove il 30 dicembre del 2019 si staccò dalla volta un pezzo della copertura pesante due tonnellate. Solo per un miracolo non ci furono morti e feriti.
Il crollo della volta della galleria Bertè, le barriere fonoassorbenti non a norma che Aspi ha dovuto rimuovere in tutta fretta, i falsi report sugli altri viadotti: dopo la chiusura delle indagini sul crollo del Ponte Morandi, la Procura sviluppa quelle collaterali, sempre riguardanti le autostrade, a cominciare da quella sui tunnel autostradali. Tre i consulenti nominati dai pm Stefano Puppo e Walter Cotugno. La perizia tecnica riguarderà la manutenzione e la sicurezza delle gallerie, a cominciare proprio dalla Bertè.


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