Intitolato a Paolo Reti lo stabilimento a mare di Ansaldo Energia

L’ingegner Paolo Reti, impiegato in Ansaldo dal 1939 al 1945. proprio il 7 aprile del 1945 venne trucidato dai nazifascisti a Trieste, sua città natale. L’iniziativa in occasione del 25 Aprile

Nell’ambito delle commemorazioni per la Festa della Liberazione, Ansaldo Energia intitola il suo nuovo stabilimento all’ingegnere fucilato dai nazifascisti.
Lo stabilimento a Cornigliano di Ansaldo Energia – che ha visto recentemente la partenza della prima GT36 –
ha ora un nome: è stato infatti intitolato oggi, nell’ambito delle manifestazioni di commemorazione del 25
aprile, all’ingegner Paolo Reti, impiegato in Ansaldo dal 1939 al 1945, quando, il 7 aprile, venne trucidato dai
nazifascisti a Trieste, sua città natale.

Paolo Reti, negli anni in cui fu impiegato presso l’Ansaldo di Sampierdarena, fu attivo nel consolidamento delle attività clandestine e nella organizzazione della rete esterna del CLN genovese, ma anche fondatore di una rete solidaristica che fu fondamentale nell’aiuto alle famiglie di quegli ansaldini che avevano subito la prigione, le torture o la deportazione.


Nel corso della celebrazione, dopo la benedizione dell’arcivescovo Marco Tasca, alla presenza del sindaco Marco Bucci e dell’assessore Ilaria Cavo, è stata ricordata anche un’altra partigiana.

Nina Bardelle, classe 1927, si unisce alla lotta partigiana a 17 anni. Di padre antifascista e perseguitato, prende il nome di battaglia di Fioretto è una delle tante donne che hanno contribuito a fare la Resistenza. Nina lavora nella mensa dell’Ansaldo Delta, società industriale di Genova al servizio della produzione bellica, dove viene introdotta a dei corsi clandestini per infermiere. In fabbrica contribuisce al sabotaggio della produzione bellica, facendo cadere l’acqua sporca della mensa sui proiettili destinati all’esercito tedesco. Svolge l’attività di staffetta, garantendo la comunicazione tra diversi gruppi di partigiani. Fino al 24 aprile 1945, Fioretto rischia la vita ogni giorno. E infatti, il suo nome è tra i 5 che l’hanno scampata e che sarebbero stati “da prelevare dallo stabilimento Delta il giorno 25 aprile e portare immediatamente alla casa dello studente”, come si legge in un documento rinvenuto nella Casa del fascio di Sampierdarena.

Era la primavera del 2017 quando Ansaldo Energia inaugurò il suo nuovo stabilimento: un momento atteso a lungo che avrebbe permesso finalmente di poter assemblare le proprie maxi-turbine e permettere loro di prendere il mare, direttamente dalla fabbrica, appena uscite dallo stabilimento. L’area, che si trova a Cornigliano, con sbocco diretto al mare, si estende per 3.500 metri e permette la costruzione e l’assemblamento di quattro macchine di grande dimensione in contemporanea.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: