Legambiente scrive al Ministro: «Dalla regione un attacco senza precedenti alla tutela del paesaggio»

L’associazione invia una lettera al ministro della cultura Dario Franceschini. Ciafani e Grammatico: «Ci batteremo contro questo disegno di legge»

C’è molta preoccupazione da parte di Legambiente per quanto sta avvenendo in Regione Liguria dove, in Consiglio regionale è in discussione in questi giorni il DDL 59/2021 in materia urbanistica che l’associazione ambientalista definisce «un attacco senza precedenti alla tutela del paesaggio».

«L’articolo 9 del DDL 59/2021 sancisce l’abolizione delle indicazioni di carattere insediativo del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico (PTCP) per molti comuni liguri, che verranno individuati tramite apposita procedura, ma che comunque si possono già definire come i comuni dell’entroterra – spiega Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria -. Questo avviene mentre “latita” il nuovo Piano Paesaggistico, che la Regione dovrebbe approvare ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio in regime di co-pianificazione col MiBAC. Siamo infatti rimasti ad un primo passaggio sull’assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS)». 

«L’abolizione delle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico costituirà una grave deregolamentazione della prassi urbanistica e un visibile arretramento dei principi della tutela del paesaggio, potestà che la Costituzione assegna allo Stato e che quindi non può essere cassata da una legge regionale» continua Grammatico.

«Per questi motivi – aggiunge Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – abbiamo scritto al Ministro della cultura Dario Franceschini una lettera per evidenziare come questo disegno di legge sancisca un attacco senza precedenti alla tutela paesaggistica e quindi anche alle prerogative del Ministero da lui diretto e delle sue strutture territoriali come le Sovrintendenze».

«Ci auguriamo – concludono Ciafani e Grammatico – che nella discussione in Consiglio Regionale queste storture, che rappresentano un vulnus al paesaggio ligure, siano cancellate e che cessi l’attacco al territorio come la vicenda della gestione dei parchi regionali dimostra».

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