Tra il 27 e il 28 marzo torna l’ora legale. L’Italia ha deciso di non abbandonarla
Durerà fino al 31 ottobre e non sarà l’ultima volta. Il governo Conte ha deciso di non seguire la Francia che, invece, manterrà l’ora solare dal 2022, quando nella bella stagione dovremo cominciare a spostare le lancette al confine.
Comunque, nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo prossimi dovremo spostare avanti le lancette di un’ora.
Dormiremo, quindi, un’ora in meno, ma potremo beneficiare di un’ora in più di luce. Per questo potremo continuare a risparmiare sui consumi
Nel 2018 il Parlamento europeo aveva invitato la Commissione a rivedere la direttiva proponendo di abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale in tutta Europa e mantenere solo l’ora legale. Era stata avviata anche una consultazione online per conoscere l’opinione dei cittadini europei. Era emerso così che l’84% degli intervistati era favorevole al cambio. La Commissione presentò la proposta agli Stati chiedendo loro di decidere entro aprile 2021 se adottare definitivamente l’ora legale o l’ora solare. A novembre del 2019, il Governo Conte bis decise di mantenere il doppio orario, depositando la richiesta formale a Bruxelles.
Le ragioni della scelta dell’Italia, che ha giudicato non ci fossero prove scientifiche sugli ipotizzati danni psico-fisici del “jet lag” da cambio di orario, sono in buona parte economici: il risparmio sulla bolletta elettrica per 6 mesi.
«Nei 7 mesi di ora legale l’Italia ha risparmiato complessivamente 400 milioni di kilowattora di elettricità, pari al consumo medio annuo di circa 150 mila famiglie, con un beneficio economico per il sistema di 66 milioni di euro – spiegano a Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale -. Impatti positivi anche in termini di sostenibilità ambientale, con 205 mila tonnellate in meno di CO2 immesse in atmosfera». Sempre secondo Terna: dal 2004 al 2020, il minor consumo di elettricità legato all’ora legale è stato di circa 10 miliardi di kilowattora traducendosi in un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.


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