Palazzo Ducale apre nuovamente le sue mostre da lunedì 1º marzo

La Liguria da lunedì 1° marzo rientra in colorazione gialla secondo le nuove stime rischio Covid e Palazzo Ducale può aprire nuovamente le sue mostre:  Michelangelo divino artista  fino al 2 maggio, Edipo. Io contagio fino al 19 marzo

Michelangelo
divino artista

Appartamento del Doge, Palazzo Ducale, Genova

1°marzo– 2 maggio 2021

A cura di Cristina Acidini

Con Alessandro Cecchi ed Elena Capretti

Scultore, pittore, architetto e poeta, Michelangelo Buonarroti fu un artefice di opere incomparabili per tensione morale, energia della forma, complessità dei concetti espressi. Alla figura di Michelangelo, che può dirsi unica nella storia della civiltà occidentale, e alla sua unicità che ancora oggi appare intramontabile, Palazzo Ducale presenta la mostra Michelangelo divino artista, prodotta e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e dall’Associazione Culturale MetaMorfosi.

Articolata secondo un percorso espositivo biografico e tematico, concentra un’attenzione speciale su un particolare aspetto dell’unicità del maestro toscano: gli incontri eccezionali che costellano la biografia del Buonarroti. 

Nella sua vita prodigiosamente lunga e operosa, infatti, l’artista fin dalla prima adolescenza fu in contatto, grazie al suo talento e, in seguito, alla sua fama, con personaggi d’alto rango dell’età rinascimentale, in posizioni chiave nella politica, nella religione, nella cultura. Nessun altro artista ha mai potuto vantare, né può oggi vantare, d’aver frequentato sotto il loro stesso tetto due futuri pontefici da giovinetti (Leone X e Clemente VII, di stirpe medicea), o di aver servito ben sette papi, o di aver intrattenuto rapporti diretti con mecenati della grandezza di Lorenzo il Magnifico e dei reali di Francia, Francesco I di Valois e la nuora Caterina de’ Medici.
La narrativa storica e storico-artistica che ne risulta non manca di stupire in mostra. Michelangelo attraversò quasi un secolo, in un tempo di guerre, di violenze e di cruciali rivolgimenti (quando prese forma lo scenario politico europeo nel quale tuttora ci muoviamo), mantenendosi vicino al potere senza farsene distruggere e neppure troppo condizionare, in ragione del suo carattere indipendente e risoluto. 

Poté assistere, spesso prendendovi parte, agli ultimi splendori dell’età di Lorenzo il Magnifico e alla cacciata della famiglia Medici, alla predicazione apocalittica del Savonarola e alla sua disgrazia, all’ascesa di Roma sotto Giulio II e ai papati dei Medici, alla tragedia del Sacco di Roma e all’assedio delle truppe imperiali alla fragile Repubblica fiorentina, al nuovo autoritario regime mediceo e all’esilio degli oppositori (tra i quali, volontariamente, lui stesso), al nuovo splendore dell’Urbe sotto Paolo III e i suoi successori, alle lacerazioni della Cristianità divisa dagli scismi, al profilarsi della Controriforma e ad altro ancora. 

Ma il progetto di una mostra su Michelangelo deve sempre fare i conti con l’inamovibilità della grande maggioranza delle opere autografe dell’artista. Si tratta infatti di statue in marmo e di affreschi, divisi tra musei (prevalentemente a Firenze) e i palazzi Apostolici Vaticani. Risulta quindi tanto più eccezionale la presenza in mostra, in Palazzo Ducale a Genova, di due eccelse sculture in marmo di Michelangelo:
·   la Madonna della Scala (1490 circa), capolavoro giovanile dell’artista conservato in Casa Buonarroti a Firenze; un’opera intensa e monumentale a dispetto delle dimensioni ridotte, punto di arrivo di una profonda rivisitazione di modelli antichi e moderni (Donatello) in chiave molto personale.
.   il monumentale Cristo redentore (1514-1516), conservato nella chiesa di San Vincenzo Martire a Bassano Romano (Viterbo), un’imponente statua (h. 250 cm) identificata solo venti anni fa con la prima versione del Cristo redentore in Santa Maria sopra Minerva a Roma, realizzato per Metello Vari e altri cittadini romani: la prima redazione – quella ora a Bassano Romano – era stata infatti abbandonata dal Buonarroti a causa di una venatura del marmo, tutt’ora ben visibile sulla guancia del Cristo.

Oltre alle sculture citate, sono esposti circa 60 tra disegni autografi e fogli del carteggio di Michelangelo, delle rime e altri suoi scritti originali, in gran parte conservati nella Casa Buonarroti. 

Fra i disegni risulta una presenza d’eccezione:
·   la Cleopatra (1535), disegno eseguito per Tommaso Cavalieri, uno di quei fogli (rari e straordinari al tempo stesso) realizzati dall’artista come opere grafiche in sé compiute e di superba qualità, concepite come doni privati ad amici (i presentation drawings, secondo una celebre definizione coniata da Johannes Wilde).

Il percorso espositivo (come pure il catalogo e gli apparati multimediali di accompagnamento) è composto di sezioni, dedicate ai diversi periodi della lunga vita di Michelangelo, che comprendono opere originali di Michelangelo, sculture e disegni in particolare; opere originali di diretti collaboratori, da lui stesso ispirate e guidate; ritratti dipinti e scolpiti, di Michelangelo e dei personaggi storici a lui collegati; medaglie; rime, lettere e, in generale, appropriate testimonianze documentarie e opere d’arte di autori vari.

Per la prima volta in Liguria e tra i primi esempi a livello nazionale la mostra dilata i propri confini verso altre città, sulle tracce di una delle frequentazioni più importanti di Michelangelo, Giulio II che come Sisto IV, apparteneva alla famiglia Della Rovere di origine savonese. Questa esposizione e quindi il mezzo per la promozione e la riscoperta di autentici tesori nascosti, monumenti, palazzi e opere d’arte sparsi sul territorio regionale. Sono previsti infatti incroci virtuosi con la Pinacoteca di Savona, con le sue sezioni Sisto IV e il mecenatismo roveresco con opere di Foppa, Mazone e Lorenzo Fasolo e Giuliano della Rovere, vescovo di Savona, futuro Papa Giulio II.

Il percorso espositivo si presenta con un ordinamento biografico ed è articolato nelle seguenti sezioni:

I. Le origini, la famiglia 

II. A Firenze: i Medici e il Giardino di San Marco 

III. Da Bologna a Roma: dalla fuga alla fama

IV. La Repubblica fiorentina e il gonfaloniere Soderini 

V. Al servizio di Giulio II 

VI. Fra Roma e Firenze per i papi Medici: Leone X e Clemente VII 

VII. L’assedio nell’ultima Repubblica 

VIII. Dalla famiglia fiorentina agli amici romani 

IX. Trent’anni al servizio dei papi 

X. I Medici e il mito dopo la morte

Orari

Lunedì: 15 – 19; dal martedì al giovedì 10.00 – 19.00
Venerdì 10 – 21
la biglietteria chiude un’ora prima 

Gruppi di massimo 12 persone  con prenotazione, http://www.prenotazioni@palazzoducale.genova.it
Biglietti online
www.vivaticket.it 

Le visite saranno consentite scaglionate a non più di 20 persone ogni 15 minuti, in sicurezza secondo le norme prescritte anti Covid-19. 

EDIPO: IO CONTAGIO

Nel Sottoporticato di Palazzo Ducale un percorso straordinario, tra imponenti elementi scenografici, frammenti di tragedia, performer che recitano all’interno di teche trasparenti, ideato e curato da Davide Livermore. 

3 febbraio – 19 marzo 2021

Nato da un’idea del Direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore, accolto con entusiasmo da Luca Bizzarri, Presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova, che ha offerto i propri spazi per la realizzazione, il progetto Edipo: io contagio riflette sulla pandemia partendo da una delle più famose tragedie greche, l’Edipo Re di Sofocle, in cui il protagonista si interroga sulla terribile pestilenza che ha colpito la città da lui governata, Tebe, e su come provare ad arrestare il contagio. La tragedia di Sofocle offre uno specchio implacabile al periodo storico che stiamo vivendo, ma la mostra performativa voluta da Davide Livermore – allestita a novembre nel Sottoporticato di Palazzo Ducale e poi “congelata”, fruibile durante questi mesi attraverso una serie di video – risponde soprattutto all’urgenza di riaffermare l’importanza della cultura teatrale in tempo di crisi e all’esigenza di proteggere e tutelare l’occupazione di artisti e maestranze.

Sono 12 i performer già attivi nel progetto, selezionati grazie a una call lanciata all’indomani del DPCM che il 25 ottobre 2020 chiudeva per la seconda volta i teatri al pubblico come misura di contenimento della diffusione del Covid19; se ci saranno le condizioni per tenere aperta la mostra su tempi di largo respiro, si potranno coinvolgere altri 12 artisti per un totale di 24, come previsto in origine. Curata dallo stesso Davide Livermore insieme a Margherita Rubino e Andrea Porcheddu, la mostra si articola in sei stanze. Avvolti dalle musiche inquietanti di Andrea Chenna, i visitatori si imbattono in maestosi cavalli, tappeti di sangue, una jeep esplosa, bestie macellate, mentre i performer, ciascuno chiuso in un box trasparente, recitano brevi estratti dal primo atto dell’opera di Sofocle, evocando una comunità che si interroga sulle responsabilità dell’uomo nel disastro, in un crudele gioco del destino in cui si è ora vittime, ora colpevoli. 

Gli spettacolari elementi scenografici in mostra sono stati messi a disposizione dal Teatro alla Scala e provengono da quattro diversi allestimenti: Elektra del 1994, regia di Luca Ronconi e scene di Gae Aulenti; Tamerlano con la regia di Davide Livermore e le scene dello stesso Livermore e di Giò Forma (2017); Giovanna d’Arco con la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier e le scene di Christian Fenouillat (2016); Giulio Cesare in Egitto con la regia di Robert Carsen e le scene di Gideon Davy (2019).

L’iniziativa promossa dal Teatro Nazionale di Genova e dalla Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova è stata affiancata anche da COOP Liguria

Nelle prossime settimane sarà possibile visitare gratuitamente la mostra performativa il lunedì dalle ore 16 alle 19 e dal martedì al venerdì dalle ore 12.30 alle 19 (ultimo ingresso previsto alle ore 18.30, prenotazioni aperte da martedì 2 febbraio sul sito del Teatro Nazionale di Genova). Il pubblico avrà accesso da Piazza Matteotti in piccoli gruppi, secondo un protocollo che garantisce la sicurezza dei visitatori, dello staff e degli artisti coinvolti. 

Ingresso libero, per prenotare http://www.teatronazionalegenova.it

INFO www.teatronazionalegenova.it; www.palazzoducale.genova.it 

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