Crollo del cimitero, Vvf: 15 bare recuperate oggi – VIDEO

Messa in sicurezza della frana e demolizione dei loculi pericolanti: necessario chiudere completamente la strada

Dal Comune di Camogli arriva la notizia che per mettere in sicurezza la scogliera e svuotare e demolire i loculi pericolanti sulla frana sarà necessario chiudere completamente la strada.

Oggi l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone è andato in Comune a Camogli dove, insieme al sindaco Olivari, ha fatto pil punto sugli interventi in corso legati al crollo della falesia che ha coinvolto una parte del cimitero cittadino. Erano presenti tutti i soggetti che stanno operando sul posto.

A fine giornata (è ovviamente necessaria la luce per operare) le salme recuperate dai Vigili del fuoco che sin dal primo giorno si dedicano al recupero delle spoglie delle persone cadute in mare dopo il crollo di parte del cimitero di Camogli sarebbero circa 13.
L’operazione di oggi è stata effettuata in assetto SIACS (sistema di immersione alimentato e controllato dalla superficie), dopo che ieri erano stati individuati i target con l’impiego di un drone subacqueo.

Partiranno domenica le operazioni di recupero in mare dei feretri da parte dei militari del Comsubin a seguito del crollo della falesia a Camogli, con il coinvolgimento di una parte del cimitero cittadino. L’intervento prenderà il via grazie all’individuazione di un’area in sicurezza da parte dei tecnici di Fondazione Cima e Università di Firenze, concluso un primo intervento, non definitivo, di disgaggio delle parti ancora pericolanti della falesia. Contestualmente sarà convocato, alle 10.30, presso la sede del Comune, il COM (Comitato Operativo Misto) con i referenti di tutti i soggetti impegnati sul posto e l’intervento anche dei referenti del Dipartimento nazionale della Protezione civile.
Questo l’esito della riunione tecnica che si è svolta oggi pomeriggio presso la sede del Comune di Camogli, con sinergia promossa da Regione e dalla Protezione Civile della Liguria insieme a Vigili del Fuoco, Marina Militare e Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, con Fondazione Cima e Università di Firenze. Nel corso del vertice sono state delineate le prossime azioni da intraprendere per continuare ad agire tempestivamente e in sicurezza, coordinando in maniera efficiente tutte le risorse messe in campo e convogliando tutte le energie di Regione Liguria e Comune di Camogli in un’unica direzione.
“Stiamo terminando le operazioni di messa in sicurezza da terra – ha detto l’assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone – abbiamo posizionato i sensori, stiamo procedendo alla demolizione del materiale ancora appeso alla falesia e al disgaggio di parti di frana che vanno sistemate per dare un’area sicura agli operatori. Da domenica invece entriamo nel vivo della fase di recupero a mare: il sindaco di Camogli, che coordinerà le attività, convocherà in Comune alle 10:30 il COM (Comitato operativo misto), al quale partecipano i referenti di tutti i soggetti impegnati sul posto e i referenti del Dipartimento nazionale della Protezione civile; contestualmente il Comsubin inizierà le operazioni sommerse per il recupero di tutto ciò che è recuperabile. Seguirà poi un’altra fase a mare con il supporto di un pontone, con mezzi meccanici e con i vigili del fuoco. Inizia insomma l’operatività vera e propria, secondo quanto avevamo promesso ai cittadini che chiedono notizie sui resti dei loro cari. Come abbiamo detto, cercheremo là sotto come se cercassimo persone vive, e abbiamo già cominciato a farlo”.
Gli interventi sono stati suddivisi su due fronti. A terra è stata posizionata l’autogru che consente di mettere in sicurezza i feretri presenti sul ciglio della frana, spostandoli nell’area all’interno del cimitero individuata dalla Polizia Mortuaria e Asl3 e con il posizionamento da parte della squadra Saf dei Vigili del Fuoco, effettuata ieri in collaborazione con Università di Firenze, di sensori, attivi da ieri sera per rilevare ogni eventuale minimo movimento della falesia. Questo permetterà inoltre ai rocciatori di effettuare in sicurezza i disgaggi sulla parete franata.
Dal mare opererà il Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei” (Comsubin) in collaborazione con i Vigili del Fuoco. Presenti sul posto già da mercoledì, espletate tutte le operazioni preliminari e organizzata la sistemazione logistica che prevede l’utilizzo di mezzi terrestri e marini, gli incursori potranno dare inizio domenica alla vera e propria ricerca sistematica sul fondale dell’area delimitata dalle panne subacquee.
Per gli interventi di superficie continueranno la loro attività i Vigili del Fuoco.

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