Sindacale 

Uil: «Rinnovare il contratto alle due lavoratrici del ponte rimaste fuori dal Milleproroghe»

Dopo il sì all’emendamento che consente ai lavoratori assunti nel corso dell’emergenza del ponte Morandi di rimanere in servizio presso Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova, il sindacato chiede il rinnovo alle due donne rimaste fuori dalla Cciaa perché hanno già superato il tetto di 5 rinnovi a tempo determinato

<La Uil aveva chiesto che il provvedimento venisse approvato con determinazione e profonda convinzione, fin dalla prima ora, ribadendone l’importanza anche con la mobilitazione» dicono al sindacato.
«Si poteva, infatti, correre il rischio che senza l’approvazione da parte del Parlamento,  nonostante la copertura finanziaria già disponibile, non venissero prorogati i loro contatti – spiegano Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria, Alfonso Pittaluga, segretario regionale Uil Liguria e Carlo Benvenuto, segretario generale Uil Fpl – è un buon punto di partenza ma esistono ancora due problemi che chiediamo siano affrontati dalle amministrazioni interessate».
 Il primo problema che la Uil, da domani, riproporrà con forza è la stabilizzazione definitiva del personale, il secondo è comprendere nel provvedimento anche le due lavoratrici della Camera di Commercio rimaste escluse.: «Chi ha sostenuto una selezione pubblica, ha acquisito competenze e opera ormai da anni al servizio della comunità, ha diritto ad essere stabilizzato, nessuno escluso», spiegano i sindacalisti della Uil.  
L’approvazione dell’emendamento della Commissione Affari costituzionali e bilancio della Camera fa enormemente piacere alla Uil. «Per  questo vogliamo ringraziare tutti i Deputati e Senatori che hanno colto le nostre preoccupazioni per queste lavoratrici e lavoratori che altrimenti avrebbero rischiato di perdere il posto di lavoro, – concludono Ghini, Pittaluga e Benvenuto – la vicenda dei lavoratori del ponte  non è finita ma bisogna fare in fretta perché l’emergenza scade il 30 giugno di quest’anno».

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