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Giustizia, 25 precari rischiano di restare a casa a Genova: protesta in tribunale – VIDEO

Manifestazione della Fp Cgil contro la mancata stabilizzazione del personale assunto con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. In tutta Italia sono circa 1.500 i lavoratori che rischiano di perdere il posto dal primo ottobre

Si è tenuta oggi, nel cortile del Palazzo di Giustizia di Genova, la mobilitazione organizzata dalla Fp Cgil per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori precari della giustizia assunti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I contratti sono stati prorogati fino al 30 settembre, ma al momento non ci sono garanzie sulla prosecuzione del rapporto di lavoro.

A Genova il problema riguarda 25 persone impiegate negli uffici giudiziari, tra operatori addetti all’inserimento dati, funzionari tecnici e funzionari degli uffici per il processo. La loro uscita aggraverebbe le carenze di organico già presenti nel tribunale, nelle cancellerie e nel Tribunale per i minorenni.

«Siamo qui perché una parte consistente dei precari del Piano nazionale di ripresa e resilienza non è stata stabilizzata dal Governo», ha dichiarato Luca Infantino, segretario della Fp Cgil. «A pochi giorni dalla scadenza non siamo nemmeno in grado di garantire a queste lavoratrici e a questi lavoratori la prosecuzione del loro impiego».

Secondo il sindacato, il mancato rinnovo significherebbe interrompere il lavoro svolto per anni da persone ormai formate e inserite stabilmente nell’organizzazione degli uffici. «Si rischia di disperdere professionalità che hanno contribuito al funzionamento dei palazzi di giustizia», ha aggiunto Infantino, sottolineando che a Genova l’impatto sarebbe particolarmente pesante a causa delle difficoltà di organico già esistenti.

A livello nazionale, i lavoratori interessati sarebbero circa 1.500. La richiesta iniziale della Fp Cgil riguardava la stabilizzazione di tutti i 9mila precari impiegati nel settore. Il percorso finora avrebbe portato alla conferma di circa 7.500 persone, lasciando però fuori una parte del personale.

Per il sindacato, la scelta rischia di produrre conseguenze dirette sulla durata dei procedimenti e sulla capacità degli uffici di smaltire il lavoro arretrato. «I tribunali hanno il compito di garantire il funzionamento della giustizia, ma non è così che si può assicurare continuità ed efficienza», ha concluso il segretario Fp Cgil, chiedendo un intervento urgente prima della scadenza del 30 settembre.


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