Uil: “Basta senza fissa dimora al Pronto soccorso del Galliera, serve una risposta sociale”

<Gli enti intervengano per evitare ostacoli e rischi per gli operatori socio sanitari e al personale medico e infermieristico in servizio>. Spesso i clochard vengono portati per problemi di salute: dalle conseguenze dell’ubriachezza a quelli legati al freddo e alla scarsa igiene, ma anche per problematiche psichiatriche. Il rischio, non permettendo più l’accesso nemmeno qui e in mancanza di una risposta sociale che a volte passa per quella medica, che queste persone vengano ulteriormente abbandonate a se stesse. Ma per il sindacato sono molti gli accessi senza emergenza medica

<Senza fissa dimora al pronto soccorso E.O Ospedali Galliera: occorre una risposta sociale, gli enti intervengano per evitare ostacoli e rischi per gli operatori socio sanitari e al personale medico e infermieristico in servizio> dicono al sindacato.

Uil Liguria e Uil Fpl Genova e Liguria hanno scritto al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al sindaco di Genova Marco Bucci, nonché al direttore generale di E.O Ospedali Galliera Adriano Lagostena per esporre <il problema degli accessi impropri al pronto soccorso dell’ospedale – dicono al Sindacato -. La Uil intende sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica rispetto al disagio che i senza fissa dimora stanno vivendo in queste ore a causa della carenza di strutture dedicate sul territorio e alla difficoltà di ricovero connesse al Covid. Le organizzazioni sindacali non sono preoccupate per le persone che, sporadicamente, chiedono asilo per le condizioni climatiche, bensì per l’invio sistematico di casi di disagio sociale che non possono essere gestiti al pronto soccorso ma che hanno bisogno di una risposta diversa e organizzata, ovvero: una qualificata e indispensabile risposta sociale al problema>.

<Occorre pertanto l’apertura di un tavolo istituzionale che affronti il tema nella sua complessità. È ormai noto come, ogni giorno, soprattutto presso il Galliera, per la sua posizione centrale all’interno dell’area metropolitana, persone senza fissa dimora vengano inviate o trasportate al pronto soccorso prevalentemente per disagi sociali, i quali non possono essere in alcun modo presi in carico dal personale sanitario dell’ente – spiegano Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria e Carlo Benvenuto, segretario generale Uil Genova e Liguria – Queste circostanze contribuiscono, purtroppo, a creare vere e proprie situazioni di ostacolo e rischio sia per le attività lavorative volte a garantire le cure ai cittadini, che per gli stessi utenti che afferiscono al nosocomio>.

Uil e Uil Fpl citano, per fare un esempio, la notte tra il 17 e il 18 di gennaio nella quale presso l’E.O. Ospedali Galliera sono stati registrati sette accessi di pazienti giunti in ambulanza he, secondo il sindacato non presentavano <alcuna problematica di tipo sanitario>.
<I pazienti in questione, alcuni dei quali aggressivi e violenti – dicono al sindacato -, hanno creato un notevole disagio al personale di turno nonché ai pazienti in attesa o in visita presso i locali del pronto soccorso. Con l’emergenza sanitaria legata alla pandemia il pronto soccorso del Galliera è stato privato del posto fisso di Polizia e successivamente del servizio di vigilanza privata. In ultimo, al pronto soccorso è venuto meno il servizio di portineria, utile in molte occasioni a scongiurare episodi spiacevoli, grazie a tempestive chiamate al 112>.

<Queste situazioni costringono il personale sanitario ad affrontare accessi impropri sempre più di frequente, con una totale mancanza di sicurezza e un aumento del rischio di aggressione – chiudono Ghini e Benvenuto – Quello delle aggressioni è un argomento sempre attuale, purtroppo, non solo presso il pronto soccorso del Galliera ma in tutti gli altri ospedali e i luoghi di lavoro legati ad attività sanitarie>.

Uil Liguria e Uil Fpl Genova e Liguria chiedono <l’avvio di un dialogo proficuo tra sindacato e enti competenti, eventualmente allargato alle associazioni già presenti sul territorio, affinché vengano adottate al più presto misure strutturali volte alla gestione di persone disagiate che non necessitano di assistenza sanitaria>.

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