La droga più forte dell’amore per la famiglia: evade dai domiciliari e i CC lo portano in carcere

L’uomo, che ha moglie e due figli piccoli, non ha rispettato le misure alternative alla detenzione per andare a procurarsi l’ennesima dose

La cronaca è piena di revoche di misure alternative alla detenzione: obblighi di firma, detenzione domiciliare, divieto di frequentare un determinato territorio. Con le carceri piene ben oltre la capienza legittima e, adesso, la complicazione del Covid, spesso la decisione è quella di applicare una misura alternativa. C’è, però, chi finisce comunque in carcere in breve tempo proprio perché non rispetta le misure. È il caso di un cittadino tunisino residente regolarmente a Genova, con moglie italiana e due figli piccoli. Ha problemi di droga. La moglie, che lavora regolarmente, cerca di aiutarlo in ogni modo e anche i carabinieri della stazione di Maddalena, a cui la donna si era rivolta per ottenere un sostegno nella sua battaglia per salvare il marito e la famiglia, hanno cercato di fargli capire che deve pensare ai suoi bambini e vivere serenamente nella nostra città senza mettersi nei guai. Ma il richiamo della droga è stato più forte. Sottoposto a detenzione domiciliare, è evaso un paio di volte e qualche giorno fa la Polizia di Stato lo ha trovato in giro e con stupefacenti in tasca. Alla luce di quanto accaduto, ai Carabinieri non è rimasto che chiedere l’aggravamento di pena, deciso, poi, dall’Ufficio di Sorveglianza. Così, i militari dell’Arma sono andati a cercarlo nel centro storico e lo hanno trovato un’altra volta per strada. Lo hanno arrestato e portato a Marassi dove resterà per la parte restante della pena: qualche mese.

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