Scuola, 182 insegnanti scrivono: “Basta improvvisazione, chiediamo programmazione”

Appello <alle numerose autorità preposte e ai numerosi organi sindacali di categoria> di quasi 200 professori del Gastaldi-Abba, della Don Milani, del Deledda, del Marconi Delpino, del Calvino, dell’istituto onnicomprensivo della Vallescrivia, del Bergese, del Vittorio Emanuele-Ruffini, del Primo Levi, del Klee Barabino, del Colombo, del Mazzini, del Majorana-Giorgi, del Pertini, dell’Einaudi-Casaregis-Galilei, del Chiabrera-Martini, dell’Istituto comprensivo di Borzoli, del Mazzini-Da Vinci, del Rosselli, del Duchessa di Galliera, del Gobetti, degli Emiliani, del Marco Polo, dell’Istituto Ecg, del Colombo

Appello alle numerose autorità preposte e ai numerosi organi sindacali di categoria
Dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo cambiato orari, assetti e organizzazione con frequenza quasi settimanale, gli studenti sono smarriti, noi docenti disorientati, il primo quadrimestre sta per finire, senza nessuna concreta certezza dell’efficacia del lavoro svolto né dell’organizzazione di quello futuro.
Chiediamo che ci sia ​lungimiranza nelle decisioni sulla scuola, che si valuti se e come tornare in presenza o continuare il lavoro a distanza su intervalli di tempo maggiori di una settimana.

Chiediamo, cioè, di conoscere le sorti della scuola nei prossimi mesi, perché il nostro lavoro è basato sulla ​programmazione​, non sull’improvvisazione.
Chiediamo di essere ​ascoltati nel momento in cui vengono prese decisioni che hanno pesanti ricadute sulla didattica.
Chiediamo di non dover più tentare di adeguare l’​orario scolastico a richieste inapplicabili, che non tengono neppure conto dei curricula dei diversi indirizzi di studio, ma che si permetta di organizzare l’orario delle lezioni in autonomia e in collegamento diretto con le altre istituzioni scolastiche del distretto.
Chiediamo che venga riconosciuta la ​professionalità dei docenti e ricordiamo che il lavoro in presenza o a distanza presuppone una programmazione differente, non sempre riconvertibile, oltre che differenti ritmi di produzione e assimilazione.
Chiediamo, in poche parole, di poter svolgere il nostro lavoro con ​efficacia​.
Auspichiamo che la situazione derivata dall’attuale emergenza sanitaria induca finalmente le autorità a interventi e investimenti – da troppo tempo promessi – che permettano alla nostra scuola di uscire rafforzata nella sua struttura, senza che le famiglie e il personale scolastico debbano sostituirsi al sistema e farsene carico.

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