Cts: “Scuole chiuse dalle Regioni? I Presidenti se ne assumano le responsabilità”
In Liguria un’ordinanza ha stabilito che le lezioni delle superiori continuino in didattica a distanza per evitare un nuovo impennarsi dei contagi. In qualche regione dove è stata presa un’analoga decisione è stato il Tar a riaprire le classi. Il rischio che, però, alla ripresa delle lezioni in presenza corrisponda un aumento di positivi (con tutte le conseguenze del caso) esiste. Voi cosa ne pensate?
In zona rossa scuole superiori chiuse, nelle zone gialle e arancioni classi aperte e lezioni in presenza tra il 50 e il 75%. Questa la posizione del Comitato tecnico scientifico al Governo che lo ha convocato perché dicesse una parola definitiva sulla questione. E gli esperti l’hanno detta, sottolineando che stanno emergendo problematiche legate anche alla sfera psichica nella popolazione giovane in età scolare e anche negli studenti delle università, ma aggiungendo che a monte della scelta deve sempre e comunque stare il controllo della curva dei contagi. Insomma, una risposta che in qualche modo scarica la responsabilità a livello locale: bisogna mettere un freno agli emergenti problemi della sfera psichica dei ragazzi (i casi di violenze che si stanno moltiplicando anche nella nostra città sarebbero, dunque, la punta dell’iceberg del disagio generale) e quindi la riapertura delle scuole è un “rischio calcolato”. Chi lo deve calcolare? A questo punto, le Regioni, basandosi sulla curva del contagio: se sale, di nuovo tutti a casa in dad. Una situazione in cui la scelta è davvero difficile e va confrontata anche con la capacità dei mezzi di trasporto pubblici di esporre a rischio affollamento (e quindi contagio) i ragazzi e tutti gli altri passeggeri e con quella dell’economia di sopportare eventuali chiusure per la crescita dei contagiati. Per fare la scelta azzeccata non basterebbe la palla di vetro.
In Veneto, dove per bloccare la diffusione del virus la Regione ha deciso di fermare a casa l’intera classe nel caso in cui ci sia anche un solo positivo, sono già 200 le classi medie ed elementari “sospese” e 4mila i bimbi e i ragazzi a casa dalla ripresa dopo le vacanze di Natale.
Nei giorni scorsi, a Genova, un gruppo di studenti ha anche organizzato un presidio in piazza De Ferrari per chiedere di tornare alla scuola in presenza.


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