Rissa tra 30 giovani in piazza Piccapietra. Anche su Genova l’ombra di scontri organizzati tra ragazzi

Sono intervenuti due agenti della Polizia locale che erano lì vicino e sono accorsi sentendo le grida. Sono riusciti a fermare un minorenne e un appena maggiorenne mentre gli altri giovani sono fuggiti. È in corso la loro identificazione tramite le immagini delle telecamere. Anche sulla nostra città stanno partendo le risse organizzate sui social e sui canali di messaggeria avvenute nei giorni scorsi a Roma, a Venezia, a Gaeta, a San Benedetto del Tronto, a Castellammare di Stabia?

La Polizia locale del 1º distretto territoriale è intervenuta ieri sera alle 18:45 in piazza Piccapietra dove diversi giovani si stavano affrontando. Due agenti si trovavano in via dei Cebà dove stavano intervenendo per due senza fissa dimora in stato di ebbrezza che arrecavano disturbo. Hanno sentito le grida provenienti dalla piazza e sono accorsi. Hanno trovato una trentina di giovani che si stavano picchiando, usando anche le cinghie a mo’ di frusta. Hanno fermato due di loro, mentre chiedevano l’ausilio dei colleghi alla luce dell’alto numero dei contendenti. Nel frattempo gli altri ragazzi si davano alla fuga. I due fermati sono un minore italiano e un extracomunitario irregolare sul territorio appena maggiorenne, che è stato trasportato al pronto soccorso del Galliera per accertamenti sanitari a seguito delle percosse subíte. Entrambi i ragazzi sono stati denunciati per rissa, lo straniero anche per il mancato rispetto della Legge sull’immigrazione. Il minore è stato riconsegnato ai genitori e anche i genitori del ragazzo straniero sono andati a prendere il figlio, scusandosi per il suo comportamento ed esprimendo preoccupazione per le intemperanze adolescenziali. la Polizia locale sta acquisendo le immagini delle telecamere della zona per risalire all’identità degli altri partecipanti alla rissa.

La preoccupazione è che si stiano creando le condizioni anche a Genova per quanto è accaduto in diverse città del territorio nazionale. Nella capitale si sono verificate diverse risse, tra cui due a cui hanno partecipato oltre 400 ragazzi e sono rimasti feriti anche alcuni genitori. In quel caso, il fattore scatenante pare sia stato il furto di un cellulare che ha dato l’avvio a una serie di “o.k. Corral” a suon di botte. Altri episodi sono avvenuti a Venezia, poco distante dal Ponte di Rialto (dove si sono affrontati 40 ragazzi a seguito di un “complimento pesante” fatto a una ragazza), a Gaeta, dove sono stati identificati 18 giovani, di età compresa tra i 15 ed i 25 anni. A Castellammare di Stabia i ragazzini si sono presi a botte a colpi di casco.
La “chiamata alla rissa” passa spesso per i “nuovi social” frequentati dai giovani: TikTok, Telegram, Twitch. I ragazzi si danno appuntamento per pestarsi. La violenza che monta da anni, la stessa che dà origine ai fenomeni di mala movida, compressa dalle misure anti Covid, ora “sfoga” così. I partecipanti sono sempre più giovani, spessissimo minorenni. Sta diventando un’emergenza.
Qui a Genova nelle frange estreme della tifoseria sono proprio i giovanissimi ad aver creato qualche grattacapo alle Forze dell’ordine in Largo Merlo, nella zone vicino al Baretto, in Albaro, ma quella di ieri è un’altra storia, nata davanti al McDonald’s di via XX Settembre, e poi trasmigrata a Piccapietra.
Comun denominatore di tutti i fatti è che avvengono non nelle periferie, ma nei centri delle città o in luoghi a grande frequentazione. Spesso le risse vengono riprese e postate anche in diretta sui social “giovanili”.
È qualcosa di cui non solo le forze dell’ordine, ma anche le Istituzioni e l’intera società devono cominciare a preoccuparsi.

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