Delitto Carbone, arrestato Schiezzari. Un testimone: «Ha picchiato la vittima inerme per due minuti»

Sergio Schiezzari arrestato dai Carabinieri su ordine del giudice per le indagini preliminari. Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, avrebbe affrontato la Carbone per questioni economiche e perché la figlia si sarebbe lamentata dell’atteggiamento dello stesso Carbone, entrato nel ristorante di Bargagli intestato alla donna. Secondo un testimone, il ristoratore avrebbe picchiato per 2 minuti la vittima inerme

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri di Chiavari, hanno arrestato in esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova Sergio Schiezzari di 58 anni di Torriglia, ristoratore, ritenuto responsabile dell’omicidio preterintenzionale pluriaggravato di Carbone Giuseppe. L’arrestato, dopo le formalità di rito è stato ristretto agli arresti domiciliari presso il proprio domicilio.

Due minuti di botte senza che la vittima si difendesse
La colluttazione avviene nei pressi dell’abitazione di Carbone, ed alla stessa assiste un testimone che dichiara come la stessa sia durata circa due minuti, nel corso dei quali Carbone non avrebbe opposto alcuna resistenza subendo inerme i colpi di Schiezzari.
Il medico legale all’esito dell’autopsia testualmente scrive: <si ribadisce quindi come sussista nesso di causa tra l’aggressione e il decesso del signor Carbone, essendo soddisfatti i criteri cronologico (la p.o. ha perso conoscenza immediatamente dopo il trauma), topografico (si sono rilevate gravissime ferite cranio-encefaliche, sede attinta dall’indagato), di idoneità lesiva (le lesioni sono compatibili con un trauma da corpo contundente sferrato a sinistra -regione parieto-temporale e successivo trauma -da altro colpo o caduta a terra -occipitale e temporale destro), di continuità fenomenologica e di esclusione di altre cause.

Lite per una questione di bollette per un box di proprietà di una terza persona e per l’ingresso della vittima nel locale della famiglia di Schiezzari
<Corrisponde al vero – spiegano i carabinieri – il fatto che Schiezzari, detto “Buccin”, e Carbone avessero avuto delle discussioni dovute a questioni economiche, in particolare per il pagamento di bollette (luce e acqua) di un locale utilizzato da Schiezzari, per tenere “delle gabbie con all’interno i richiami che utilizza per andare a caccia”, e di cui è affittuaria una terza persona della quale Carbone aveva preso le difese, suscitando l’astio di Schiezzari>.
Tuttavia ciò che ha scatenato l’ira di Schiezzari è una telefonata della figlia, titolare formale del ristorante “Prie Neigre” di Bargagli, con la quale la donna lo aveva informato che Carbone, la sera del 7 ottobre (il giorno dell’omicidio), si era presentato, palesemente ubriaco, presso il ristorante inveendo contro Schiezzari (che non era presente), infastidendo i clienti e la cameriera, circostanze, peraltro confermate anche dalle dichiarazioni degli altri dipendenti del locale. Schiezzari disse alla figlia che si stava recando a Traso a cercare Carbone per <dargli una lezione>.
Poco dopo il padre richiamava la figlia dicendole <L’ho trovato, vedrai che adesso non succederà più>, ma rassicurandola sul fatto che Carbone era vivo quando lo aveva lasciato, ma che gli aveva dato uno schiaffo così forte da avergli fatto male.
Alla convivente, invece, Schiezzari, aveva inviato una foto che riproduceva Carbone disteso a terra.

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