Toti: «Liguria tra le Regioni che effettuano più tamponi». 10ª da inizio epidemia, 5ª nell’ultima settimana

Secondo i dati “pesati” (in rapporto con la popolazione) del ministero della Salute, a cui vengono inviati dalla stessa Regione, la Liguria, nella classifica dall’inizio della “pandemia” è solo in decima posizione su 21 tra Regioni e Province autonome. Sopra di noi Bolzano, Trento, Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Friuli, Lombardia e Valle d’Aosta. Ma è vero che sta rimontando: nella classifica pesata dell’ultima settimana è al 5º posto


<Ormai sono tanti i drive through o walk through dove i cittadini possono effettuare i tamponi. I numeri dei contagiati che hanno bisogno di effettuare questa analisi sono imponenti e per questo stiamo aumentando l’offerta: siamo una delle regioni che, in proporzione al numero di abitanti, sta mettendo in campo il più alto numero di tamponi, crediamo sia uno dei modi efficaci per riuscire a contenere la pandemia, che è il nostro primo obiettivo>. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che questa mattina ha visitato il nuovo punto per i tamponi molecolari (rinofaringei) in modalità “drive through” attivato dalla Asl3 al padiglione Jean Nouvel della Fiera del Mare dove “dalla prossima settimana – ha aggiunto il presidente – arriverà anche la Marina Militare per affiancare i nostri medici e infermieri”.

Rimontare il gap della prima ondata dell’epidemia, quando i tamponi sono stati veramente pochissimi, non è facile. Ci sono state giornate in cui ne sono stati fatti poco più di 300, tra quelli a nuovi casi testati e quelli per individuare le guarigioni. La Liguria era arrivata ad essere quindicesima su 21 territori. Ora i soli tamponi molecolari, rispetto alla prima ondata, sono moltiplicati per 6, rispetto a certi giorni tra marzo e aprile, addirittura per 12. All’epoca avviammo anche una raccolta di firme su Change (sottoscritta da quasi 5.500 persone) per chiederne di più, sull’esempio del Veneto che della tracciatura aveva già fatto una formula di successo per combattere la diffusione del Covid.
Ora ai tamponi molecolari (per ora gli unici che hanno valore “legale”) si sono uniti quelli rapidi antigenici che, in caso di non negatività, portano al tampone molecolare. È anche per questo che la percentuale di positivi ai molecolari tra i nuovi casi testati è così alta (ieri è risultato positivo il 42,4% dei nuovi testati).


Il punto tamponi della Fiera, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 15.30, sarà accessibile in auto, moto o bicicletta a seguito di prenotazione attraverso il servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Asl.

Da oggi, inoltre, aumenta l’offerta per i tamponi rapidi antigenici in accesso diretto (senza prenotazione) e a piedi: Asl3 ha attivato questa mattina a Recco, presso l’ex Ospedale Sant’Antonio (Via Bianchi, 1), un nuovo ambulatorio, dedicato agli abitanti del Golfo Paradiso (dalle 9 alle 12 dal martedì al venerdì). Si aggiunge ai punti per i tamponi rapidi già attivati alla Commenda di Prè nel centro storico, ai Giardini Villa Rosa a Teglia e a Villa Bombrini a Cornigliano. A questi si aggiungerà, all’inizio prossima settimana, un ulteriore punto a Genova – Struppa. I tamponi antigenici rapidi consentono di avere il risultato in dieci minuti e, in caso di non-negatività, verrà eseguito contestualmente il tampone molecolare.

Per quanto riguarda l’offerta di posti letto sul territorio, il presidente Toti ha aggiunto che “il progetto di un nuovo ospedale covid alla Fiera è in piedi ma non è la priorità. In queste ore – ha spiegato – sta arrivando al San Martino un modulo della Croce Rossa che garantirà 24 posti letto in più per la media intensità completamente attrezzati a supporto dell’area di Osservazione breve intensiva del Pronto Soccorso. Questa è una boccata d’ossigeno. Al Galliera si sta lavorando per mettere in funzione entro 15 giorni una parte del padiglione C e stiamo lavorando anche sul terzo piano dell’ospedale di Rapallo perché possa accogliere altri 70 malati. Inoltre tra oggi e sabato apriranno a Genova nuove strutture a bassissima intensità destinate ai pazienti autosufficienti dimessi dagli ospedali dopo aver superato la fase acuta, così da garantire il turn over dei posti letto ospedalieri. Credo che, per ora, l’offerta di posti letto sia sufficiente rispetto alla domanda anche se si tratta di una domanda ancora imponente. Riteniamo in questo modo – conclude – di avere un orizzonte piuttosto lungo”.

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