Manifestazione vietata, sciopero e striscioni dei metalmeccanici per il contratto
Un’ordinanza del presidente della Regione Giovanni Toti impedisce le manifestazioni anche in forma statica e la Questura vieta quella davanti a Confindustria per il rinnovo del contratto. I lavoratori Fim Fiom Uilm protestano così
Si tiene oggi lo sciopero di 4 ore dei metalmeccanici indetto da Fim Fiom Uilm per il rinnovo del contratto di lavoro. Le Segreterie di Fim Fiom Uilm chiedono a Confindustria di far ripartire subito il confronto sulla nuova piattaforma contrattuale. <Le richieste sono chiare: aumento dei salari, miglior welfare, più diritti e maggiori tutele – dicono Alessandro Vella, Bruno Manganaro, Antonio Apa, segretari generali di Fim Fiom Uilm Genova -. La pandemia ha aperto scenari inediti anche dal punto di vista contrattuale e normativo che rendono indispensabili nuove regole su smart-working e conciliazione di tempi di vita e lavoro. Da gennaio a oggi le industrie italiane hanno già ricevuto 50 miliardi di euro ed altri ne arriveranno dalle risorse europee. Confindustria è arroccata sulle proprie posizioni e si fa scudo della pandemia per non assumersi le proprie responsabilità, mentre i metalmeccanici vogliono l’adeguamento dei salari al costo della vita e non sono disponibili ad essere gli unici in questa partita a sostenere sacrifici. Purtroppo è notizia di oggi che la Questura ha vietato il presidio che si sarebbe dovuto tenere in Confindustria in concomitanza con lo sciopero. Fim Fiom Uilm, con la responsabilità che le ha sempre contraddistinte, si atterranno alla disposizioni ma prendono atto, con rammarico, che tale prescrizione avviene verso lavoratori e lavoratrici che sono determinanti per la ricchezza di questo paese, che durante le chiusure di marzo erano ritenuti essenziali e ai quali oggi viene negato il diritto al contratto. Mentre una montagna di miliardi viene distribuita alle imprese, si vieta ad una intera categoria di metalmeccanici di manifestare le proprie rivendicazioni tese ad impedire il loro impoverimento utilizzando la pandemia come alibi>.
<Lo sciopero nazionale dei metalmeccanici a sostegno del rinnovo del contratto è iniziata a Genova alla Fincantieri di Sestri Ponente con 8 ore di sciopero e volantinaggio davanti ai cancelli – dicono a Fiom Cgil Genova -. Oltre ai lavoratori Fincantieri scioperano anche nelle ditte d’appalto come in DeWave e Lagomarsino. I primi dati riferiti allo sciopero parlano di una adesione nel cantiere navale del 97 per cento. Nelle altre aziende di Genova e Tigullio lo sciopero è di 4 ore. I metalmeccanici rivendicano salario reale in paga oraria ed il rinnovo del contratto nazionale. Mentre le aziende ricevono miliardi tramite sgravi fiscali e contributivi e non pagano un centesimo per la cassa integrazione, mentre il Governo decreta i ristori per diverse categorie sociali, Federmeccanica impone zero aumenti salariali per i metalmeccanici. Essenziali per lavorare e produrre, ma invisibili quando bisogna pagare un giusto stipendio. E allora si risponde con lo sciopero: alla ArcelorMittal con 8 ore in zincatura e adesione al 60% nell’intera fabbrica; alle Riparazioni Navali ed ABB nel Porto di Genova 8 ore di sciopero con adesioni al 70%. Gli scioperi continueranno tutta la giornata articolati nei vari turni con la rivendicazione che quella montagna di miliardi che dall’Europa arrivano, una quota deve servire ad aumentare i salari nella paga oraria del contratto nazionale>.


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