Toti: possibile escalation di misure nelle aree più colpite dal Covid

<Ne abbiamo parlato col sindaco Bucci: è possibile che, in accordo con lui, si prendano ulteriori misure a più basso impatto possibile per i cittadini e per le aziende>. TUTTI I DATI della Liguria confrontati con quelli delle altre regioni

Nel mirino ci sono, ovviamente le tre aree del centro storico più colpite dal contagio, anche se le situazioni, anche lì, sono differenti. In due di queste i dati sono stabili o addirittura in regressione, probabilmente a fronte dell’imposizione dell’uso della mascherina introdotta 3 settimane fa. Nella terza, invece, i contagi sono triplicati. Lo ha detto Filippo Ansaldi, virologo e responsabile della Prevenzione e programmazione di Alisa che ha spiegato come i contagi nel centro storico siano il 30% di quelli di tutta la città, ma incidono sulla consistenza della popolazione 6 volte rispetto alle altre aree. In altre aree si concentra il contagio: Sestri, Sampierdarena e qualche area della Valpolcevera.

Sull’organizzazione ospedaliera, il presidente della Regione Giovanni Toti ha detto: <Siamo pronti a passare alla fase 3, ma al momento non ci passeremo. Cerchiamo di non passarci perché vuole dire cominciare ad abbandonare l’elezione medica per destinare rianimatori, anestesisti, pneumologi, infermieri specializzati e posti letto al Covid. Siamo pronti a passare alla fase 3, ma al momento non ci passeremo. Cercheremo di non passarci. Finché riusciremo non lo faremo, mi auguro di non doverlo fare. Stiamo lavorando per espandere una fase 2. Abbiamo 363 posti letto di media intensità e ancora un discreto margine. Ad aprile avevamo 1600 persone in media intensità e 200 persone in terapia intensiva. Oggi siamo a 24 e 220, occupando un quinto scarso della nostra disponibilità. Il passaggio alla fase 3 non è gratuito, sia in termini di fondi necessari, sia in termini di qualità del servizio sanitario agli altri pazienti>.

“Abbiamo chiesto, come governatori, che i test antigenici vengano sdoganati dal Ministero come test clinico diagnostico. Lunedì cominceranno i tavoli tecnici di confronto per un coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nell’esecuzione dei tamponi rapidi antigenici negli studi medici”. Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto aggiornamento serale sul Coronavirus, dopo l’incontro con i rappresentanti dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. L’adesione dei singoli medici sarà su base volontaria. La Liguria sarà tra le prime regioni a far partire il sistema in via sperimentale.

<I tamponi eseguiti – ha detto ancora Toti – sono ormai in ottima percentuale sulla popolazione. Il tasso di crescita della pressione ospedaliera è sensibilmente inferiore al tasso di crescita di diffusione del virus, grazie alla migliore capacità diagnostica e alla rapidità dei trattamenti. A fronte di una crescita ormai piuttosto sensibile della circolazione del virus la pressione sugli ospedali resta tutto sommato al momento sostenibile e direi modesta>.

<Il cluster spezzino è nettamente sceso, aumenta invece l’incidenza su tutto il territorio regionale, coerentemente a quanto si verifica in tutta Italia – ha detto il direttore della prevenzione di Alisa Filippo Ansaldi – L’aumento della pressione sulle unità di terapia intensiva, così impressionante a marzo, oggi è controllato e non desta preoccupazione grazie all’attività di testing, di isolamento e di tracciamento. Andamento simile anche per i posti di media intensità, sebbene su numeri diversi. Entrambe le curve sono molto lontane dalla crescita esponenziale di marzo aprile. La curva in base all’andamento attuale è in aumento costante ma non in modo incontrollato>.

<La crescita è lenta – ha confermato il direttore del dipartimento di rianimazione dell’ospedale San Martino Angelo Gratarola – l’andamento fa ben sperare: la circolazione del virus sembra arrivare ai livelli di maggio ma l’impatto sugli ospedali è del tutto differente. Abbiamo 26 malati in terapia intensiva in tutta la regione: il numero non cresce in maniera critica, la saturazione dei posti è ben lontana.

<Le due novità di questa settimana, l’inizio dell’attività di test nel centro allestito alla Commenda e gli screening nelle scuole sono la dimostrazione di quanto la Liguria è all’avanguardia nelle azioni sul territorio – ha detto il direttore generale di Asl3 Luigi Carlo Bottaro -solo a Roma, oltre che a Genova dove siamo partiti oggi dopo un’azione preparatoria impegnativa, è in corso lo screening nelle scuole. Al Deledda sono stati eseguiti 180 tamponi antigenici, solo un soggetto è risultato non negativo, ancora da confermare con il molecolare. Ottimo il riscontro con ragazzi, insegnanti e famiglie. La settimana prossima proseguiremo a questo ritmo ma con l’impiego di tre squadre>.

<Siamo ormai alla quarta settimana dall’apertura delle scuole – ha detto il direttore generale dell’ospedale pediatrico Gaslini Paolo Petralia – abbiamo iniziato il coordinamento della tracciatura dei sintomatici. I dati di questa settimana vedono una crescita sia del numero dei tamponi sia dei positivi: circa 1300 i tamponi molecolari al Gaslini. I positivi sono 52 questa settimana, anche questi in crescita. I ricoverati sono oggi 7, 4 bambini e 3 genitori. Con la prossima settimana potremo attivare i test antigenici rapidi anche al Gaslini: in caso di non negatività verrà fatto immediatamente il test molecolare di conferma. Abbiamo una rispondenza del test antigenico rapido con il tampone molecolare che si attesta intorno al 90%>.

I dati del 9 ottobre del Ministero della Salute elaborati da Covidguard.

I dati dell’ultima settimana del Ministero della Salute elaborati da Covidguard

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