I tempi dei tamponi a scuola, così possiamo pensare di fermare il virus?

Salgono a 12 i positivi su 18 allievi della classe del liceo Mazzini nella succursale di Sestri Ponente. Con alcuni genitori abbiamo provato a ricostruire il tracciamento: nessuno di loro è stato ancora testato. I figli hanno avuto la febbre a partire da 5 giorni fa

Tra sabato e domenica i risultati dei test ai primi 7 ragazzi della stessa classe, tutti positivi. Tra sabato e domenica i test ad altri 5 ragazzi della classe che tra ieri e oggi sono risultati tutti positivi: 12 ragazzi sui 18 della classe. È mercoledì e nessuno dei genitori è stato ancora testato. Si sono messi in quarantena volontaria impegnando i loro giorni di ferie, perché non possono essere in malattia (o, meglio, infortunio) fino a che non vengono riconosciuti positivi. In casi come questo, un datore di lavoro potrebbe anche rifiutare le ferie, visto che non esiste ufficialità, e così il virus potrebbe andare a spasso nei posti di lavoro. Non fosse per la coscienza civica di ognuno di loro, molti sarebbero potuti andare in giro per giorni. È possibile fermare il virus alla luce delle “lente” procedure descritte? Gli insegnanti vengono testati e tracciati?
Un’insegnante della scuola, che è stata male prima di tutti gli altri, intanto, è in ospedale, fanno sapere i genitori.

Inoltre, risulta ancora non testato dal servizio sanitario il turista palermitano, a Genova da amici, che, non ottenendo tampone “pubblico” dalla Asl, ha fatto privatamente il tampone ed è risultato positivo. A quel punto, l’uomo ha contattato nuovamente la Asl, ma non è stato richiamato né tantomeno è stato sottoposto a tampone “pubblico” e si chiede, adesso, cosa deve fare.

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